Giovani e social, Morosin chiede una legge nazionale che tuteli i minori
Per tutelare i giovani da bullismo e dipendenze anche dal gioco il consigliere veneto rilancia il dibattito sulla sicurezza digitale proponendo una soglia minima di 16 anni per l’accesso ai social.
Il tema della tutela dei giovani nell’uso dei social network al centro del dibattito politico in Veneto. Il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) presenta il progetto di legge “Tutela dei minori di sedici anni in materia di utilizzazione delle piattaforme sociali telematiche e dei servizi di messaggistica istantanea”.
Morosin spiega che “l’uso precoce e incontrollato dei social espone i minori a rischi concreti: dipendenza digitale, isolamento, cyberbullismo e fragilità psicologica”.
La proposta introduce il divieto di accesso ai social per i minori di 16 anni, con sistemi obbligatori di verifica dell’età tramite Spid e Cie, oltre al controllo parentale sui dispositivi.
Il tema, già centrale nel dibattito europeo, tocca anche il settore del gioco online, dove la protezione dei minori è un pilastro normativo.
IL PROGETTO DI LEGGE: DIVIETO DI ACCESSO AI SOCIAL E VERIFICA DELL’ETÀ OBBLIGATORIA
Il progetto di legge depositato il 17 marzo propone misure stringenti per limitare, in particolare, l’accesso dei minori alle piattaforme digitali. Il testo prevede anche l’obbligo di controllo parentale, con l’obiettivo di responsabilizzare le famiglie e ridurre l’esposizione dei minori a contenuti dannosi.
Il dibattito coinvolge anche la Regione Veneto, dove il presidente Alberto Stefani ha rilanciato un disegno di legge che punta a vietare l’uso dei social ai minori di 14 anni.
Morosin ha evidenziato che “le proposte vanno nella stessa direzione: mettere al centro la tutela dei minori”.
Il progetto nasce in collaborazione con l’associazione “Emergenza Smartphone”, impegnata nella sensibilizzazione sui rischi dell’uso precoce degli strumenti digitali.
UN DIBATTITO CHE COINVOLGE FAMIGLIE, SCUOLE E ISTITUZIONI
Il consigliere aggiunge che “in alcuni casi, questi episodi hanno portato a isolamento sociale, stati depressivi e persino gesti autolesivi”. Il progetto mira a introdurre limiti chiari, strumenti di controllo e un quadro normativo uniforme su tutto il territorio nazionale. La collaborazione con famiglie, educatori ed esperti è stata centrale nella stesura del testo. Morosin ha dichiarato che “questo testo nasce dall’ascolto di famiglie, educatori ed esperti”, sottolineando la necessità di un intervento legislativo tempestivo.
Crediti fotografici ©Facebook / Alessio Morosin