Gioco online e sentenze estere: resta aperta procedura d’infrazione Ue contro Malta

Scritto da Daniele

Bruxelles continua a esaminare le difese e i documenti aggiuntivi presentati da Malta sulla legge Bill 55, che restringe il riconoscimento e l’esecuzione di sentenze straniere nei confronti degli operatori di gioco dell’isola.

La Commissione (europea, Ndr) ha ricevuto la risposta di Malta alla lettera di costituzione in mora alla fine di settembre 2025. La Commissione sta attualmente analizzando le argomentazioni e le informazioni supplementari fornite da Malta e deciderà sulle misure opportune da adottare non appena tale analisi sarà completata. In conformità all’articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la fase successiva della procedura d’infrazione consisterebbe, se del caso, nell’invio di un parere motivato”.

Con queste parole Bruxelles, con il commissario per la Tutela dei consumatori, Michael McGrath, fa il punto sul caso “Bill 55” rispondendo all’interrogazione presentata dall’eurodeputato tedesco Martin Schirdewan.

L’INTERROGAZIONE DI SCHIRDEWAN – L’eurodeputato, esponente di Die Linke, è da tempo critico verso il modello di “hub” del gaming online costruito da Malta. Con la sua interrogazione scritta, depositata a inizio dicembre, chiedeva alla Commissione europea di chiarire lo stato dellaprocedura d’infrazione aperta il 18 giugno 2025 contro La Valletta per l’introduzione del “Bill 55” e dell’articolo 56A nel Malta Gaming Act. Questo articolo stabilisce essenzialmente che le sentenze di tribunali stranieri, comprese quelle di altri Stati membri dell’Ue, che accolgono azioni legali che contestano la legalità dei servizi offerti da società di gioco autorizzate a Malta, non devono essere riconosciute né eseguite nell’isola. Schirdewan ha anche chiesto se “La Commissione sta valutando la possibilità di deferire la questione alla Corte di giustizia dell’Unione europea”.

LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE UE – La risposta della Commissione, nella sua brevità, conferma che Malta ha effettivamente risposto alla lettera di costituzione in mora entro la fine di settembre 2025, inviando un dossier difensivo con argomentazioni giuridiche e informazioni aggiuntive sul funzionamento dell’articolo 56A del Gaming Act, e che il fascicolo non è affatto archiviato, perché la Commissione dichiara esplicitamente di essere ancora nella fase di analisi di quel materiale, da cui dipenderà la scelta delle “misure opportune” da intraprendere. Bruxelles ricorda che, ai sensi dell’articolo 258 Tfue, il passo successivo naturale, se riterrà non soddisfacenti le giustificazioni maltesi, sarà l’invio di un parere motivato, l’atto che formalizza la contestazione e apre la porta a un eventuale deferimento alla Corte di giustizia.