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Legge gioco Puglia, Consiglio: 'Le norme per le nuove attività'

  • Scritto da Redazione

Il Consiglio della Puglia chiarisce i termini di applicazione della norme che modificano la legge sul gioco, approvate oggi, 5 giugno.

L’innovazione principale riguarda le modalità del distanziometro: le nuove autorizzazioni all’esercizio delle attività di Gap non verranno concesse nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore ai 250 metri, 'misurati per la distanza pedonale più breve su suolo pubblico' da istituti scolatici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto”.

 

È quanto si legge in una nota inviata dal consiglio regionale della Puglia che illustra i contenuti della modifica alla legge sul gioco approvata nella seduta di oggi, 5 giugno.

 

“Per nuova autorizzazione si intende l’installazione di apparecchi aggiuntivi, con esclusione di apparecchi esistenti. L’ampliamento dei locali superiore al 50 percento della superficie esistente o il trasferimento dell’attività in altro locale è equiparato a nuova apertura. I gestori dei centri scommesse e tutto il personale che vi opera dovrà frequentare, con periodicità biennale, corsi di formazione organizzati dalle Asl e dal altri soggetti che saranno individuati con provvedimento della Giunta regionale. Non sarà possibile esporre, all’esterno delle sale da gioco, cartelli, manoscritti e proiezioni video che pubblicizzino la possibilità di vincite anche verificatesi precedentemente”, si legge ancora nella nota.
 
La Giunta regionale, inoltre, promuoverà la stipula di apposita convenzione tra Regione, forze dell'ordine, concessionari di giochi e scommesse e Asl, finalizzata all'attivazione di una serie di iniziative nell'ambito della prevenzione, della vigilanza e del contrasto alla violazione delle norme nazionali e regionali in materia.
 
 
GAP, FORZA ITALIA: “INUTILE GUERRA A SALE AUTORIZZATE” - Dopo il voto arriva il commento dei consiglieri di Forza Italia Nino Marmo, Giandiego Gatta e Domenico Damascelli e Francesca Franzoso. “Si rischia davvero di cadere nel ridicolo, discutendo se 250 metri di distanza delle case da gioco legali dai punti sensibili possano salvare qualcuno dalla ludopatia oppure no. Come se fosse questo a poter veicolare o limitare una patologia. Siamo senza parole davanti a una tale ipocrisia: oggi, chiunque, adulto o adolescente, può giocare utilizzando anche solo il telefono cellulare e c’è chi conduce una battaglia fumosa sulla ubicazione delle sale. Ciò senza considerare i danni che si produrrebbero a coloro che hanno investito per mettere su un’impresa legale, che crea un ampio bacino occupazionale sul territorio. La querelle sulla distanza è un falso problema, frutto di un’ideologia ipocrita che parte da una premessa sbagliata: quella secondo cui anche le case da gioco autorizzate siano ‘patogene’, quando è dimostrato che ciò che si insedia in modo legale esclude in automatico tutto ciò che non lo è. Bisogna investire sulla cultura e sull’educazione, perché sono le uniche armi che si possono fornire ai cittadini per difendersi da ogni forma di vizio patologico. E bisogna occuparsi, cosa che non si sta facendo, della cura e dell’assistenza di chi, purtroppo, è entrato in un tunnel distruttivo per la sua esistenza. È questo l’approccio più serio e concreto che è necessario adottare”.
 
 
PELLEGRINO: “NORMA TAMPONE, SPINGERE SU PREVENZIONE” - “Abbiamo sicuramente salvato centinaia di posti di lavoro stabilendo regole certe per le pregresse e per le nuove autorizzazioni. Ma resto dell’idea che si tratti ancora di una legge tampone che non risolve affatto gli aspetti preventivi e sanitari legati alla ludopatia. Per questo occorrerà un’azione più incisiva da parte della Regione Puglia. E mi auguro che la stessa faccia ulteriori approfondimenti per arginare questo fenomeno”. Lo dichiara il presidente de La Puglia con Emiliano e vicepresidente della III Commissione Sanità, Paolo Pellegrino, a margine dell’approvazione delle modifiche alla legge regionale. “Dal mio punto di vista – spiega - il tema portante non è il balletto di cifre sulle distanze delle attività di scommesse e giochi dai luoghi sensibili (anche perché dilaga sempre più il gioco online e su app per tablet, smartphone e pc, e quindi non c’è distanza fisica che tenga) ma cosa possono e devono fare le istituzioni per prevenire una piaga sociale che rovina economicamente e socialmente le famiglie e che purtroppo attira sempre più i giovanissimi nella spirale del guadagno immediato e facile. Questa è una legge dal forte impatto sanitario. E mi auguro che a livello nazionale il Governo definisca una volta per tutte, dopo gli iniziali e roboanti annunci sul giro di vite, regole chiare e precise per contrastare il gioco d’azzardo”.
 
 
 
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