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Distante (Sapar) a Spi Cgil: 'Diffuse cifre distorte sul gioco in Umbria'

  • Scritto da Redazione

Il presidente di Sapar, Domenico Distante, risponde al segretario Spi Cgil della provincia di Perugia, Mario Bravi, sui dati della spesa di gioco.

"Ancora una volta non si perde tempo nel dare in pasto all’opinione pubblica dati distorti, ben lontani dalla realtà e che raccontano nella sostanza fenomeni che non esistono. Ma è evidente che l’allarmismo lanciato dal sindacato pensionati Spi – Cgil in Umbria, riportando le cifre del gioco di Stato nella provincia di Perugia, impone l’obbligo di suggerire i necessari correttivi e le altrettanto opportune precisazioni. Soprattutto quando la tendenza a mistificare fatti e circostanze si ripercuote negativamente su un settore fatto di imprenditori, di piccole e medie imprese, di gestori e soprattutto di lavoratori".

 

Queste le parole con cui il presidente di Sapar, Domenico Distante, risponde ai dati sulla spesa di gioco di Perugia diffusi dal segretario provinciale Spi Cgil, Mario Bravi.

 

"Sorprende come, con estrema leggerezza, si riportino in modo parziale e fuorviante i dati di spesa pro capite riferita agli apparecchi da intrattenimento, ignorando nel computo la quota delle 'vincite' in danaro che ridimensiona il giocato' riportandolo a più ragionevoli e contenuti rapporti. L’allarme della Spi Cgil è un falso allarme attraverso il quale si intende esclusivamente e in modo strumentale colpire il comparto del gioco pubblico al pari dei grandi evasori, ma con la piccola differenza che gli operatori del settore le tasse le pagano ben oltre per sostenere redditi di cittadinanza e pensioni e Quota 100, sostenendo in modo iniquo un peso fiscale senza eguali che supera il 70 per cento degli introiti complessivi a vantaggio di tutti gli altri", prosegue Distante.

 

"Se vi è un beneficio nel diffondere informazioni false, costruite in modo grossolano e artificioso, non sappiamo realmente verso chi possa essere indirizzato, se non nella triste constatazione che il consueto e demagogico ritornello sui rischi connessi al gioco (analogo al rischio di altre forme di dipendenza patologica) possano mietere un numero maggiore di vittime senza che nessuno se ne accorga e nell’indifferenza generale. È altrettanto evidente che si voglia dipingere 'un quadro allarmante' che fa sempre notizia anche se desunto esclusivamente da numeri estrapolati dal sindacato in modo pittoresco e senza logica alcuna", conclude il presidente di Sapar.

 

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