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Gap, Zeni (Provincia Trento): 'Limiti orari al vaglio ma prima prevenire'

  • Scritto da Redazione

L'assessore alla salute della Provincia di Trento, Luca Zeni, risponde all'interrogazione di Walter Viola sull'attuazione della legge sul Gap del 2015.

"Le attività svolte dall’Azienda per contrastare il gioco d’azzardo patologico sono articolate in interventi di prevenzione e in interventi di cura e di riabilitazione. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari, tramite il Dipartimento prevenzione, è attiva attraverso iniziative di prevenzione primaria con un impegno diretto da parte del Servizio dipendenze ed alcologia. Sulla prevenzione primaria: queste azioni se prefiggono di rendere la popolazione consapevole dei rischi e delle potenziali conseguenze negative associate al gioco d’azzardo eccessivo. L’attività di prevenzione primaria viene svolta nelle scuole con il contributo di risorse umane interne all’Azienda e di professionisti esterni. I progetti di educazione alla salute sono rivolti agli insegnanti e ad insegnanti e studenti nella scuola di secondo grado. Gli interventi di prevenzione, che vedono coinvolti prevalentemente i ragazzi, sono i progetti di “peer education”: l’educazione tra i pari, metodologia utilizzata in diversi settori della medicina e della disciplina educativa in genere. Per quanto riguarda, invece, la prevenzione primaria di comunità, le iniziative di informazione rivolte alla popolazione generale sono state numerose e condotte spesso in collaborazione tra professionisti del Servizio dipendenze ed Ama (l’Associazione di auto mutuo aiuto) convenzionata con l’Azienda sanitaria".

 

È l'assessore alla salute della Provincia di Trento, Luca Zeni, a rispondere all'interrogazione a risposta orale avanzata da Walter Viola del Partito Autonomista Trentino Tirolese qualche giorno fa e intitolata "Azioni per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco", per conoscere quali azioni siano state messe in atto in applicazione della legge 13 del 2015 sul contrasto al gioco patologico. 
 

RICERCA CON UNIVERSITÀ DI TRENTO - "Sulla prevenzione secondaria, che mira a diminuire il danno potenziale per i giocatori a rischio e problematici senza incidere negativamente sui giocatori ricreazionali, prevenendo lo sviluppo di una dipendenza, l’Azienda ha dato avvio nel 2016 ad una collaborazione con il Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento per rafforzare l’ambito della prevenzione e della sensibilizzazione attraverso un piano di ricerca e un piano di formazione tuttora in corso. In particolare, il piano di ricerca si è posto l’obiettivo di rilevare la percezione degli esercenti circa il gioco d’azzardo e la normativa che lo regola ed il profilo socio-anagrafico e comportamentale del giocatore-tipo e del giocatore patologico. Per questo è stata realizzata nel 2017 una specifica indagine, che ha coinvolto oltre trecento esercenti operanti sul territorio.
In accordo con il Commissariato del governo, con il quale è stato stipulato nel giugno 2017 un protocollo di collaborazione, sono stati coinvolti i gruppi di operatori della forze dell’ordine (carabinieri e polizia); sono stati inoltre organizzati corsi e gruppi di formazione per gli esercenti e per gli operatori delle sale da gioco nelle zone dell’alto Garda e nella città di Trento, nonché l’associazione Bingo Time. Un importante ruolo nel contrasto dello sviluppo di nuovi casi di gioco d’azzardo patologico è, inoltre, stato svolto fin dal 2012 dall’alleanza per la tutela e la responsabilità condivisa nel contrasto e nella prevenzione del gioco d’azzardo patologico, in cui i soggetti firmatari si sono impegnati alla prevenzione e al contenimento delle conseguenze sociali del gioco d’azzardo nell’ambito delle rispettive competenze", sottolinea Zeni.

