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Pizzichi (Lega): 'L'ippica? Uno spettacolo da migliorare'

  • Scritto da Michela Carboni

Dopo il cambio al vertice del Mipaaf e l'arrivo di Teresa Bellanova si moltiplicano le richieste per il rilancio dell'ippica e degli ippodromi italiani, partendo da Follonica.

 

L'autunno si è aperto con una grande novità per il settore ippico italiano: il cambio di vertice al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali che – con il nuovo Governo - ha visto Teresa Bellanova (Pd) succedere al leghista Gian Marco Centinaio. Il suo ruolo giocherà un compito chiave soprattutto per il futuro del comparto ippico italiano, alle prese con una riforma generale che diventa ogni giorno più necessaria, e che sarà al centro del tavolo di lavoro con le associazioni della filiera convocato dal ministero per il 26 novembre.

Diversi gli ippodromi che attendono risposte e soluzioni dal ministero e tra questi c'è quello di Follonica (Gr), dove sono presenti diverse criticità, come sottolinea il consigliere comunale della Lega, Daniele Pizzichi: “Il principale problema dell’ippodromo di Follonica è costituito dalla concreta e purtroppo realistica constatazione che l’uso delle sue enormi potenzialità in termini di strutture e attrezzature si è fino ad oggi limitato ad organizzarvi una giornata settimanale di corse per l’intero arco dell'anno, non solo al di fuori di qualsiasi programma generale di utilizzo polifunzionale dell’impianto, ma senza addirittura un inquadramento rispetto a un minimo progetto di organizzazione e sviluppo di carattere ippico. In un simile stato di cose non dovremo tanto individuare i problemi ancora da affrontare, ma prendere atto che chi ha gestito fino ad oggi la situazione lo ha fatto evidentemente male e che è altrettanto mancata l'azione di controllo ed indirizzo che nei confronti dell’attività dell’ippodromo avrebbero dovuto esercitare, ognuno per le proprie competenze, il ministero dell’Agricoltura e l’amministrazione comunale di Follonica".
 
Per avviare un processo radicale di cambiamento, prosegue Pizzichi, "sono queste istituzioni che dovranno (e devono) muoversi. Per primo il Mipaaf, che ha il diritto e il dovere di indirizzare l’attività degli ippodromi nazionali e quindi, nel caso di Follonica, di vigilare che vengano puntualmente eseguiti i compiti indicati nel proprio atto convenzionale: valorizzare prioritariamente la principale potenzialità della struttura, il proprio ruolo di centro di allenamento di livello regionale ed interregionale. Garantire un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e strutture tecniche dell’impianto. Concentrare l’attività agonistica nel periodo primavera/estate, corrispondente al periodo di maggiore presenza turistica a Follonica.
Per secondo il Comune di Follonica, cioè il proprietario dell'impianto, che ha concesso al gestore Fcc per 99 anni l'utilizzo gratuito dell'ippodromo e ha fissato in una apposita convenzione, approvata dal consiglio comunale e sottoscritta da Fcc, i limiti e gli obblighi /doveri che la società di gestione è pertanto obbligata a rispettare. Forte di questo ruolo, il Comune ha il diritto-dovere di vigilare che la società di gestione (Fcc) e quella da essa delegata (Sistema Cavallo Srl) adempiano agli impegni convenzionali: vigilare sulla massima utilizzazione delle strutture recettive dell’impianto nell’ottica dell'attività di quel 'centro regionale e interregionale del settore trotto, che rappresenta lo scopo di un rilevante finanziamento pubblico per la relativa costruzione e di altrettanti cospicui contributi finanziari annuali, utilizzazione che è stata invece fino ad oggi garantita per solo 1/6 per l’occupazione dei box e solo per 1/9 per le foresterie. Controllare che il rilevante contributo impianti (circa 135mila euro al mese) venga utilizzato per garantire un adeguato livello di manutenzione dell’intero complesso. Vigilare la corretta e adeguata gestione della manodopera impiegata nell'ippodromo, superando le attuali carenze dell'organico sia in senso quantitativo che sotto il profilo del rispetto del relativo Ccnl; affiancare l'azione del Mipaaf per una diversa organizzazione del calendario agonistico annuale che, attraverso la sua concentrazione nel periodo primavera/estate, rappresenti il miglior sostegno della vocazione turistica stagionale della città. Sostenere l'iniziativa del Mipaaf per il rispetto della vocazione e del rilevante finanziamento pubblico in sede di costruzione dell'impianto e sotto forma di finanziamento corrente, per il ruolo dell'ippodromo come centro di allenamento regionale ed interregionale del settore trotto. 
Una coordinata azione politico-amministrativa del ministero e del Comune secondo questi indirizzi non potrà che evidenziare le enormi responsabilità e carenze dell'attuale gestione dell'ippodromo e garantirne il conseguente necessario superamento, attraverso una nuova gara pubblica di appalto”.
 
