Dossier ‘Monitoraggio e controllo’, la relazione giochi 2025 dice raccolta a 165,3 miliardi
Nel documento della Presidenza del Consiglio è compresa anche la Relazione sul settore dei giochi pubblici trasmessa dal Mef, che evidenzia dati, criticità e andamento del comparto.
Il dossier “Monitoraggio e Controllo: le relazioni da obbligo di legge” presentato nei giorni scorsi alla Camera raccoglie i 71 documenti trasmessi al Parlamento tra marzo e maggio 2026.
Si tratta delle relazioni provenienti dalla Presidenza del Consiglio, dai ministeri e da enti non governativi suddivise in base alle Commissioni parlamentari competenti. Tra queste c’è anche la “Relazione sul settore dei giochi pubblici – dati aggiornati all’anno 2025”, già inviata alle Camere il 17 aprile dal ministro dell’Economia e delle Finanze.
RACCOLTA A 165,3 MILIARDI E SPESA A 21,9 MILIARDI
La relazione ci consente di rivedere i numeri chiave del settore nel 2025. La raccolta complessiva del gioco pubblico che ha raggiunto 165,3 miliardi di euro. Le vincite corrisposte, che sono state pari a 143,4 miliardi, mentre le entrate erariali hanno toccato 11,5 miliardi.
La spesa effettiva dei giocatori, calcolata come differenza tra giocato e vincite, si è attestata a 21,9 miliardi.
Il documento ricorda che il modello italiano si basa sulla riserva statale e sull’affidamento delle concessioni tramite gara pubblica. La relazione include anche il monitoraggio territoriale del giocato e il report mensile dei giochi per il periodo 2022‑2025.
APPARECCHI AWP E VLT: RACCOLTA IN CALO E GETTITO IN FLESSIONE
Il settore degli apparecchi da intrattenimento resta centrale, generando circa il 50 percento delle entrate totali del gioco. Tuttavia, la raccolta mostra un trend negativo. Nel 2025 la flessione supera il 6 percento rispetto al 2024 e sfiora il 35 percento rispetto al 2019. La perdita per l’erario è stimata in 300 milioni sul 2024 e 1,4 miliardi sul 2019. Le cause includono tassazione elevata, limiti locali, assenza di innovazione e spostamento dei giocatori verso il digitale. Gli apparecchi Awp risultano i più penalizzati. La rete conta tra 220.000 e 230.000 Awp e circa 55.000 Vlt.
BINGO: 181 SALE ATTIVE E CANONI RIDETERMINATI
Il comparto Bingo registra 181 sale attive al 31 dicembre 2025, con una lieve riduzione rispetto all’anno precedente. Il fatturato è pari a 1,5 miliardi, in calo dello 0,47 percento. Il gettito erariale raggiunge 180 milioni. La relazione ricostruisce anche il complesso contenzioso sulle proroghe delle concessioni.
Dopo la sentenza della Corte di giustizia UE e le decisioni del Consiglio di Stato, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha rideterminato il canone a 2.800 euro mensili per il biennio 2025‑2026. Nel 2025 sono state irrogate penali per omissioni nei dati di gioco, bilanci e superamento dei limiti di montepremi.
GIOCO ONLINE: 52 NUOVE CONCESSIONI E RACCOLTA A 109,3 MILIARDI
Il gioco a distanza mostra una crescita costante. Nel 2025 la raccolta lorda raggiunge 109,3 miliardi, con un aumento dell’8,7 percento. L’imposta unica sale a 1,71 miliardi, in crescita del 17,6 percento. La gara online prevista dal decreto legislativo 41/2024 ha portato all’assegnazione di 52 concessioni a 46 operatori, con un gettito di 364 milioni.
Il nuovo quadro normativo introduce requisiti più stringenti, limiti alle skin, un corrispettivo una tantum di 7 milioni per concessione e un canone annuo pari al 3 percento del margine netto. Crescono anche le segnalazioni di flussi anomali: 35 nel 2025, per un totale di 546.987 euro di gioco sospetto.
GIOCO RESPONSABILE E NUOVE MISURE DI TUTELA
La relazione dedica ampio spazio alla tutela del giocatore. Le nuove concessioni prevedono limiti automatici per i giovani tra 18 e 24 anni, alert personalizzati, strumenti di autoesclusione e formazione obbligatoria per gli operatori. Ogni concessionario deve investire almeno 700.000 euro nei primi due anni in progetti di prevenzione del gioco patologico.
L’Agenzia sta inoltre elaborando Linee guida nazionali sul gioco responsabile, basate su analisi predittive e scienza comportamentale. L’obiettivo è uniformare le politiche dei concessionari e rafforzare la protezione dei consumatori.