Gioco illegale: 780mila euro di sanzioni a Roma e Latina, controlli in Abruzzo
Controlli per la prevenzione e la repressione del gioco illegale a Roma, Latina, L’Aquila e Pescara. Spiccano le sanzioni comminate nel Lazio.
Nell’ambito del Copregi – Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, l’Ufficio Antifrode Lazio della Direzione Lazio e Abruzzo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, insieme con Guardia di finanza, Carabinieri e Polizia di Stato, ha eseguito una serie di controlli nel settore dei giochi.
Il personale dell’Agenzia ha effettuato oltre 50 accessi presso numerosi esercizi commerciali delle province di Roma e di Latina, al fine di tutelare i cittadini e gli interessi erariali.
Il totale delle violazioni amministrative constatate nelle due province ammonta a oltre 780 mila euro.
GIOCO SENZA AUTORIZZAZIONI E MINORILE
Gli esercizi sono stati individuati all’esito di una approfondita analisi, derivante dalla conoscenza del territorio, dal profilo di rischio soggettivo e oggettivo degli operatori, dalle banche dati in uso e a seguito del coordinamento informativo e operativo interforze.
Le ispezioni hanno permesso di rilevare diverse violazioni, sia penali che amministrative. In ambito penale, le violazioni riscontrate sono relative all’assenza delle autorizzazioni per la gestione dei punti scommesse e dei presidi delle unità di raccolta dei giochi da parte di personale autorizzato.
Nella provincia di Roma, inoltre, è stata contestata a un operatore la violazione del divieto di partecipazione al gioco dei minori di anni 18, mentre nella provincia di Latina sono stati sequestrati due apparecchi da intrattenimento.
40 CONTROLLI FRA L’AQUILA E PESCARA
Nelle province dell’Aquila e di Pescara, l’azione sinergica del dispositivo interforze ha consentito di eseguire più di 40 accessi presso gli esercizi commerciali, individuati sulla base di un’analisi dei rischi approfondita e mirata.
Diverse le violazioni accertate, penali e amministrative.
Sul piano penale, sia a L’Aquila che a Pescara, sono stati scoperti esercizi che non esponevano la licenza rilasciata dal questore.
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