L'ippodromo ha importanza anche in termini turistici? La sua chiusura cosa comporterebbe? 
“Gli ippodromi hanno certamente un peso in termini turistici, per quanto riguarda l’ippodromo di Follonica però dobbiamo dire che 'potrebbe avere un peso', poiché ad oggi non incide assolutamente nell’offerta turistica della città. Come ho già detto, sarebbe auspicabile concentrare nella stagione estiva le giornate di corse, ma soprattutto fare una grande promozione, che purtroppo oggi è completamente assente, in modo da attirare persone dall’intera Maremma. Inoltre, mettere mano alla convenzione consentirebbe di allargare le tipologie di attività: da quella convegnistica (sono presenti all’interno dell’ippodromo sale enormi e moderne), alle fiere e alle mostre, a spettacoli, oltre ad altre attività sportive compatibili. I parcheggi enormi e la vicinanza con il Parco naturale di Montioni potrebbero far si che l’ippodromo diventi la porta del parco da cui iniziare percorsi a piedi, mountain bike e a cavallo. Infine, saper sfruttare il centro di allenamento consentirebbe un significativo aumento dell'occupazione nell'area di Follonica con evidenti positive ricadute di carattere economico-sociale anche nel periodo autunno/inverno. Il centro di allenamento creerebbe uno stabile indotto sulla struttura economica cittadina da parte di queste persone e delle loro famiglie e un'importante gravitazione sulle strutture recettive della città, episodica o per periodi di vacanze, dei proprietari dei cavalli in stabile allenamento a Follonica (persone notoriamente di livello economico superiore alla media)”.
 
 
 Le scommesse sui cavalli che peso hanno nel rilancio dell'ippica? 
“Sono un grande veicolo per l'economia dell'ippica ed è impensabile ipotizzare interventi economici (se non una tantum) dello Stato”.
 
 
Il ruolo degli ippodromi deve cambiare? In che modo? 
“È necessario offrire un migliore spettacolo e migliori strutture ricettive per il pubblico. Il ruolo degli ippodromi deve cambiare, per la loro sopravvivenza è necessaria una gestione manageriale moderna degli impianti, che per logistica, capienza, strutture, ambiente e ecologia devono organizzare eventi, manifestazioni e iniziative alternative e complementari”.
 
 
In che modo, a suo avviso, l'ippica deve essere rilanciata? 
“È fondamentale una maggiore promozione a tutti i livelli: nazionale, regionale e locale. Nell’ippica vi è una continuità dell’offerta, si corre sette giorni su sette e ogni corsa è un’occasione per chiunque voglia scommettere, ma senza una grossa promozione succede che a fronte di un’offerta molto vasta vi è una scarsa domanda.  Credo che si potrebbe pensare a un rilancio delle scommesse ippiche attraverso: una autentica e sostanziale riforma del gioco; una massiccia campagna di promozione delle scommesse ippiche e una costante presenza dei maggiori eventi nella rete tv pubblica (come un tempo); una drastica diminuzione del prelievo erariale sulle scommesse; una royalty sulle scommesse sportive e sugli apparecchi con vincita in denaro, effettuate sulla unica grande rete di raccolta che è quella ippica (sale corse); pensare al ritorno all'organizzazione, raccolta e prelievo delle scommesse ippiche al comparto che un tempo era Unire (oggi dipartimento del Mipaaf), togliendole al dipartimento del ministero delle Finanze”.
 
