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Un'estate infuocata aspettando la stagione delle riforme

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Dopo la ripartenza dei giochi, si tenta di tornare alla normalità: ma luglio si preannuncia un mese di fuoco, nella speranza di arrivare a una riforma.

Mentre il comparto del gioco pubblico tenta con fatica di tornare alla normalità, nonostante i vari stravolgimenti che hanno dovuto subire tutti i locali pubblici per via delle restrizioni dovute al contenimento dell'epidemia, l'estate è ormai entrata nel vivo. Con la prima settimana di luglio che ha dato un primo assaggio di come saranno le vacanze nel 2020, condizionate anch'esse dalle disposizioni di sicurezza e dalla “nuova normalità” a cui tutti ci dovremo presto abituare. Con l'unica certezza che avremo a che fare con un'estate decisamente infuocata. Non solo a livello climatico ma anche – e soprattutto – a livello politico, con il governo chiamato a gestire una serie di situazioni piuttosto complesse e delicate, nel tentativo di arginare la crisi economica più devastante del dopoguerra, senza lasciarsi dietro troppe vittime e provando a stendere le basi di una nuova stagione di riforme che potrebbe delinearsi a partire dal prossimo autunno. Per farlo, tuttavia, ci sarà bisogno di un intervento serio e concreto da parte dell'Europa, dove si giocherà la parte più importante della partita, in un clima decisamente rovente. 

Dal Consiglio Ue allo scostamento di bilancio, dunque, sarà un luglio di fuoco anche per i conti pubblici italiani. Che parte proprio da questa settimana, quando i vertici europei del 9 e 10 luglio dovranno decidere il piano di rilancio economico, passando per il rating di Fitch, il voto sullo scostamento di bilancio e la stima preliminare del Pil nel secondo trimestre del 2020. Quest’ultimo dato sarà fondamentale per capire se le stime del governo sul calo del Pil dell’Italia saranno rispettate o se saranno addirittura peggiori rispetto alle già difficili previsioni.

