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Castaldo (Microgame): ‘In Italia trend positivo ma servono riforme’

  • Scritto da Vg

Marco Castaldo, Ad di Microgame, illustra al convegno di Gioconews.it organizzato nell'ambito di Betting on Sports Europe, le prospettive del gioco in Italia.

Londra - “Il sentimento degli operatori è estremamente positivo dal punto di vista del dinamismo del mercato, soprattutto in seguito alla pandemia, e questo è un aspetto estremamente importante per l’intera industria.

Ma accanto a questo trend positivo c’è l’incertezza causata dalla mancanza di riforme che ora pesa ancora più proprio in seguito ai mutamenti procurati dalla pandemia”. È questo lo scenario fotografato da Marco Castaldo, amministratore delegato di Microgame, intervenendo al convegno di GiocoNews.it al Betting on Sports Europe di Londra.

“Basti pensare - aggiunge - al peso estremamente più rilevante che ha conquistato ora il mercato online rispetto al gioco terrestre proprio in seguito all’emergenza sanitaria.
Questo ha imposto a molti operatori di rivedere i propri modelli di business guardando alle opportunità fornite dall’online e puntando sulla multicanalità. Tanto più considerando che il mercato italiano terrestre era già prima fortemente penalizzato dalle leggi di carattere regionale che contrastando la legge nazionale hanno compromesso le attività di molti operatori.

Da qui l’ulteriore necessità degli operatori terrestri di rivedere i propri piani puntando sulla multicanalità. Ma questo oggi non è chiaramente definitivo dalla normativa italiana che ha sempre separato nettamente i due canali fisico e online e questo comporta incertezza e impone riforme che diventano ancora più urgente”.

Guardando invece allo scenario più generale che rappresenta l’industria del gaming in Italia, Castaldo spiega come nel nostro paese “esiste una grande frammentazione all’interno della filiera e numerosi contrasti tra segmenti del gioco e categorie che non aiutano a percorrere un cammino di regolamentazione sereno”.

Guardando ai paradossi della politica italiana, Castaldo evidenzia il “non senso di prevedere una riduzione del numero delle concessioni come indicato nelle precedenti norme perché questo creerebbe degli squilibri a beneficio dell’illegalità”.

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