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Integrità dello sport, relatori concordi: 'Collaborazione fra Stati è la parola chiave'

  • Scritto da Redazione

Gli interventi conclusivi dell'evento organizzato dal Consiglio d'Europa a Roma su integrità nello sport e contrasto al match fixing pongono l'accento sulla collaborazione internazionale.

Roma - “I risultati raggiunti fin qua devono continuare a essere portati avanti. Sostegno, collaborazione e supporto sono le parole chiave per la protezione dell'integrità dello sport”.

Parole di Michele Sciscioli, capo del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha aperto – con la moderazione di Francine Hetherington Raveney, vice segretario esecutivo dell’Epas -Accordo parziale allargato sullo sport (Enlarged partial agreement on sport, Ndr) - la serie di interventi conclusivi dell'evento organizzato dal Consiglio d'Europa a Roma, dedicato all'integrità nello sport e al contrasto al match fixing, svoltosi il 6 e il 7 dicembre.

 

Non possiamo non ricordare quanto fatto dall'Italia negli ultimi 10 anni, a livello di Governi, lavorando con il ministero degli Affari esteri, dell'Interno, della Giustizia, con il sostegno di enti sportivi, del Comitato olimpico e delle federazioni nazionali. Noi sappiamo che il percorso da fare è lungo e pieno di ostacoli, che ci sono stati tanti problemi nell'ultimo anno e mezzo perché la pandemia ha accentuato problemi che esistevano 'sotto al tappeto' ma non erano ancora del tutto conosciuti. È stato compreso appieno che il ruolo sociale e culturale dello sport durante la pandemia è stato limitato in modo molto sensibile, con tutti gli effetti ben noti. Per questo ci impegniamo sempre di più a fornire il nostro contributo negli anni a venire”.
 
Stanislas Frossard, segretario esecutivo dell’Epas  del Consiglio d'Europa, sottolinea: “L'approccio olistico è ben accetto da molti Paesi che si confrontano sui temi al centro dell'evento di Roma, e molti di loro non sono così avanzati in tema di politiche sullo sport e non sono in grado di proteggersi da gare truccate o di tutelare i diritti umani.
Ad esempio, ieri è stato presentato un modulo sulla valutazione dei rischi, e molti Paesi – come il Montenegro e la Macedonia – si sono detti interessati a sviluppare le proprie politiche”.
 
Frossard quindi ripercorre i principali temi toccati dai vari relatori nella due giorni romana, dal focus su protezione e scambio dei dati alla buona governance, fino al ruolo di Governi, consulenti, Ong, organizzazioni sportive.
“La conferenza ha mostrato che c'è un interesse per gli standard internazionali, che sono molto richiesti, e sono aspetti chiave per assicurare l'integrità dello sport.
La Convenzione di Macolin ci ha consentito di superare gli ostacoli interni; in alcuni Paesi le norme adottate hanno consentito un ampio scambio di informazioni.
Un altro aspetto emerso è l'importanza della prevenzione del crimine, della repressione, e ciò ci porta a considerare le leggi penali come qualcosa che pongono lo sport al margine, ma lavorare per la criminalizzazione della corruzione anche nell'abito dello sport, bisogna aumentare la consapevolezza. In più, dobbiamo migliorare il ruolo assunto dagli atleti e anche quello del giornalismo investigativo”.
 
Le ultime parole sono di Gianluca Alberini, ministro plenipotenziario, vice direttore generale/direttore centrale per le Nazioni Unite e i diritti umani del ministero degli Affari esteri italiano.
“Questo è uno dei primi eventi della presidenza semestrale del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa (la principale organizzazione internazionale nel continente europeo che si occupa di difesa dei diritti umani, democrazia e stato di diritto, Ndr), nella quale abbiamo programmato oltre 30 iniziative su vari settori, come la lotta contro la violenza di genere, la difesa dei diritti di donne e minori, l'impatto dell'intelligenza artificiale, la cultura. Uno dei nostri obiettivi è anche quello di incoraggiare un rinnovato impegno nel condividere i principi e i valori del Consiglio d'Europa.
Vogliamo dare particolare attenzione ai settori che possono favorire il dialogo, l'inclusività, l'identità, in comune fra questi aspetti c'è anche lo sport.
Nei prossimi anni l'Italia ospiterà molti eventi sportivi importanti, come i Giochi del Mediterraneo, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, senza dimenticare che Genova sarà la Capitale europea dello sport nel 2024.
In questi due giorni sono state dibattute questioni spinose sui fenomeni che si manifestano nelle competizioni sportive, e sono state partorite tante nuove idee che porteranno ad azioni concrete nel futuro”.
 
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