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editoriale

Il gioco pubblico e il ritorno sul Pianeta Terra

Dopo mesi di lavori parlamentari caratterizzati da un alternarsi di buoni propositi e proposte talvolta assai bizzarre, l’intervento dei Monopoli di Stato nei lavori di stesura del Ddl sul gioco patologico acquisito dalla Commissione Bilancio della Camera sembra riportare la discussione sul Pianeta Terra.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Quando la (buona) politica riscopre il dialogo

In uno scenario politico decisamente ‘sartriano’, dominato, ormai da anni, dall'incomunicabilità tra le amministrazioni locali e l'industria del gioco pubblico, la settimana appena andata in archivio presenta un chiaro segno di discontinuità.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Verso un gioco davvero responsabile

Finalmente si inizia a guardare al gioco responsabile – o, volendo, a quello patologico – in maniera concreta. Compiendo azioni efficaci e andando oltre le mere parole degli ultimi anni. Un processo che richiede anzitutto un passo in avanti, per superare vecchie ideologie e inevitabili pregiudizi, affrontando la materia con l'attenzione che merita. In ambito economico e politico, ma anche in quello sociale, medico e sanitario. Provando, da un lato, ad abbandonare l'antica scuola proibizionista, ormai stantia e senz'altro inefficace, e dall'altro – quello cioè dell'industria – evitando un approccio iperprotezionistico, troppo sbilanciato sul profitto e non abbastanza sulla responsabilità sociale.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

La deregulation nel settore più regolato del paese

Tra i tanti paradossi che si ravvisano nel settore del gioco pubblico italiano, quello più assurdo e senza dubbio più attuale, è lo status di apparente deregulation in un comparto che, al contrario, risulta uno dei più rigidamente controllati del paese. E non si tratta di una mera opinione, ma di un'evidenza, emersa peraltro in numerosi dibattiti pubblici, dove tale paradosso era stato già esplorato, ma a quanto pare non scongiurato. Basti pensare alla disciplina applicata ai concessionari che gestiscono i vari prodotti di gioco (e, in particolare, per i tredici che operano nel settore degli apparecchi) nei confronti dei quali vigono dei requisiti, da mantenere per tutta la durata del rapporto di partnership con lo Stato, ben più rigidi e restrittivi rispetto a tutti quelli previsti nelle altre gare di concessioni pubbliche.

  • Scritto da Alessio Crisantemi

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