 
Pizzichi (Lega): 'L'ippica? Uno spettacolo da migliorare'
 
 
Dopo il cambio al vertice del Mipaaf e l'arrivo di Teresa Bellanova non tardano ad arrivare le prime richieste per il rilancio dell'ippica e degli ippodromi italiani, partendo da Follonica.
 
L'autunno si è aperto con una grande novità per il settore ippico italiano: il cambio di vertice al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali che – con il nuovo Governo - vede Teresa Bellanova (Pd) succedere al leghista Gian Marco Centinaio. Il suo ruolo giocherà un compito chiave soprattutto per il futuro del comparto ippico italiano, alle prese con una riforma generale che diventa ogni giorno più necessaria.
Diversi gli ippodromi che attendono risposte e soluzioni dal ministero e tra questi c'è quello di Follonica (Gr), dove sono presenti diverse criticità, come sottolinea il consigliere comunale della Lega, Daniele Pizzichi: “Il principale problema dell’ippodromo di Follonica è costituito dalla concreta e purtroppo realistica constatazione che l’uso delle sue enormi potenzialità in termini di strutture e attrezzature si è fino ad oggi limitato ad organizzarvi una giornata settimanale di corse per l’intero arco dell'anno, non solo al di fuori di qualsiasi programma generale di utilizzo polifunzionale dell’impianto, ma senza addirittura un inquadramento rispetto a un minimo progetto di organizzazione e sviluppo di carattere ippico.In un simile stato di cose non dovremo tanto individuare i problemi ancora da affrontare, ma prendere atto che chi ha gestito fino ad oggi la situazione lo ha fatto evidentemente male e che è altrettanto mancata l'azione di controllo ed indirizzo che nei confronti dell’attività dell’ippodromo avrebbero dovuto esercitare, ognuno per le proprie competenze, il ministero dell’Agricoltura e l’amministrazione comunale di Follonica.
Per avviare un processo radicale di cambiamento, sono queste istituzioni che dovranno (e devono) muoversi. Per primo il Mipaaf, che ha il diritto e il dovere di indirizzare l’attività degli ippodromi nazionali e quindi, nel caso di Follonica, di vigilare che vengano puntualmente eseguiti i compiti indicati nel proprio atto convenzionale: valorizzare prioritariamente la principale potenzialità della struttura, il proprio ruolo di centro di allenamento di livello regionale ed interregionale. Garantire un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e strutture tecniche dell’impianto. Concentrare l’attività agonistica nel periodo primavera/estate, corrispondente al periodo di maggiore presenza turistica a Follonica
Per secondo il Comune di Follonica, cioè il proprietario dell'impianto, che ha concesso al gestore Fcc per 99 anni l'utilizzo gratuito dell'ippodromo e ha fissato in una apposita convenzione, approvata dal consiglio comunale e sottoscritta da Fcc, i limiti e gli obblighi /doveri che la società di gestione è pertanto obbligata a rispettare. Forte di questo ruolo, il Comune ha il diritto-dovere di vigilare che la società di gestione (Fcc) e quella da essa delegata (Sistema Cavallo Srl) adempiano agli impegni convenzionali: vigilare sulla massima utilizzazione delle strutture recettive dell’impianto nell’ottica dell'attività di quel 'centro regionale e interregionale del settore trotto, che rappresenta lo scopo di un rilevante finanziamento pubblico per la relativa costruzione e di altrettanti cospicui contributi finanziari annuali, utilizzazione che è stata invece fino ad oggi garantita per solo 1/6 per l’occupazione dei box e solo per 1/9 per le foresterie. Controllare che il rilevante contributo impianti (circa 135mila euro al mese) venga utilizzato per garantire un adeguato livello di manutenzione dell’intero complesso. Vigilare la corretta e adeguata gestione della manodopera impiegata nell'ippodromo, superando le attuali carenze dell'organico sia in senso quantitativo che sotto il profilo del rispetto del relativo Ccnl; affiancare l'azione del Mipaaf per una diversa organizzazione del calendario agonistico annuale che, attraverso la sua concentrazione nel periodo primavera/estate, rappresenti il miglior sostegno della vocazione turistica stagionale della città. Sostenere l'iniziativa del Mipaaf per il rispetto della vocazione e del rilevante finanziamento pubblico in sede di costruzione dell'impianto e sotto forma di finanziamento corrente, per il ruolo dell'ippodromo come centro di allenamento regionale ed interregionale del settore trotto. 
Una coordinata azione politico-amministrativa del ministero e del Comune secondo questi indirizzi non potrà che evidenziare le enormi responsabilità e carenze dell'attuale gestione dell'ippodromo e garantirne il conseguente necessario superamento, attraverso una nuova gara pubblica di appalto”.
L'ippodromo ha importanza anche in termini turistici? La sua chiusura cosa comporterebbe? 
“Gli ippodromi hanno certamente un peso in termini turistici, per quanto riguarda l’ippodromo di Follonica però dobbiamo dire che 'potrebbe avere un peso', poiché ad oggi non incide assolutamente nell’offerta turistica della città. Come ho già detto, sarebbe auspicabile concentrare nella stagione estiva le giornate di corse, ma soprattutto fare una grande promozione, che purtroppo oggi è completamente assente, in modo da attirare persone dall’intera Maremma. Inoltre, mettere mano alla convenzione consentirebbe di allargare le tipologie di attività: da quella convegnistica (sono presenti all’interno dell’ippodromo sale enormi e moderne), alle fiere e alle mostre, a spettacoli, oltre ad altre attività sportive compatibili. I parcheggi enormi e la vicinanza con il Parco naturale di Montioni potrebbero far si che l’ippodromo diventi la porta del parco da cui iniziare percorsi a piedi, mountain bike e a cavallo. Infine, saper sfruttare il centro di allenamento consentirebbe un significativo aumento dell'occupazione nell'area di Follonica con evidenti positive ricadute di carattere economico-sociale anche nel periodo autunno/inverno. Il centro di allenamento creerebbe uno stabile indotto sulla struttura economica cittadina da parte di queste persone e delle loro famiglie e un'importante gravitazione sulle strutture recettive della città, episodica o per periodi di vacanze, dei proprietari dei cavalli in stabile allenamento a Follonica (persone notoriamente di livello economico superiore alla media)”.
 
