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Roma, la manifestazione del gioco 'soffocata' all'autogrill

  • Scritto da Daniele Duso

Le forze dell'ordine bloccano sul nascere la manifestazione del gioco legale a Roma, ma i funzionari di polizia si impegnano a portare l'appello a Draghi e Durigon.

Sono stati lì tutta la mattinata, pronti a manifestare, ma fermi all'autogrill. Erano circa 250, tra lavoratori e imprenditori, rappresentanti del gioco legale, che si erano dati appuntamento oggi, 7 maggio, per attirare l'attenzione sul loro settore, chiuso, di fatto, da oltre un anno. Avevano minacciato anche di bloccare il Gra, il famoso Grande raccordo anulare di Roma, ma la manifestazione tuttavia è stata bloccata da un enorme dispiegamento di forze dell'ordine. I presenti parlano di "un esercito, tra polizia e carabinieri".

Le forze dell'ordine, più di 20 camionette, decine di agenti in tenuta antisommossa, hanno bloccato fin da subito i manifestanti iniziando a identificarli. Alcuni sono stati fermati all'uscita dell'autostrada, e probabilmente non riusciranno a raggiungere il gruppo; la maggior parte invece è ferma all'autogrill, dove lavoratori e imprenditori s'erano dati appuntamento per coordinare le operazioni. 

Pasquale Chiacchio, presidente di Agsi, Associazione gestori scommesse Italia e Gioco legale, presente alla manifestazione, è uno dei manifestanti fermi all'autogrill: “Siamo accerchiati da polizia e carabinieri, manco fossimo delinquenti. Non c'è stata nessuna tensione, come in tutte le nostre precedenti manifestazioni, ma stavolta non abbiamo neanche avuto modo di iniziare. Ci siamo mossi in molti, e abbiamo comunque ottenuto l'obiettivo che volevamo: attenzione mediatica e la garanzia, da parte dei funzionari di polizia, che porteranno la nostra richiesta di incontro al presidente del Consiglio, Mario Draghi e Claudio Durigon (sottosegretario al Mef con delega ai giochi). 

Non si tratta della prima manifestazione, per il settore del gioco legale, ma nonostante mai ci siano stati motivi di tensione, oggi le forze dell'ordine sono state inviate in massa. Probabilmente la minaccia di bloccare il Grande raccordo anulare ha creato preoccupazione, e la questura ha preferito agire in modo preventivo. Di certo ciò ha contribuito ad abbattere il morale dei partecipanti, sfiancati da mesi di chiusure e, soprattutto, dalle mancate risposte della politica.

"Il settore è fermo, ed è a rischio fallimento - ha aggiunto Chiacchio -. Come fa un imprenditore a tenere in piedi le sue attività senza lavorare, e come fa a mantenere la famiglia? Nessuno considera queste problematiche. Il problema è che le manifestazioni di piazza ormai non servono a nulla, lo abbiamo visto nei mesi scorsi. Avevamo pensato a un'azione più forte, che di desse modo di avere più visibilità, ma stamani ci hanno bloccato".

Chiacchio comunque si dice fiducioso, perché "stiamo continuando gli incontri con la politica, perché è la politica che deve sbloccarsi, e ad ogni incontro facciamo un passo in avanti, prima o poi arriveremo a sbloccare il settore, ne sono certo". Intanto la settimana prossima sono in programma altre manifestazioni, sempre organizzate da altri rappresentanti del gioco legale. Il giorno 11, nel pomeriggio, alcuni rappresentanti del gioco legale saranno in piazza di Montecitorio a Roma, mentre il 12 maggio scenderà di nuovo in campo la Fisascat, con manifestazioni organizzate in contemporanea davanti alle sedi della Prefettura dei capoluoghi di regione per protestare contro le leggi regionali.

Il tentativo di manifestazione si è chiuso verso le 13. Visti i blocchi imposti dalle forze dell'ordine, e l'impossibilità di fare qualsiasi tipo di azione, peraltro in luogo (un autogrill) che doveva fungere solo da ritrovo, i responsabili della manifestazione, Giuseppe Spirito (Cgss), Giuseppe Falcone (Agile), Gianmaria Chiodo (Cni) e Pasquale Chiacchio, hanno deciso di sciogliere l'assemblea, non prima di aver ringraziato i 250 partecipanti che si sono mossi a nome del gioco legale.

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