 

AL VAGLIO ORDINANZE ORARIE - Si parla invece di prevenzione terziaria, quando ci si riferisce ai diversi tipi di trattamento volte ad assistere le persone che stanno sviluppando, o hanno sviluppato, un problema nella gestione del gioco d’azzardo. Queste misure comprendono, ad esempio, la psicoterapia individuale o di gruppo, i gruppi di auto mutuo aiuto, la consulenza finanziaria, l’assistenza per la famiglia del giocatore. Prevenzione terziaria e cura e riabilitazione hanno in realtà ampie aree di sovrapposizione.
Il Servizio dipendenze e alcologia svolge la funzione istituzionale sulla presa in carico delle situazioni problematiche, in particolare al soggetto che porta un problema di gioco d’azzardo serio.
Nell’ambito della convenzione con Ama viene ampliata la possibilità di accesso alle cure anche per coloro che, per ragioni di privacy o timore di stigma, difficilmente accederebbero al Servizio dipendenze. Dal 2007 sono stati poi presi in carico i primi quattro giocatori e la numerosità da quell’anno è cresciuta esponenzialmente per arrivare a stabilizzarsi, dal 2012 ad oggi, intorno alle cento unità all’anno, di cui circa cinquanta nuovi utenti.
Per quanto riguarda le azioni messe in campo dal Servizio industria, artigianato, commercio e cooperazione si evidenzia che, in relazione al divieto di collocare gli apparecchi da gioco ad una distanza inferiore ai trecento metri dai cosiddetti “luoghi sensibili”, sono state diffuse le relative disposizioni attuative. È stato poi informato il Consorzio dei comuni in merito alla sostituzione di apparecchi da gioco presso pubblici esercizi collocati in luoghi sensibili. In merito alle azioni previste per arginare la diffusione di tali apparecchi da gioco, si ricorda che già con la delibera n. 1649/2015 è stata prevista l’esclusione dal contributo per gli esercizi commerciali, che hanno installati i suddetti apparecchi. Questa disposizione è ancora vigente. È attualmente in corso un approfondimento normativo sulla facoltà da parte dei sindaci di adottare ordinanze volte a determinare limiti all’orario di apertura delle sale giochi e degli esercizi pubblici e commerciali, dove sono collocati gli apparecchi da gioco sopra menzionati, nonché agli orari di accensione e di spegnimento degli apparecchi stessi.
In merito a quanto previsto dall’articolo 9 della legge in vigore, si è valutata l’opportunità di estendere a livello provinciale l’utilizzo del marchio etico del Comune di Trento", conclude l'assessore della Provincia di Trento.


IL COMMENTO DI VIOLA - Dopo la risposta di Zeni, il consigliere Viola commenta: "Quando con la collega Plotegher avevamo proposto, anche se in maniera diversificata, poi convergendo su un testo unico, il disegno di legge (che è diventata legge) sulle ludopatie, avevamo proprio a cuore azioni di prevenzione. I diecimila potenziali malati in provincia autonoma di Trento sono veramente una cifra enorme, che dice di un’attenzione che va posta soprattutto sui fenomeni di prevenzione. Per cui anche certi strumenti, sottolineati dall’assessore, ben vengano, soprattutto se poi vengono coinvolti sia gli enti locali che gli altri attori del sistema. A questo livello, anche recentemente (la settimana scorsa) l’opinione pubblica si è molto dedicata all’argomento e, per esempio alcuni Comuni della Vallagarina, su quanto stanno cercando di fare vanno aiutati, e va promossa un’azione in rete, perché questo è un fenomeno veramente preoccupante che però, se si fa sistema, si può affrontare. Altrimenti è molto più difficile.

Mi auguro che l’applicazione della norma venga fatta nel miglior modo possibile e gli strumenti, messi anche in evidenza dall’assessore, vengano portati avanti nel pieno coinvolgimento dei soggetti istituzionali, che possono fare rete per prevenire e combattere il fenomeno a partire dagli enti locali, dalla famiglia e dalla scuola".

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