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Sostegni bis: un odg per risolvere i lodi arbitrari ippici

  • Scritto da Daniele Duso

Un ordine del giorno a firma di Mauro D'Attis (FI) impegna il Governo a risolvere l'annosa questione legata ai contenziosi sui minimi garantiti.

Un ordine del giorno che verrà presentato oggi alla Camera dei deputati torna ad affrontare l'annosa questione dei contenziosi sui minimi garantiti. Una questione che, partendo da una errata valutazione fatta dalla politica tra fine millennio e inizio anni 2000, portò il comparto del gioco pubblico ad un livello di crisi che oggi, acuita dalla pandemia, risulta ora più accentuata rispetto a quella accusata dagli operatori di qualunque altro settore dell'economia nazionale.

Nell'ambito della discussione sul decreto legge 73/2021 (Atto Camera 3132-A) il deputato di Forza Italia Mauro D'Attis propone un ordine del giorno il cui testo deriva da quello dell'emendamento 7.073, ritirato poi dallo stesso proponente nel corso dell'analisi in commissione bilancio. Ora la proposta, di primario interesse per gli operatori del settore, torna dunque a Montecitorio, dopo che tutti gli emendamenti al dl 73/2021 relativi al gioco sono stati ritirati o cassati dalla commissione Bilancio.

Nella premessa l'ordine del giorno ricorda che "il settore delle scommesse ippiche e sportive è stato tra quelli più colpiti dalle misure restrittive adottate per fronteggiare la diffusione del contagio da Covid-19" e che "a seguito dell’adozione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 169 del 1998 che, tra l’altro ha individuato le quote di prelievo sull’introito lordo delle scommesse sulle corse di cavalli, nonché dell’individuazione di un versamento minimo garantito stabilito dalle convezioni di concessione relative alle scommesse ippiche, si è aperto un vasto contenzioso legale tra i concessionari del settore e lo stato".  Ricorda ancora D'Attis che "la sentenza n.23418 del 26 ottobre 2020 ha riconosciuto la piena legittimità del Lodi arbitrali ippici".

Così l'ordine del giorno proposto impegna il Governo "a definire anticipatamente e in via transattiva le controversie, anche di natura risarcitoria, relative ai lodi arbitrali ippici relativi al contenzioso di cui in premessa". 

Nel presentare il suo emendamento il deputato ha sottolineato che "si tratterebbe di una misura di sostegno al settore delle scommesse ippiche e sportive e, nello stesso tempo, lo Stato avrebbe convenienza finanziaria alla conclusione di tali accordi". A inizio luglio, nel corso del passaggio del dl Sostegni bis alla commissione V della Camera, fu la sottosegretaria all'Economia Maria Cecilia Guerra, chiamata a esprimere l'avviso del Governo sul tema, a invitare D'Attis a ritirare l’articolo aggiuntivo 7.073 trasformandone il contenuto in un ordine del giorno da presentare in Assemblea. Un invito accolto da D'Attis che stasera, 13 luglio 2021, si appresta a presentare il testo a Montecitorio.

Sul tema dei "minimi garantiti", lo ricordiamo, si era espresso in due occasioni anche il Tar del Lazio, sostenendo nel primo caso, a seguito del ricorso di un operatore, che "detti provvedimenti (nel presente giudizio, relativi alle somme dovute per l’anno 2007) manifestano la loro illegittimità in quanto adottati senza la previa definizione di un provvedimento (a portata generale, ma incidente sulla posizione di ciascun concessionario) necessariamente presupposto a quelli qui impugnati”. 

Nel secondo caso fu ancora il Tar Lazio a esprimersi nella sentenza con cui accoglieva il ricorso di Snaitech contro una nota dell'Ufficio regionale Toscana e Umbria dell'allora Aams (oggi Agenzia dogane e monopoli, Ndr) con le quali, nel 2010, aveva intimato a Snai Spa il versamento delle rate scadute delle integrazioni alle quote di prelievo, a titolo di minimi garantiti, per il biennio 2000-2002, relativamente ad una serie di concessioni di gioco ippico. Nell'accogliere i motivi di ricorso del concessionario, il Tar laziale ricorda che “dando seguito ai dettami della Consulta, aveva affermato che 'la disciplina normativa intervenuta in materia, nella sua evoluzione è chiara nel manifestare la volontà del Legislatore di procedere ad una ridefinizione delle condizioni economiche delle concessioni storiche che risponda all’esigenza di un complessivo riequilibrio delle stesse a fronte del mutato assetto del settore, che ha inciso sulla sostenibilità delle condizioni economiche delle concessioni storiche". Secondo il Tar la questione va quindi rimessa all’Autorità competente perché provveda tempestivamente all’applicazione della norma come emendata dal giudice delle leggi'

Da qui il motivo per cui, come scrive D'Attis, lo stesso Stato italiano avrebbe tutto l'interesse, anche economico, di arrivare alla conclusione di tutti questi contenziosi.

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