Dopo i raid sull’Iran, Polymarket cancella le scommesse su una possibile esplosione nucleare

Scritto da LP

Il mercato predittivo sul nucleare viene chiuso dopo un picco di scambi e forti critiche a Polymarket. I legislatori democratici preparano una proposta di legge per limitare le scommesse su guerra e terrorismo.

Polymarket si ritrova nuovamente al centro delle polemiche. La piattaforma di mercati predittivi ha infatti rimosso un controverso mercato che consentiva agli utenti di scommettere sulla probabilità di un’esplosione nucleare in qualsiasi parte del mondo entro la fine dell’anno. La decisione è arrivata dopo che i recenti attacchi militari statunitensi e israeliani contro l’Iran hanno provocato un improvviso aumento dell’attività di trading e una forte ondata di critiche sui social media.

Martedì il volume giornaliero delle scommesse su una possibile detonazione nucleare ha raggiunto quasi 244.000 dollari, una cifra molto superiore ai livelli precedenti. Solo pochi giorni prima, venerdì, il mercato aveva registrato appena 10.000 dollari di scambi. L’attenzione degli utenti è esplosa con l’escalation della crisi in Medio Oriente, trasformando improvvisamente un mercato marginale in uno dei più discussi sulla piattaforma.

Il mercato era stato lanciato da Polymarket alla fine dello scorso anno e prevedeva che gli utenti potessero puntare sul verificarsi di una detonazione nucleare per uso offensivo, per test o anche per incidente. Martedì, prima della sua rimozione, gli utenti stimavano circa il 24 per cento di probabilità che un’esplosione nucleare si verificasse entro la fine del 2026.

Nonostante l’improvvisa impennata di interesse, le cifre restavano relativamente modeste rispetto ad altri mercati presenti sulla piattaforma. Per esempio, la domanda su un possibile crollo del regime iraniano entro il 30 giugno ha attirato circa 7 milioni di dollari di volume totale di scambi, dimostrando quanto i conflitti geopolitici stiano diventando uno dei principali motori delle scommesse nei mercati predittivi.

L’INTERVENTO DEI LEGISLATORI – In questo scenario, le piattaforme che permettono di speculare su eventi potenzialmente catastrofici sono finite nel mirino dei legislatori americani, che temono che tali mercati possano incentivare comportamenti pericolosi o addirittura favorire l’uso di informazioni riservate. La vicenda ha quindi alimentato un dibattito politico negli Stati Uniti, dove alcuni parlamentari stanno preparando un intervento legislativo per limitare i mercati predittivi legati a eventi violenti o geopolitici. Il deputato democratico della California Mike Levin ha dichiarato all’agenzia Reuters di essere al lavoro, insieme con il senatore Chris Murphy, a un disegno di legge specifico.

Secondo Levin, esiste il rischio concreto che alcuni operatori sfruttino informazioni riservate su operazioni militari imminenti per ottenere profitti sui mercati predittivi. “Per me è assolutamente evidente che sfruttare informazioni anticipate su operazioni militari per ottenere un vantaggio finanziario debba essere considerato totalmente illegale”, ha affermato il deputato.

L’iniziativa legislativa punta a regolamentare piattaforme come Polymarket e Kalshi, entrambe sempre più sotto scrutinio per il timore che le scommesse sugli eventi geopolitici possano incentivare conflitti, creare distorsioni informative o favorire la divulgazione di dati classificati. Levin sostiene inoltre che l’attuale quadro normativo statunitense, in particolare il Commodity Exchange Act, non sia sufficiente. La legge già vieta contratti su eventi considerati contrari all’interesse pubblico — come guerra, terrorismo o assassinio — ma secondo i critici non copre adeguatamente l’evoluzione dei mercati predittivi basati su blockchain.

UNA BREVE STORIA DI GRANDI POLEMICHE – Le polemiche sono state alimentate anche da recenti episodi che suggeriscono possibili operazioni speculative sospette. Lo scorso mese sei senatori democratici avevano già criticato queste piattaforme dopo che un trader aveva guadagnato circa 410.000 dollari scommettendo sulla rimozione del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Ancora più controverso è stato il caso segnalato dalla società di analisi blockchain Bubblemaps, secondo cui sei account avrebbero realizzato circa 1,2 milioni di dollari di profitto su Polymarket scommettendo sulla rimozione di Khamenei solo poche ore prima che venisse ucciso nei raid aerei. Le operazioni hanno sollevato il sospetto che alcuni trader potessero essere in possesso di informazioni privilegiate.

“Non esiste un modo positivo per permettere alle persone di scommettere su guerra e morte”, ha aggiunto Levin, spiegando che diversi altri legislatori democratici condividono le sue preoccupazioni e che l’obiettivo è costruire una coalizione parlamentare per introdurre nuove regole.

Anche se la proposta di legge ha poche probabilità di diventare realtà nel breve periodo, l’iniziativa rappresenta un segnale politico importante. Il caso Polymarket dimostra infatti come i mercati predittivi basati su criptovalute stiano entrando in una fase di crescente scrutinio normativo, soprattutto quando le scommesse riguardano eventi geopolitici estremamente sensibili e potenzialmente tragici.