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La sostenibilità nel design che tutela giocatori e investimenti

  • Scritto da Ewa Bakun

La progettazione di un gioco e di una location possono svolgere un ruolo cruciale in termini di gioco responsabile.

L’evoluzione delle strategie di sostenibilità potrebbe essere equiparata a un esercizio di retrofitting, in cui il settore, già ben formato, si trova di fronte alla necessità di evolvere, o riparare, i vecchi approcci al business e le strutture interne che lo organizzano. Purtroppo la sostenibilità non era l’idea dominante alle origini del settore del gaming ed è di solito più difficile cambiare qualcosa già ben formato che disegnarlo con le componenti necessarie dall’inizio. E così la sostenibilità sta entrando nelle varie aree dell’industria già ben sviluppate e mature, incluso il design del prodotto, di cui si parla in questa pubblicazione. Sorprendentemente, il design stesso dei giochi - ma anche degli spazi - pur costituendo il cuore del prodotto offerto al consumatore, ha visto un’interferenza minima con gli aspetti legati alla sostenibilità. 

Da una breve ricerca su internet e tramite conversazioni con esperti del settore, è emerso chiaramente che esiste poco, se non addirittura zero, a livello di studio specifico sull’impatto del design della location sui comportamenti adottati nel gioco. Un esempio da considerare è quello di Gamesense, il programma di gioco responsabile introdotto dalla provincia di British Columbia in Canada e adottato anche nello stato di Massachusetts negli Stati Uniti. Il concetto centrale di Gamesense è quello di un’educazione del giocatore che, se attrezzato con una migliore comprensione di probabilità, volatilità, ritorno al giocatore (Rtp), e su molte altre caratteristiche del funzionamento del gioco d’azzardo, potrebbe controllare meglio il gioco e condurlo in maniera più sana e responsabile. L’educazione di Gamesense viene effettuata tramite i suoi rappresentanti presenti nelle strutture e punti vendita come casinò o negozi di scommesse. Questi rappresentanti si spostano nel locale essendo disponibili a tutti o spesso stazionano nei punti di informazione di Gamesense. Si tratta in particolare di punti fisici ed è una prova di come il gioco responsabile abbia una sua rappresentazione fisica e faccia parte del design delle sedi in cui si gioca d’azzardo. I centri di Gamesense sono aperti per segnalare ospitalità e accesso a tutti e per promuovere il gioco responsabile e la prevenzione del possibile danno. Ma un altro utilizzo sempre nell’ambito del gioco responsabile, è quello dell’autoesclusione o dei problemi più gravi di dipendenza dal gioco che richiedono un trattamento più sensibile e anche degli spazi più privati. E quindi il dibattito più attuale diventa oggi quello di trovare un equilibrio nel design che possa soddisfare i vari bisogni della interazione con il consumatore: quello di un’educazione più ampia e il più possibile accessibile ai consumatori e quella di prevenzione e reazione nel privato, senza però il rischio di stigmatizzazione.

La cura del consumatore influenza l’offerta del gioco stesso più che il design fisico. Ed è simile a quello che riguarda il design stesso del gioco, sia quello terrestre che online, con gli strumenti che permettono di prendere una pausa durante il gioco, di stabilire i limiti di tempo o di spesa all’inizio del gioco oppure di segnalare la spesa o duramento straordinari e di rischio per il giocatore. Questi strumenti non interferiscono nell’estetica del gioco, nelle meccaniche oppure nella matematica e sono basati sulla ricerca sugli indicatori di danno, spesso introdotti dagli operatori, a volte richiesti nei regolamenti. 

Nel 2019 il regolatore britannico, la Gambling Commission, ha creato dei gruppi di lavoro focalizzati su vari temi: tra questi uno era dedicato infatti al design del gioco. Il risultato di questo lavoro in cui hanno partecipato sia gli operatori che i fornitori dei giochi è stato il divieto di Ldw (Losses disguised as wins o “perdite mascherate da vincite”) e di giri gratuiti automatici (“auto-spins”). In risposta, l’associazione del settore, Betting and Gambling Council, ha introdotto un codice di condotta dedicato proprio al design dell’offerta del gioco che approfondisce i dettagli dell’adozione di queste misure. 

L’impatto dei regolamenti sul disegno del gioco si è fatto più vedere in Germania, dove il limite di 1 euro sulle slot, il tempo minimo di 5 secondi di velocità di un giro e le imposte del 5.3 percento sul fatturato (turnover) hanno ridotto il ritorno al giocatore (Rtp) al di sotto del 95 percento. Con la riduzione dell’indice Rtp, i fornitori di giochi come G Games, devono interferire perché le slot rimangano attraenti agli occhi del consumatore. Ne parla Helen Walton di G Games in un’intervista filmata da ice365.com, dimostrando il concetto dei re-spins che rendono il gioco ugualmente divertente con il Rtp all’88 percento.

Il futuro dimostrerà se i regolatori cominceranno a prendere delle misure più punitive che interferiranno anche nel disegno del gioco offerto al consumatore, anche se le progressive restrizioni in altre aree delineano un trend. Il cambiamento della struttura di gioco al suo cuore e il design mette comunque la profittabilità del settore al rischio, ma lo spingerà anche a un approccio innovativo in cui la cura del consumatore deve rimanere centrale per renderlo sostenibile e a prova di futuro.

 

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