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CdS: 'Norme Bologna su gioco, Adm trasmetta atti del Comune'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il Consiglio di Stato sospende il suo parere sul ricorso al presidente della Repubblica in materia di 'espulsione' dei giochi a Bologna.

 

Prima di esprimere il suo parere in merito al ricorso straordinario al presidente della Repubblica proposto da una società di gioco contro il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna, e con il quale si chiede l'annullamento delle norme con cui il Comune di Bologna attua le norme regionali sul gioco e regolamenta le attività sono necessari ulteriori atti.

Lo sottolinea il Consiglio di Stato, chiamato appunto a esprimere il suo parere in materia. ma ritenendo "l'affare" non "maturo" per l'espressione di quello "definitivo".

I ricorrenti hanno infatti presentato una relazione nella quale si evidenzia che "nelle uniche zone del Comune di Bologna che consentirebbero la delocalizzazione non vi è possibilità di convogliare clientela in quantità sufficiente a garantire il buon andamento dell’attività di sala-giochi, nonché perizia tecnica del gennaio 2019, a dimostrazione del totale effetto espulsivo che le disposizioni regolamentari determinerebbero".

In risposta, rileva il collegio, il Comune di Bologna ha prodotto un elaborato grafico "nel quale sono rappresentate, con diversa colorazione: 1) l’area libera dalla protezione dei luoghi sensibili negli ambiti in cui l’uso 6 è ammesso previa verifica di ammissibilità, 2) l’area libera dalla protezione dei luoghi sensibili negli ambiti in cui l’uso 6 è ammesso", ma, oltre ad essere "bianco e nero e non a colori, come invece parrebbe essere stato redatto dal Comune", così trasmesso "non è leggibile, in modo da potere compiutamente apprezzare le caratteristiche delle aree ivi rappresentate e la loro effettiva estensione".

Il collegio ritiene dunque necessario "che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provveda, previa eventuale acquisizione dal Comune di Bologna, a trasmettere alla Sezione il suddetto elaborato grafico a colori, in modo da poter consentire al Collegio la sua compiuta e piena leggibilità" ed evidenzia anche che il ricorrente aveva "presentato istanza, con la quale ha, tra l’altro, chiesto “di essere messo a conoscenza dell’elaborato prodotto dal Comune di Bologna per poter eventualmente controdedurre con una relazione tecnica da inviare all’Adm per l’inoltro alla I Sezione del Consiglio di Stato”.

Ma questa documentazione non risulta "sia stata trasmessa per controdeduzioni al ricorrente". Quindi, "ai fini della garanzia del contraddittorio" è necessario che "l’Agenzia dogane monopoli trasmetta al ricorrente la relazione e la documentazione prodotte dal Comune, assegnando un termine non inferiore a trenta giorni per la eventuale presentazione di osservazioni o controdeduzioni".

 

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