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editoriale

E la chiamano Stabilità

L'auspicio era generale e la speranza comune: scongiurare l'aumento del Prelievo erariale sugli apparecchi da intrattenimento, che avrebbe inevitabilmente affossato l'intero comparto. E le parole del viceministro Morando, che anticipavano la fattibilità dell'eventuale inversione di rotta, avevano sollevato gli animi degli addetti ai lavori. Salvo poi ritrovarsi, nel fine settimana, con la "soluzione" governativa, che propone sì di fare a meno dell'aumento del Preu, ma ad un prezzo assai caro.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Questione di fiducia

Dobbiamo avere fiducia. Ce lo sentiamo ripetere da mesi, e ormai da anni, dai nostri politici. In particolare dal premier Matteo Renzi, che fin dal  momento della sua proclamazione promette di uscire presto dalla recessione riuscendo anche a convincere l'Europa che l'Italia non è poi un paese così inaffidabile come appare ai loro occhi. Dovranno averne, di fiducia, e molta, gli operatori del gioco pubblico, in attesa di conoscere il proprio destino appeso al filo di una legge. Anzi due. Quella di stabilità, prima, e quella di delega fiscale, poi. Per adesso la fiducia – che in questo caso fa rima con speranza – è riposta non tanto nella presa di coscienza da parte dell'esecutivo che l'imposizione fiscale prevista nella manovra comporterebbe la scomparsa di un'intera filiera economica (visto che dagli annunci dei rappresentanti di governo, nelle ultime settimane, sembrerebbe quasi di percepire la disponibilità a rinunciarci, a questo settore), quanto, piuttosto, sugli evidenti effetti collaterali che la stessa manovra porterebbe sui territori, sul paese e quindi sui cittadini, come i tecnici del Servizio bilancio del Senato hanno prontamente messo in evidenza.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Prevenire è meglio che sanare

Siamo sinceri. Un governo che decide di intervenire rispetto a un settore delicato come quello del gioco, con le sue evidenti ricadute in termini sociali, non può che suscitare consenso. Da parte di chiunque. Specie se l'intervento viene promesso (o, meglio, annunciato, in perfetto stile italiano) in nome dell'interesse pubblico e, quindi, a tutela della cittadinanza. Come non poter essere d'accordo. Per questo, ascoltando le parole pronunciate nelle score oredal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, non sfugge la sua riflessione riguardo al contrasto al gioco illegale, quando dice: "La battaglia va fatta non solo contro la criminalità organizzata se si infiltra nel sistema, ma anche contro chi promuove il gioco eludendo i controlli". Parole sante.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Proposta indecente

Per ora è soltanto un'indiscrezione, ma che fa riflettere, e molto, sulla situazione attuale del gioco pubblico. E sul rapporto (insano) che il settore continua a intrattenere, suo malgrado, con l'attuale governo. L'ipotesi della sanatoria sui centri di raccolta scommesse che operano senza regolare concessione - che questo quotidiano ha svelato essere tra gli obiettivi del Mef da inserire nella costituenda Legge di Stabilità - è un'autentica proposta indecente, molto chiara (e altrettanto concreta) dal punto di vista fiscale, ma del tutto incoerente da quello politico e istituzionale.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

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