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Dl Ristori bis, 1 miliardo di indennizzi ai nuovi codici Ateco

  • Scritto da Redazione

A breve la pubblicazione in Gazzetta del Dl Ristori bis, comprensivo di contributi per le imprese di gestione delle slot. Per i nuovi codici Ateco fondi per 1 miliardo.

Dovrebbe arrivare a breve la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Ristori bis, comprensivo di contributi a fondo perduto anche per il settore del gioco, bollinato dalla Ragioneria di Stato.

Nel provvedimento, del valore complessivo di 2,8 miliardi di euro, rientreranno anche un fondo di 340 milioni nel 2020 e 70 milioni nel 2021 per aiutare ulteriori attività se ci saranno nuove zone arancioni o rosse, 1 miliardo circa per i contributi a fondo perduto ai nuovi codici Ateco aggiunti alla lista del Ristori. Stanziati anche 234 milioni nel 2020 (e 78 nel 2021) per il credito d'imposta sugli affitti, 38 milioni per il ristoro ai Comuni per l'estensione della cancellazione dell'Imu, e 35,8 milioni per la sospensione delle tasse per gli Isa e circa mezzo miliardo per lo stop ai versamenti di novembre.

 

Misure verso cui manifesta apprezzamento l'associazione As.tro, in prima fila per garantire l'inserimento – poi arrivato – delle imprese che si occupano della gestione “di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone” tra le attività ammesse agli indennizzi, fissati al 100 percento.
“Un atto di responsabilità del Governo nei confronti delle imprese e dei lavoratori del settore”, commenta Massimiliano Pucci, presidente di As.tro.
 
Indennizzi, che, come ricordato anche dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, “scattano in automatico per tutte quelle attività che sono costrette a nuove restrizioni in seguito all’adozione delle ordinanze del ministero della Salute”.
 
 
Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha assicurato che è stato garantito il 200 percento del contributo già ricevuto sulla base del decreto Rilancio a tutti gli esercizi commerciali e le attività che dovranno chiudere nelle zone rosse e arancioni del paese. Sempre in modo automatico, senza bisogno di fare alcuna domanda, direttamente sui conti correnti delle imprese interessate dalle misure restrittive. La rapidità della prima serie di pagamenti già effettuati dall’Agenzia delle entrate sulla base del primo decreto Ristori ci rende fiduciosi di riuscire a effettuare i bonifici entro due settimane”.
Nel ricordare l'ampliamento della lista dei settori che beneficeranno dei ristori su base nazionale, evidenzia. “Tutti coloro che non hanno usufruito del precedente contributo, e che quindi non riceveranno il pagamento in automatico, potranno alla fine del mese presentare domanda sul sito dell’Agenzia delle entrate.
Anche gli altri benefici previsti dal decreto Ristori, come la cancellazione della seconda rata dell’Imu per i proprietari che sono anche gestori delle attività, il credito di imposta per tre mesi di affitto, e la sospensione del versamento dei contributi previdenziali a novembre, saranno estesi ai nuovi settori destinatari dei ristori. In aggiunta, per le attività colpite dalle nuove restrizioni nelle zone arancioni e rosse sospenderemo anche le ritenute e i pagamenti Iva dovuti a novembre, oltre a rinviare il secondo acconto Ires Irpef e Irap.
Per accelerare al massimo l’erogazione dei ristori, abbiamo deciso anche di creare un fondo che consenta di erogare in automatico il nuovo contributo, o maggiorare quello precedente, alle imprese delle Regioni che dovessero venire interessate in futuro da nuove misure restrittive. Il virus è veloce, e dobbiamo necessariamente esserlo anche noi”.
 
Dal canto suo, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, commenta: “Il Governo ha stanziato una quantità notevole di risorse per ristorare le categorie economiche e i lavoratori che saranno colpiti dalle misure restrittive. Ora però è importante che le decisioni assunte siano correlata ad una velocità nelle erogazioni. Le Regioni hanno comunque assicurato la loro collaborazione per fare in modo che l’elenco dei codici Ateco sia il più completo possibile e che nessuna attività o categoria di lavoratori risulti esclusa”.
 
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