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SiGma 2018, La Rosa: 'Il vulnus del ban adv sul gambling'

  • Scritto da Ac

Al panel Gn Media/Gioconews.it del SiGma di Malta Rodolfo La Rosa (Baker and McKenzie) illustra il contrasto del divieto di pubblicità italiano al gioco con leggi Ue.

Ta'Qali, Malta - Interessante intervento quello di Rodolfo La Rosa, avvocato dello studio Baker and McKenzie al panel organizzato da Gn Media e Gioconews.it al SiGma di Malta dal titolo “Change is on the cards – Italy’s decision to ban gambling advertising”.

 

Si parte con gli aspetti salienti sul divieto di pubblicità: “Il decreto legge n. 87/2018 ("decreto Dignità") del 12 luglio 2018 ed entrato in vigore il 14 luglio 2018, convertito in legge con la legge n. 96 del 9 agosto 2018, è entrato in vigore il 12 agosto 2018. Articolo 9.1 [...] è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con premio in denaro nonché a giochi d'azzardo, in qualsiasi modo effettuata e con qualsiasi mezzo, compresi eventi sportivi, culturali e artistici, televisione e trasmissioni radiofoniche, giornali e periodici, pubblicazioni in generale, affissioni, canali informatizzati, digitali o telematici, compresi i social media".

 

La Rosa spiega le sanzioni che gli stakeholders del gaming rischiano: “Fatta salva l'applicazione delle altre sanzioni previste dalla legge italiana in materia di pubblicità di giochi, chiunque violi il divieto, se il cliente, il proprietario dei mezzi o il sito web di diffusione e il gestore degli eventi o delle attività, devono essere sanzionati con una sanzione amministrativa pari al 20 percento del valore della pubblicità o della sponsorizzazione e, in ogni caso, non inferiore a 50mila euro per ogni violazione”.
 
 
E le esenzioni? “Il divieto (e le relative sanzioni) non si applica in due casi, vale a dire: 1. a qualsiasi forma di pubblicità relativa alla lotteria nazionale; e 2. agli accordi (incluse affiliazioni, pubblicità, ecc.) già in corso di esecuzione al momento dell'entrata in vigore del Decreto, che saranno ritenuti legittimi fino al primo (i) loro termine naturale; o (ii) l'11 luglio 2019 (vale a dire 1 anno dall'entrata in vigore del decreto)”.
 
 
La Rosa affronta anche l'articolo 9.6 bis che fissa “entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione (ossia entro il 12 febbraio 2019), il Governo proporrà una riforma generale del regolamento sui giochi pubblici, in grado di 1. assicurare l'eliminazione dei rischi connessi il disturbo del gioco compulsivo; 2. contrastare il gioco d'azzardo illegale e le frodi contro le amministrazioni fiscali; e 3. in ogni caso, assicurando almeno la stabilità delle entrate rilevanti per lo Stato”.
 

 

Ma esiste qualche “vulnus” giuridico cui appigliarsi? La Rosa esplora la coerenza con la legge europea: “Innanzitutto potrebbe esistere la mancata notifica preventiva alla bozza di decreto legge della Commissione europea e conseguente violazione dell'Articolo 5 della Direttiva Europea 2015/1535, che prevede che gli Stati membri comunichino immediatamente alla Commissione qualsiasi progetto di regolamento tecnico. Potrebbe anche essere eccepita una violazione del diritto di stabilimento e prestazione di servizi di cui agli Articoli 49 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. infine, potrebbe essere eccepita la violazione del principio più volte affermato dalla Corte di giustizia dell'Unione europea in base al quale le restrizioni alla libertà del mercato interno devono essere giustificate,
necessarie e proporzionate”.

E ci sarebbero anche altri profili delicati: “Il divieto di qualsiasi forma di pubblicità “indiretta” ’dovrà conciliarsi anche con le disposizioni degli Atti di Convenzione in essere con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana, tra cui l'obbligo per gli operatori autorizzati di svolgere l'attività di commercializzazione [dei giochi con licenza] esclusivamente attraverso il / i canale /i sprescelto/i e di svolgere attività di informazione ai consumatori, per quanto riguarda i regolamenti dei giochi, le condizioni di offerta nonché la tutela del gioco lecito e la promozione del gioco sicuro, legale e responsabile", prosegue La Rosa.

La Rosa conclude dichiarandosi ottimista e guardando "con positività al futuro nonostante la situazione critica perché si aspetta una disciplina specifica da parte dell’Agcom che possa mettere in luce e risolvere le criticità che si individuano oggi nel divieto".

 

 

 

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