Decadenza Renzo Testolin, il deputato Urzì interroga il Governo
Il deputato Alessandro Urzì (FdI) chiede lumi al Governo su Renzo Testolin, presidente della Valle d’Aosta, visto che esercita anche funzioni prefettizie.
Gli echi della decadenza del presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin per il superamento del limite dei mandati e il successivo reintegro disposto dal Tribunale di Aosta arrivano fino in Parlamento.
Il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì ha infatti presentato un’interrogazione a risposta scritta dedicata alla vicenda, rivolgendosi direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’interno Matteo Piantedosi, e al ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli.
Come si ricorderà il reintegro, dall’8 maggio, segue la notifica e il deposito presso la Corte di Appello di Torino dell’atto di citazione per la riforma della sentenza del Tribunale di Aosta che ne aveva dichiarato la decadenza. Tale udienza risulta fissata al 28 settembre 2026.
Una questione non di poco conto, che riguarda anche il settore del gioco, visto che Renzo Testolin detiene la delega al Casinò, società partecipata per il 99,96 percento dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta.
LA PENDENZA DELL’APPELLO, LA SOSPENSIONE DELLA DECADENZA E LE FUNZIONI PREFETTIZIE
La proposizione dell’appello comporta la sospensione dell’efficacia esecutiva della pronuncia di primo grado, e tale punto è al centro dell’interrogazione di Urzì.
Nel testo difatti si legge: “In Valle d’Aosta il presidente della Regione non è soltanto il vertice dell’esecutivo regionale. In forza dello speciale ordinamento autonomistico valdostano lo stesso esercita anche funzioni prefettizie”.
Quindi, evidenzia il deputato di Fratelli d’Italia, “la vicenda processuale ricade anche sull’autorevolezza e piena legittimazione di un organo che, nello speciale sistema valdostano, esercita funzioni di rilievo statale e della sua rappresentanza sul territorio”.
Dal punto di vista giuridico, afferma ancora Urzì, quando esercita le attribuzioni prefettizie, il presidente della Regione non agisce come organo regionale ma come organo periferico dello Stato e del ministero dell’Interno.
“PROFILI DI POSSIBILE INCERTEZZA”
Per questo il parlamentare chiede chiarimenti “in ordine ai profili di possibile incertezza legata alla situazione della figura del presidente di regione, nel suo rapporto funzionale con le funzioni prefettizie assegnate, a fronte della pendenza di un esame d’appello di merito che in primo grado ha già determinato la decadenza, effetto a sua volta sospeso in virtù della presentazione del ricorso”.
Urzì inoltre auspica di valutare “l’opportunità di promuovere iniziative normative, anche costituzionali, volte ad assicurare, che vicende riguardanti la titolarità di una carica che cumula funzioni regionali, ma allo stesso tempo anche prefettizie, siano definite assicurando la piena autonomia di tali funzioni prefettizie rispetto ai condizionamenti dettati dai tempi di definizione dei giudizi relativi alla decadenza dalla carica di presidente della regione”.
IL DISAPPUNTO DI EMILY RINI
L’iniziativa di Urzì ha provocato una certa maretta nella maggioranza, come emerge dalle parole di Emily Rini, segretaria regionale di Forza Italia, raccolte dal quotidiano La Stampa.
“L’iniziativa di Fratelli d’Italia mi fa rabbrividire. Sono incredula e orripilata”, esordisce la forzista. “Apprendere che la questione sia stata posta anche al ministro Piantedosi mi fa accapponare la pelle. Come si può essere autonomisti a giorni alterni? O lo si è sempre, come noi ribadiamo, o non lo si è“.
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