Nel doppio incontro di Eurogruppo (9 luglio) ed Ecofin (10 luglio), si vedranno – rispettivamente - i ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Area euro e dell’Unione europea. Mentre risuonano ancora le parole del presidente uscente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, che aveva annunciato presto un ritorno al Patto di Stabilità. Dichiarazioni che hanno messo in allarme Paesi come l’Italia. Con la frattura tra i Paesi che vogliono allentare i cordoni della borsa per arginare la crisi economica e quelli cosiddetti “frugali” che potrebbe tornare a enfatizzarsi.
Ma la giornata di venerdì 10 luglio sarà decisiva anche per l'atteso rapporto di Fitch che pubblicherà il rating sull’Italia, dopo che lo scorso aprile l’agenzia di rating aveva declassato l'Italia portando il rating sul debito sovrano del nostro Paese da “Bbb” a “Bbb-”: un gradino al di sopra del limite che separa dal mondo dei “junk” bond e con l'outlook portato a “stabile” da “negativo”. Anche questo giudizio andrà inevitabilmente a condizionare in maniera forte le scelte che il governo dovrà adottare in termini di politica economica.
L'altro appuntamento particolarmente atteso di questo mese è però il Consiglio europeo straordinario, previsto per i giorni del 17-18 luglio, quando i capi di Stato e di governo dell’Ue si riuniranno di persona (per la prima volta dopo il coronavirus, non più in videoconferenza), a Bruxelles, per cercare di raggiungere un accordo sul bilancio pluriennale e sul Recovery Fund da 750 miliardi. Rimangono irrisolte ancora alcune questioni, incluso il modo in cui i fondi per il rilancio dell’economia post-Covid dovrebbero essere assegnati e le eventuali condizioni per l’accesso ai fondi.
Per i conti pubblici italiani altro momento decisivo si avrà dopo il 20 luglio, quando dovrebbe essere votata dal parlamento italiano l’autorizzazione a un nuovo scostamento di bilancio da 20 miliardi, per finanziare le ulteriori misure di rilancio dell’economia. Per il via libera serve però la maggioranza assoluta al Senato: 161 sì che per gli attuali partiti che sostengono il governo Conte non sarà facile raggiungere, viste le ultime fibrillazioni e il clima di scontro con l’opposizione.
Per chiudere in bellezza, il 31 luglio si dovrebbe avere la stima del Pil nel secondo trimestre 2020, con le attesissime stime Istat del Pil che riguardano proprio il trimestre più colpito dalla crisi economica dovuta al Covid. Se già il primo trimestre aveva registrato un -5,3 percento, quello successivo potrebbe essere addirittura peggiore e in questo senso il dato Istat sarà fondamentale per capire se la stima del governo contenuta nel Def di fine aprile e pari cioè a -8 percento potrà essere rispettata, oppure dovrà essere corretta al ribasso, con il Fondo monetario internazionale che a fine giugno ha previsto un preoccupante -12,8 percento. Se il dato dell'Istat dovesse modificare le stime del governo, tale modifica potrebbe far peggiorare anche il rapporto deficit Pil del 2020 e il debito-Pil, previsti rispettivamente a -10,4 e al 155,7 percento.
Intanto, però, il governo presenta la primissima stesura del Piano nazionale delle riforme (Pnr) che indica le linee del Recovery Plan italiano dovrebbe arrivare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. La premessa firmata dal ministro all'Economia Roberto Gualtieri indica tra i pilastri del piano: "Modernizzazione del Paese, transizione ecologica e inclusione sociale e territoriale e parità di genere". Il primo obiettivo dell'esecutivo è "una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta" che porti a un "alleggerimento della pressione fiscale". Poi la semplificazione, il salario minimo, il miglioramento dei centri per l'impiego per la fase 2 del reddito di cittadinanza, l'assegno unico per le famiglie, la revisione di Quota 100 e gli investimenti per la digitalizzazione.
Una serie di temi in cui potrebbe inserirsi anche una riforma del gioco pubblico, tenendo conto degli ambiziosi obiettivo annunciati dal titolare del Tesoro. Se l'annunciato “alleggerimento della pressione fiscale” dovrà passare inevitabilmente per una riforma complessiva del fisco, comprensiva anche delle imposte indirette come l’Iva, tra gli strumenti da adottare ci sarà anche l'aumento dei controlli anti-evasione, non essendo previsti “nuovi condoni”. Come si legge nella prima bozza diffusa dall’Ansa del Pnr: il documento – che accompagna il Def e indica le linee del Piano di Rilancio che l’Italia metterà a punto per settembre. Il Pnr, tracciando le linee essenziali del Recovery Plan, indica come l’Italia intende spendere le risorse che arriveranno dall’Unione europea, proponendo una serie di cambiamenti e di sfide per l'intero paese. Tra queste c’è la Semplificazione, sulla quale il governo si dice essere al lavoro: con la finalità principale che sarà quella di rimuovere gli ostacoli che negli ultimi anni hanno rallentato non solo gli appalti e gli investimenti pubblici, ma anche, più in generale, la crescita dell’economia. Le semplificazioni, si legge nel documento, rappresentano “il primo passo per attuare il Piano di Rilancio” e “fatto salvo il contrasto alla corruzione” si agirà in tutti i campi. E in questo ambito ci saranno senz'altro delle variazioni che impatteranno, sia pure indirettamente, sul comparto del gioco pubblico, come la “spinta” ai dirigenti pubblici ad “assumere le decisioni”, circoscrivendo “puntualmente il reato di abuso d’ufficio e la responsabilità erariale degli amministratori”. Regole che interverranno dunque su un settore che maneggia entrate erariali come il gioco e che è basato sull'affidamento in concessione. Tanto più che nei prossimi mesi l'amministrazione dovrà avviare anche le procedure per il rinnovo di praticamente tutte le concessioni dei giochi, con la scadenza ormai prossima di quelle delle reti di apparecchi e l'allineamento delle altre relative a scommesse, online e così via.
La parte più importante tuttavia sarà quella fiscale. Visto che il governo sta lavorando a “una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta“, promettendo che l'obiettivo prioritario sarà perseguito con “il miglioramento della qualità dei controlli” contro l’evasione fiscale. Continuando il rafforzamento delle agenzie fiscali e investendo ulteriormente in tecnologia e big data. E chissà che non possa essere questo il momento giusto per valutare una riforma fiscale anche dell'intero comparto dei giochi, razionalizzando l'intero scenario delle aliquote divenuto probabilmente sovrastimato in tempi di pandemia e puntando magari anche all'attuazione di riforme come potrebbe essere l'introduzione di una tassazione di scopo e/o quella sul margine anche per il gioco terrestre.
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