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Fiegl: 'Sì al green pass, ma servono sostegni concreti per esercenti'

La Federazione italiana esercenti gioco legale supporta il green pass per le location di gioco ma chiede 'ristori economici dignitosi' per il comparto e accesso ai finanziamenti.

“I lavoratori e le lavoratrici del comparto si sono impegnati al massimo ed hanno fatto il possibile per essere al fianco dello Stato e sostenere la ripartenza in sicurezza delle attività, ma chiedono a gran voce di ricevere un sostegno concreto in termini di ristori economici dignitosi ed un impegno per la risoluzione della problematica del mancato accesso ai finanziamenti, nonché per quanto concerne l’annosa questione della riforma del settore, da tempo paventata ma mai concretizzata”.  

 

Queste istanze arrivano da Stefano Papalia, presidente di Fiegl Confesercenti, la Federazione italiana esercenti gioco legale, in vista dell’approssimarsi del termine di conversione in legge del decreto green pass, manifestando il proprio sostegno nei confronti del provvedimento, condividendone il carattere fondamentale sia in termini di salvaguardia della salute pubblica che come forma di tutela rispetto a possibili nuove chiusure delle attività commerciali.  

 

Il green pass, in vigore già a partire dal 6 agosto, infatti prevede per sale giochi, sale scommesse e sale bingo l’accesso al punto vendita “in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19”, attribuendo agli esercenti l’onere di verificare il possesso o meno della certificazione da parte degli avventori.  
 
Gli esercenti del comparto, già pesantemente provati dagli oltre 300 giorni di chiusura completa delle proprie attività, rimarca la nota della Fiegl, “si sono adeguati fin da subito a tale disposizione, con non poche complessità organizzative ed oneri economici, nonché ulteriori perdite legate al calo di affluenza nel punto vendita a seguito dell’introduzione del provvedimento, con conseguente riduzione della raccolta su rete fisica sia per le scommesse che per gli apparecchi da intrattenimento, calo coinciso proprio con la fase di ripartenza del settore dopo quasi un anno di inattività”.  
 
Inoltre, “anticipando l’adozione del green pass, gli esercenti si sono impegnati, insieme ai concessionari, a garantire la massima tutela sanitaria all’interno dei propri punti di vendita, arrivando addirittura ad adottare specifici protocolli più restrittivi rispetto a quelli previsti a livello nazionale, con il principale obiettivo di poter riprendere in piena sicurezza il regolare svolgimento delle proprie attività, fonte primaria di sostentamento per oltre 70 mila occupati del settore, che superano le 230 mila unità se si considerano anche i lavoratori indiretti ed i rispettivi nuclei familiari”.  
 
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