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Iagr, Sand: 'Confronto aperto per regolamentazione gaming'

  • Scritto da Ac

Dopo la Iagr di Copenhagen, Brigitte Sand (Danish Gambling Authority) traccia gli scenari futuri della regolamentazione del settore, con un occhio al 'caso Italia'.

Copenhagen - A margine dell’ottava Iagr Conference di Copenhagen, Gioconews.it intervista il numero uno della Danish Gambling Authority, Brigitte Sand, che traccia un bilancio della manifestazione e delinea le best practices per andare incontro al futuro del gaming internazionale.

È soddisfatta di come è andata questa edizione della Iagr conference?
“Sono molto soddisfatta di come è andata questa edizione della conferenza perché abbiamo registrato una grandissima partecipazione, sia in termini di pubblico presente ma anche e soprattutto in termini di coinvolgimento nei vari dibattiti proposti, dove c’è stata grande interazione. Credo che abbiamo ascoltato dei panel di grande qualità su temi si stretta attualità e di estremo interesse per i regolatori e per l’industria. Tra questioni relative alla tecnologia, alle leggi e alle prospettive future che interessano tutti noi che operiamo in questo settore altamente complesso e in continua evoluzione. L’obiettivo è quello di individuare delle best practices e credo che in questo senso la conferenza sia stata molto utile”.


È dunque davvero possibile raggiungere “La migliore regolamentazione, insieme”?
“Credo che per raggiungere un obiettivo bisogna prima di tutto creare le condizioni per intraprendere un determinato cammino verso quello scopo. Ciò che possiamo fare noi, come regolatori, è condividere le nostre esperienze, informazioni e riflessioni tra di noi e con l’industria, individuando le best practice di cui parlavamo prima ed evidenziando le eventuali criticità. Da questo punto di vista già il semplice fatto di esserci seduti in tanti attorno allo stesso tavolo è un primo e importante risultato. Sono però molto ottimista per via della volontà generale che è emersa durante questa edizione di Iagr e della responsabilità che accomuna tutti i regolatori. Bisogna sempre ricordarsi che operiamo in mercati complessi dove entrano in gioco aspetti molto delicati e rilevanti come ad esempio la tutela dei consumatori. Ci sono sicuramente modi e strumenti diversi per raggiungere determinati obiettivi e diversi approcci: per questo è ancora più utile ed efficace avere un momento di confronto generale come questo”.
 
 

Il “caso Italia” ha tenuto banco durante la Conference di Copenaghen con il suo divieto di pubblicità. Qual è la sua idea al riguardo?
“Credo che non spetti a me giudicare le norme che vengono introdotte in altri Paesi. So che il mercato italiano è molto ben regolato e ha una dimensione notevole e una sua storia e non credo che sia mai opportuno giudicare dall’esterno. Ogni Paese ha la sua cultura, delle specifiche condizioni e delle situazioni politiche che spesso si rivela molto diversa rispetto ad altre realtà e ho grande rispetto per le scelte che vengono prese in ogni Paese. Detto questo, tuttavia, posso dire che si tratta di situazioni complesse e di scelte difficili da attuare”.
 
 
Ma lei introdurrebbe un divieto totale di pubblicità in Danimarca?
“Si tratta più che altro di scelte politiche che esulano molto spesso dalla valutazione del regolatore.
 

Qual è la sua posizione rispetto alla liquidità internazionale che stanno portando avanti alcuni Paesi?
“La Danimarca è da sempre favorevole all’introduzione di una liquidità condivisa introducendo il quadro giuridico per la parziale liberalizzazione del mercato in Danimarca nel 2012. L'obiettivo era ed è ancora quello di guardare alla liquidità globale e non di limitarla a un modello di liquidità nazionale. Il contesto per questo è che soddisfi le esigenze del giocatore e fornisca le scelte legali di gioco d'azzardo. Tuttavia una parte molto importante di questo modello è che deve coprire gli aspetti della sicurezza e della protezione dei giocatori prima di metterli su un circuito internazionale e, ancora meglio, su quello globale".

 

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