Egp-Fipe: ‘Bingo, il modello gaming hall per far crescere il settore’

Scritto da Fm
Raccolta a 1,5 miliardi nel 2025. A Ige 2026 Egp-Fipe rimarca che le concessioni non sono coerenti con i ricavi, serve revisione del modello.

Il Bingo, nella sua configurazione tradizionale, non è più economicamente sostenibile senza un’evoluzione del modello di offerta. È quanto emerge dai dati 2025 del comparto, che evidenziano una crescente distanza tra capacità di generare ricavi e struttura dei costi.

A fine 2025 le sale attive in Italia erano 182, con una raccolta complessiva di circa 1,5 miliardi di euro. Tuttavia, il ricavo netto mediano generato dal solo gioco del Bingo si attesta su valori i quali, a fronte di costi fissi significativi tra personale, locazioni, utenze e sistemi tecnologici determina un equilibrio economico fragile per le concessioni bingo, che lascia margini limitati già prima dell’introduzione dei nuovi oneri concessori.

Ad evidenziarlo è Egp-Fipe, nel corso del panel “Il futuro del bingo in Italia: dopo il riordino, il rilancio”, tenutosi nel pomeriggio di oggi, 14 aprile, all’Italian gaming expo & Conference di Roma.

Con l’intervento del presidente dell’associazione, Emmanuele Cangianelli.

IL DISALLINEAMENTO TRA STRUTTURA DEI RICAVI E IMPIANTO CONCESSORIO

In questo contesto, il settore ha progressivamente superato il modello originario, evolvendo verso quello della Gaming hall multiservizio, in cui il Bingo si integra con apparecchi da intrattenimento, offerta food e format di gioco e intrattenimento più articolati come i betting bars. Una trasformazione che consente di sostenere economicamente l’attività e che risponde alla domanda di socialità, ma che evidenzia anche la necessità di un coordinamento con il quadro regolatorio.

Il nodo centrale riguarda il disallineamento tra struttura dei ricavi e impianto concessorio. Secondo Egp-Fipe, la previsione di un diritto di concessione dimensionato su valori standardizzati – indicativamente pari a 350.000 euro – non riflette la reale capacità reddituale del solo gioco del Bingo e rischia di produrre effetti distorsivi sulla struttura dell’offerta e sulla capacità del comparto di accompagnare il processo di qualificazione del retail, obiettivo esplicito del riordino.

“Un sistema concessorio non calibrato sui fondamentali economici del bingo rischia di determinare una selezione all’ingresso basata sulla disponibilità di capitale, più che sulla qualità della gestione”, evidenzia Emmanuele Cangianelli, presidente di Egp-Fipe. Un esito che potrebbe incidere negativamente sull’evoluzione del comparto e sulla qualità complessiva dell’offerta.

L’INNOVAZIONE PER PREVENIRE IL GIOCO PROBLEMATICO

Parallelamente, emerge una convergenza di interessi tra operatori e amministrazione pubblica sul tema dell’innovazione. Lo sviluppo di sale tecnologicamente avanzate, presidiate e tracciabili rappresenta non solo un fattore di competitività, ma anche uno strumento di controllo, compliance e contrasto al gioco irregolare, contribuendo a rafforzare sicurezza e trasparenza del sistema.

Le Gaming hall ben strutturate si configurano inoltre come ambienti più efficaci per la prevenzione del gioco problematico rispetto ai canali remoti, grazie alla presenza di personale formato, alla visibilità dei comportamenti e alla possibilità di intervento diretto. Allo stesso tempo, le sale fisiche mantengono una funzione sociale rilevante, come luoghi di incontro e socialità che il canale a distanza non è in grado di replicare.

TRE DIRETTRICI DI BASE

Alla luce di questi elementi, auspica che il prossimo ciclo concessorio tenga conto dell’evoluzione del modello di offerta e si fondi su tre direttrici: oneri concessori calibrati sulla reale capacità di generare ricavi del Bingo, incentivi all’innovazione tecnologica e riconoscimento del ruolo delle sale fisiche nella filiera del gioco responsabile. Solo in questo modo il comparto potrà evolvere in modo sostenibile, mantenendo il proprio contributo economico e la funzione di presidio territoriale.

Nella foto: Emmanuele Cangianelli, presidente di Egp-Fipe, ad Ige 2026