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Baretta: 'Riforma gioco, si riparta da conferenza Stato-Regioni'

  • Scritto da Ca

Il sottosegretario al Mef, Baretta, spiega al convegno sul gioco di Acadi l'importanza dell'unità di intenti per poter raggiungere un obiettivo comune.

Roma - "Dal punto di vista normativo e istituzionale è importante avere dei punti comuni. Abbiamo un punto di partenza comune per arrivare a una riforma complessiva? Serve ripartire dalla conferenza Stato-Regioni che aveva portato a un ragionamento che aveva fatto da cardine. Ci sono nodi aperti che vanno affrontati con coraggio specie nel rapporto con gli enti locali. Alcuni enti hanno inasprito le regole, altri hanno fatto una riflessione che ha portato anche a dei passi indietro".

Queste le parole del sottosegretario al ministero dell’Economia e delle finanze Pier Paolo Baretta, che sostituisce e porta i saluti del ministro Gualtieri, al convegno dal titolo “Primo rapporto sul gioco pubblico”, in corso oggi giovedì 28 novembre al centro congressi di Confcommercio Imprese per l’Italia a Roma e organizzato da Acadi, associazione concessionari di Giochi pubblici, presieduta da Geronimo Cardia e aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia.
 
"Le distanze?", domanda Baretta. "In Piemonte - spiega il sottosegretario - la risposta è stata negativa e la certezza deve essere economica e normativa.
 
Serve anche una contrazione dell’offerta ma senza passare a un favoreggiamento dell’illegalità. Ma se poi accanto alla riduzione vengono messe norme ulteriori restrittive allora si va nel senso opposto e che rischia di danneggiare il legale a favore del’illegalità.
 
Serve poi una qualificazione dei punti di gioco sul territorio. Va fatto un percorso normativo molto profondo.
 
Ma, ripeto, vogliamo veramente andare avanti insieme? Altrimenti rischiamo di andare poco lontano.
 
La certezza degli investimenti è centrale. Ho predisposto una norma che, accanto a una richiesta economica, vuole dare maggiori certezze ma serve unità nel settore. Il confronto può essere agguerrito ma deve essere possibile.
 
Quindi vorrei un confronto finale Stato-Regioni, un'unità del settore e una clausola che stabilizzi nel tempo le richieste economiche del Governo al gioco
 
Non avremo abbassato le tasse ma avremmo almeno dato maggiore certezza.
 
Il rapporto con gli enti locali non deve essere platonica. La proposta di dare qualcosa agli enti locali esiste da tempo ma vanno coinvolti per combattere l’illegalità anche attraverso risorse economiche. In cambio di questo serve una regolamentazione ordinata".
 
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