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Ippodromo Palermo, a giorni un nuovo incontro al Mipaaf

  • Scritto da Redazione GiocoNews

In settimana potrebbe essere fissato un altro incontro al Mipaaf per discutere il futuro dell'ippodromo di Palermo dopo il taglio di corse e montepremi.

Sono giorni decisivi per il futuro dell'ippodromo La Favorita di Palermo dopo la decisione del ministero delle Politiche agricole di tagliare le giornate di corse e il montepremi previsto per il 2021, considerandolo come un "nuovo impianto", nonostante la sua fondazione risalga al 1953.

Una decisione contro la quale sono subito scesi in campo il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci -  con l'auspicio che "il buonsenso prevalga sulla burocrazia" - e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il quale ha avanzato al Governo una richiesta di tutele per lo storico impianto, riaperto solo da pochi mesi dopo tre anni di chiusura. Di pari passo all'attenzione sulla vicenda chiesta anche dal Parlamento, attraverso l'interrogazione presentata dalla deputata Maria Carolina Varchi (Fratelli d'Italia) al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli

Nelle scorse ore sembra essersi fatta largo una possibilità di soluzione, dopo l'incontro tenutosi nella sede del Mipaaf tra i responsabili della Direzione generale per la Promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica ed i vertici della Sipet srl, la società che gestisce l'ippodromo La Favorita di Palermo; incontro al quale ha presenziato anche il sottosegretario di Stato con delega all'ippica, Francesco Battistoni, con nuovi elementi finiti sul tavolo del ministero.
 
Ora si attende un nuovo confronto, che sarà convocato entro questa settimana, nella speranza che possa portare all'individuazione di soluzioni più accettabili rispetto a quelle paventate dal Mipaaf.
 
Al momento Palermo ha avuto un'autorizzazione per 40 giornate di gara nel periodo maggio-dicembre 2021. contro le 45 previste, mentre la sovvenzione per l'attività del 2021 non è stata "calcolata" e non sarà quindi pagata ne si conoscono i tempi e le modalità di pagamento perché i parametri precedenti (sia pure risalenti a prima del 2018) non vengono presi in considerazione dal Ministero, che vuole attendere i risultati del 2021.
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