Le scommesse sui cavalli che peso hanno nel rilancio dell'ippica? 
“Sono un grande veicolo per l'economia dell'ippica ed è impensabile ipotizzare interventi economici (se non una tantum) dello Stato”.
 
Il ruolo degli ippodromi deve cambiare? In che modo? 
“È necessario offrire un migliore spettacolo e migliori strutture ricettive per il pubblico. Il ruolo degli ippodromi deve cambiare, per la loro sopravvivenza è necessaria una gestione manageriale moderna degli impianti, che per logistica, capienza, strutture, ambiente e ecologia devono organizzare eventi, manifestazioni e iniziative alternative e complementari”.
 
In che modo, a suo avviso, l'ippica deve essere rilanciata? 
“È fondamentale una maggiore promozione a tutti i livelli: nazionale, regionale e locale. Nell’ippica vi è una continuità dell’offerta, si corre sette giorni su sette e ogni corsa è un’occasione per chiunque voglia scommettere, ma senza una grossa promozione succede che a fronte di un’offerta molto vasta vi è una scarsa domanda.  Credo che si potrebbe pensare a un rilancio delle scommesse ippiche attraverso: una autentica e sostanziale riforma del gioco; una massiccia campagna di promozione delle scommesse ippiche e una costante presenza dei maggiori eventi nella rete tv pubblica (come un tempo); una drastica diminuzione del prelievo erariale sulle scommesse; una royalty sulle scommesse sportive e sugli apparecchi con vincita in denaro, effettuate sulla unica grande rete di raccolta che è quella ippica (sale corse); pensare al ritorno all'organizzazione, raccolta e prelievo delle scommesse ippiche al comparto che un tempo era Unire (oggi dipartimento del Mipaaf), togliendole al dipartimento del ministero delle Finanze”.
 

 

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