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editoriale

Il settore si salvi, se può

É arrivato il momento della verità per il gioco pubblico. Il redde rationem per l'intero comparto e, in particolare, per quello degli apparecchi, il più colpito dalla legge di Stabilità la cui concreta attuazione è attesa per le prossime ore. La scadenza del 15 gennaio 2015 ha un duplice effetto, e un valore immenso, che la rende particolarmente attesa dagli addetti ai lavori.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Il gioco pubblico alla prova di maturità. E di sopravvivenza

È iniziato decisamente male il nuovo anno per gli operatori del gioco pubblico. In particolare, per quelli del segmento degli apparecchi da intrattenimento, alle prese, come noto, con un innalzamento degli oneri di gestione della propria attività imposto dalla finanziaria (e pari a ben 500 milioni di euro l'anno) che si aggiunge all'aumento del prelievo erariale unico applicato alle new slot (dal primo gennaio salito al 13 percento) già previsto dalle precedenti manovre economiche. Una mossa decisamente azzardata (e sicuramente discutibile) da parte del governo che rischia di dare scacco matto all'intero settore.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Quella delega non si può delegare

Diciamo la verità. Questa volta il governo l’ha fatta grossa. E il clima di terrore che sta vivendo il comparto del gioco pubblico in questo terribile finale di stagione ne è la prova. La Legge di stabilità per il 2015 fa acqua da tutte le parti ed è ormai impossibile nasconderlo. E non si tratta di logiche protezionistiche o del parere di una lobby, ma di una realtà, resa ormai evidente dalle varie prese di posizione che si susseguono nelle ultime ore.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Stabilità, #lavoltabuona non per il gioco, né per i giocatori

Indietro non si torna. Con queste parole il premier Matteo Renzi ha dichiarato conclusi i giochi sulla Legge di Stabilità dopo la nottataccia (per i senatori e per la nostra democrazia) di venerdì scorso, quando il senato ha dato il via libera alla manovra fiscale. Esprimendo parole di soddisfazione, su Twitter, per una "partita davvero difficile”. Con tanto di hashtag ‘#lavoltabuona’. A fargli eco il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, forse ancora più ottimista nel dire non solo che: "nel 2015 i conti pubblici miglioreranno e questo consentirà di dimostrare ai partner europei e ai mercati che l'Italia è un Paese affidabile”. Ma anche, e soprattutto, che “con questa legge, abbiamo messo in campo un significativo abbattimento delle tasse che ha pochi precedenti nella storia del Paese".

  • Scritto da Alessio Crisantemi

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