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Elezioni Livorno, Romiti e Salvetti a confronto su gioco e ippodromo

  • Scritto da Fm

I candidati sindaco di Livorno, Andrea Romiti e Luca Salvetti, a confronto per Gioconews su regolamentazione del gioco e futuro dell'ippodromo Caprilli.

Domenica 9 giugno andranno in scena i ballottaggi delle elezioni amministrative, con l'assegnazione della carica di sindaco in tante città d'Italia. Fra loro c'è anche Livorno, dove a contrapporsi sono Andrea Romiti, candidato del centrodestra, e Luca Salvetti, in lizza con il supporto di Partito democratico, Futuro, Mdp e Casa Livorno.
Gioconews.it li ha intervistati in materia di regolamentazione del gioco e di valorizzazione dell'ippodromo Caprilli.

GIOCO, ROMITI: "SCORAGGIARE GLI ABUSI" - Quanto al gioco, il punto di partenza è il regolamento approvato dal consiglio comunale a febbraio, che ha aperto la strada a maggiori poteri per il sindaco, che potrà regolare con apposita ordinanza gli orari d’apertura delle sale gioco e le fasce orarie degli apparecchi. "Seguirò quanto fatto dal Movimento 5 stelle, perché ritengo che il Gap sia una piaga sociale grave soprattutto per giovani e anziani. Un sindaco che vuole bene ai propri cittadini non può fare business sulla loro pelle", chiosa Romiti. "Sono proibizionista per le droghe ma non per il gioco, ma deve essere controllato. Bisogna stare vicino a chi è affetto da Gap, servono centri di ascolto, e il gioco va disciplinato in modo che non si creino altre situazioni patologiche, quelle che ci sono vediamo di curarle, chiunque di noi ha giocato qualche volta, il problema è l'abuso, ed è quello che dobbiamo scoraggiare. Dobbiamo farlo tutti insieme, con gli imprenditori sani, lavorando in modo intelligente e ordinato.
È evidente che ci voglia una legge nazionale ma sono anche un fautore del decentramento, quindi sarebbe bene avere una cornice legislativa che dia una risposta a tutti, ma anche poter stabilire dei parametri diversi a seconda della città, perché non tutte hanno le stesse necessità".
 
 
GIOCO, SALVETTI: "LAVORARE SU PREVENZIONE"- Per Salvetti, serve "una grande attenzione al mondo del gioco: è giusto che un comune possa gestire per quanto gli compete questo tipo di attività, andrà fatta una valutazione molto attenta, basata sul dialogo con i gestori come con gli avventori, per trovare una soluzione intelligente.
I limiti orari potrebbero rappresentare parte del rimedio, ma non bastano. Serve un impegno a livello di educazione fin dalle scuole.
I provvedimenti che limitano o negano il gioco da soli non servono, possono aiutare nelle fasi iniziali, ma si deve avere un punto di vista più ampio.
Nonostante le ordinanze, chi davvero vuole giocare, o gioca in altri orari o trova comunque un modo per farlo.
Quindi, in parallelo, dobbiamo occuparci anche delle persone già colpite dal Gap e di chi è a rischio".
 
 

CAPRILLI, ROMITI: "NO A BELLE IDEE SENZA COPERTURE" – Altro tema "caldo" per gli aspiranti sindaci di Livorno è senza dubbio il futuro dell'ippodromo Caprilli, chiuso dalla fine del 2017. "L'impianto si trova in un'area importantissima per la città, nel mezzo di uno splendido polmone verde: vogliamo valorizzarla non solo attraverso la Cittadella dello sport, di cui si parla ormai da tempo, ma in primis puntando sulla prossimità con il mare. Nelle vicinanze c'è un'accademia navale, che non riesce ad accogliere tutte le domande nazionali e internazionali che le arrivano, civili e militari e la nostra idea è quella di fare un progetto in collaborazione con l'Università di Pisa per formare ingegneri navali. Coinvolgendo il ministero e grandi aziende, come Fincantieri, anche in vista della ripartenza del nostro bacino di carenaggio, il secondo più grande del Mediterraneo, un asset strategico nazionale.
Ci lavoreranno tanti professionisti, è evidente che tale polo universitario avrà un centro sportivo, che magari sarà una cittadella sportiva più piccola, aperta agli studenti ma anche ai cittadini livornesi.
La possibilità di riapertura dell'ippodromo va tarata in termini economici: da quando le scommesse non solo più solo sull'ippica, l'apporto per il settore è crollato, quindi vanno bene le belle idee ma non si possono perseguire senza le necessarie coperture economiche. Bisogna avere il coraggio di cambiare.
L'ippica è meravigliosa, il mondo dei cavalli è bello, ma Livorno è una delle nuove città comprese in aree di crisi complessa, quindi non si può destinare gli spazi in cui sorge il Caprilli solo all'ippica.
Non voglio prendere in giro nessuno, né i livornesi né gli imprenditori ippici: se la cosa regge economicamente, mi piacerebbe far ripartire le corse, ma se non ci sono le garanzie non si può. Come si fa a mantenere una struttura del genere? Servono soluzioni vere e concrete".
 
 
CAPRILLI, SALVETTI: "RIPARTIRE DA CORSE ED EVENTI - "Il Caprilli non è solo un ippodromo: è uno dei luoghi simbolo di Livorno, che in tanti anni ha visto serate di corse ma anche di incontro, a 10 metri dal mare, e dalle grandi potenzialità, quindi non va abbandonato", esordisce Salvetti.
Quindi,"deve tornare a ospitare le corse di cavalli, 20 giornate annue, ma non può sopravvivere solo con quello. Serve un rapporto con le federazioni sportive equestri, per programmare attività legate al cavallo, all'ippoterapia, e di pari passo lavorare per costruire un polo per fiere, concerti, eventi, con una parte commerciale nella zona più prossima al mare, un grande parco per tutta la città. Ci dicono che per ripristinare l'ippodromo servono circa 3 milioni di euro, quindi si tratta di un'operazione che il Comune non può fare da solo, servono investitori. Le ex ricevitorie dell'ippodromo ad esempio potrebbero essere riconvertite per ospitare attività commerciali, di vendta, magari legate ai prodotti tipici della provincia di Livorno", prosegue il candidato del centrosinistra. L'ultimo commento è sull'ipotesi Cittadella dello sport. "È un sogno che nasce dall'idea che Livorno, unica in Toscana, ha concentrati in tre chilometri quadrati tanti impianti: un ippodromo, uno stadio, un camposcuola, una palestra di scherma, palazzetti, un campo da rugby, quindi viene la voglia automatica di pensarla, ma prima di farla bisogna che gli impianti siano rimessi in sesto. Lo stadio, ad esempio, cade a pezzi".
 
 
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