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Pucci (As.Tro): 'Gap, le slot non sono il problema'

  • Scritto da Daniele Duso

Al convegno "Liberi di scegliere, basta proibizionismo" Massimiliano Pucci, presidente di As.Tro, chiede per il gioco un progetto di legalizzazione più chiaro.

 

Torino - "Abbiamo passato un Natale tristissimo, senza che la politica pensasse a cosa poteva accadere a centinaia e centinaia di lavoratori, di imprese colpiti da questa nuova legge.
In altre zone il Governo si è mosso accanto ai sindacati principali. Quello che non ci spieghiamo è come si possa celebrare una legge distrattiva, che non fa nulla di coraggioso, colpisce solo il 26 percento della raccolta, e che colpisce solo il bersaglio più visibile".

Lo sottolinea Massimiliano Pucci, presidente dell'associazione As.Tro, al convegno "Liberi di scegliere, basta proibizionismo", organizzato a Torino oggi, 19 febbraio, dalla Fit (Federazione italiana tabaccai), dall'Istituto Milton Friedman Institute e dal Sindacato Totoricevitori sportivi.

"Tutti i rapporti, in particolare quelli del Nomisma, dicono che i giovani non giocano alle slot. Le slot non sono il problema. È vero che 'non sapendo immaginare il futuro aboliscono il passato', come ha ben detto il direttore de La Stampa.
Eppure, proprio questa regione ha dato il via libera alla marijuana. Insomma, un proibizionismo a targhe alterne.
Per noi e anche difficile rispondere. In Lombardia abbiamo avuto un sindaco e un presidente di regione che hanno fatto a gara a chi faceva la legge migliore. Lo stesso stanno ora facendo a Torino. Ma i dati? Quali sono i dati? Per assurdo non si sa se diminuiscono i giocatori in cura, ma si sa solo che con la riduzione degli orari a Torino sono diminuite le giocate alle slot", puntualizza Pucci.
 

"La battaglia che si sta combattendo deve tornare ad essere concreta. Vi confermo che la settimana scorsa ero a Londra ad un convegno sui giochi, dove parlando del distanziometro tutti si sono messi a ridere, nel mondo di internet e della comunicazione veloce.
La politica deve scegliere e deve decidere. Serve un progetto di legalizzazione più chiaro. Serve il coraggio che a tanta politica manca", conclude il presidente dell'associazione As.Tro.
 
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