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Gioco e Serd, Vinai fra gli estremi: 'Equilibrio possibile col dialogo'

  • Scritto da Mr

'Il gioco d'azzardo non è Gap', la sociologa Vinai torna a suggerire una possibilità di equilibrio tra la tutela delle imprese e quella dei giocatori.

"Io non sono un giocatore, ma un'ottima campagna sarebbe poter affermare l'esatto opposto senza nessun senso di colpa, con grande serenità". Forte dell'etnografia delle sale slot, dove ha dunque trascorso molto tempo nel corso dell'ultimo anno, la sociologa e antopologa Manuela Vinai, autrice del libro "I giocatori", è intervenuta così alla presentazione dello studio Cgia di Mestre “Il Gioco legale in Piemonte”, un webinar organizzato con il sostegno di As.Tro, Associazione degli operatori del gioco lecito e Sapar, Associazione nazionale gestori giochi di Stato.

Contenta di poter condividere i risultati della propria ricerca, svolta per due Serd, Servizi per le dipendenze di altrettante Asl piemontesi, la Vinai ha offerto spunti di riflessione utili a tutti gli attori coinvolti a vario titolo nella stesutra della nuova legge regionale in materia.

Nel focus sulla misura del cosiddetto distanziometro, la dottoressa Vinai ha detto: "Questa idea del nascondimento e dell'allontanamento andrebbe abbandonata al più presto. Perché non fa altro che produrre la perdita di controllo sociale". Con un esempio la sociologa spiega: "Posto il fatto che non ci si dovrebbe sentire in colpa nel giocare, se ho un problema col gioco e in qualche modo mi vergogno, se entrando in una sala slot incontrassi il vicino di casa, un amico o un conoscente questo farebbe probabilmente da deterrente, diversamente non ho freni, sono isolato, nessuno mi vede".

Incalzata dal moderatore del webinar, Nicola Tani, la Vinai ribadendo in generale la necessità di un cambio di approccio culturale al settore, interviene inoltre su un tema centrale del mondo del gioco, ovvero la necessità di garantire l'equilibrio tra tutela della libertà d'imprese e tutela consumatori anche sanitaria.

"La mia ricerca - ha raccontato - è stata avviata per i Serd e mi ha portato ad entrare nelle sale. I miei interlocutori dunque erano agli estremi e molto banalmente mi sono resa di quanto fossero distanti e quanto fosse necessario metterli in connessione e farli dialogare. La mediazione, il punto di incontro è la vera chiave per l'equilibrio tra impresa e consumatori. Gli operatori sanitari ad esempio erano perfettamente ignari del mondo gioco, anche solo di come è fatta una sala slot, non sanno in quele contesto di muovono i giocatori e invece gli operatori hanno bisogno di una sponda dal servizio pubblico. Non può ridursi ad una battaglia tra buoni e cattivi, perché gli operatori offrono una forma di intrattenimento legale e non vogliono vedere 'la morte' dei propri clienti; piuttoso possono interloquire coi servizi sanitari per evitare che il divertimento di qualcuno si trasformi in rovina".

"Troppo spesso - avverte Vinai - si confondo gioco d'azzardo e gioco d'azzardo patologico, dobbiamo imparare a parlarne distintamente ed evitare situazioni di allontanamento dallo scenario della vita quotidiana, perché tende a creare un effetto deviante verso la trasgressione".

 

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