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Omicron chiude l'Europa, l'Italia decide il 23 dicembre nuove misure

  • Scritto da Fm

La diffusione della variante Omicron porta mezza Europa a decidere nuove restrizioni alle attività (comprese quelle di gioco). Ecco le misure al vaglio in Italia. 

“Nessuna decisione è stata assunta, solo giovedì sulla base dei dati faremo la nostra valutazione. C'è un elemento di preoccupazione da parte del Governo, ci stiamo confrontando e valuteremo le soluzioni possibili".

Bisognerà quindi attendere l'anti-vigilia di Natale, secondo quanto afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, per sapere quali saranno le nuove misure adottate dall'Esecutivo per fronteggiare la diffusione della variante Omicron del Covid che sta costringendo mezza Europa a ricorrere nuovamente al lockdown o a limitare pesantemente le attività sociali e lavorative, comprese, in alcuni casi, anche quelle di gioco.

Come l'Olanda, dove da ieri, 19 dicembre, e fino al 14 gennaio resteranno aperti solo negozi essenziali come supermercati e farmacie mentre saranno chiuse le attività legate ai comparti di ristorazione, sport e cultura, nonché quelle del gioco.

Di fronte all'impennata dei contagi, anche il Regno Unito potrebbe percorrere la stessa strada, dopo che il premier Boris Johnson starebbe valutando un “Piano C” con l'ipotesi di un divieto di incontri al chiuso tranne che per motivi di lavoro e la limitazione di servizi all'aperto per pub e ristoranti, per due settimane dopo Natale, o, almeno, una serie di “moderate linee guida” per “spingere” gli inglesi a seguire le regole per evitare un ulteriore diffusione del virus.
In Austria, invece, da oggi potrà varcare i confini solo chi ha già ricevuto la terza dose del vaccino anti Covid.
Le persone vaccinate (che però non hanno ancora ricevuto la terza dose) o guarite dovranno essere in possesso di un tampone pcr negativo non più vecchio di 72 ore. Per i non immunizzati scatta invece una quarantena di dieci giorni. L'isolamento potrà essere interrotto dopo cinque giorni con un pcr negativo. Per i pendolari transfrontalieri basta invece il "3-G" (guariti, vaccinati oppure testati).
La Francia nel frattempo ha deciso di cancellare gli eventi previsti per il Capodanno, e sta valutando l'estensione del pass vaccinale per tutti i tipi di lavoro, mentre finora era obbligatorio solo per i lavoratori a contatto con il pubblico. In Danimarca, la premier Mette Frederiksen ha annunciato la chiusura di cinema, teatri, musei e sale da concerto, luoghi di ritrovo come parchi di divertimento e centri congressi, mentre in Irlanda il primo ministro Micheál Martin ha stabilito il coprifuoco per pub, ristoranti, bar e ristoranti degli hotel ed eventi al coperto, inclusi eventi di intrattenimento, culturali, comunitari e sportivi.
 
E in Italia? Il 23 è in programma una cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi e subito dopo la seduta del Consiglio dei ministri chiamato a varare nuove misure contro la variante Omicron, la cui diffusione sul territorio nazionale dovrebbe essere definita con maggiore precisione da una nuova indagine rapida promossa dal ministero della Salute proprio in queste ore.
 
Secondo fonti governative, per limitare ulteriormente le possibilità di contagio, si starebbe valutando l'estensione dell'obbligo vaccinale a particolari categorie di maggiore contatto col pubblico, come già previsto per il personale sanitario, quello scolastico e le forze dell’ordine, l'introduzione dell'obbligo di mascherine all'aperto o la possibilità di chiedere un tampone, oltre al green pass, per accedere a locali al chiuso particolarmente affollati, come le discoteche, a feste, eventi, concerti e manifestazioni negli stadi. Sotto la lente anche i centri commerciali, con l'ingresso legato al possesso almeno del green pass “base” come sui mezzi di trasporto pubblico, i treni e gli aerei, o il contingentamento degli accessi.
Inoltre, potrebbe essere ridotta la validità del green pass rafforzato dagli attuali nove mesi a sette, o forse a cinque.
 
In vista delle decisioni del Governo, arrivano anche i niet e i desiderata delle varie parti politiche. Se la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, chiede di rendere gratuiti i tamponi per tutti i cittadini, il leader della Lega, Matteo Salvini, assicura: “Faremo di tutto per impedire il lockdown, faremo di tutto per evitare chiusure e paure. Mi auguro che Natale, Capodanno, la Befana non abbiano chiusure". 
Dalle Regioni l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, chiede al Governo nazionale di “introdurre l'obbligo vaccinale", mentre il governatore della Liguria, Giovanni Toti, dice la sua sulla possibilità di introdurre l’obbligo di tampone anche per i vaccinati: “Credo che il tampone sui vaccinati, soprattutto sui richiamati con la terza dose sia uno sforzo francamente inutile, noi dobbiamo andare in senso opposto, quello di garantire libera circolazione e libero accesso a tutte le persone con due e con tre vaccini agli eventi con cui il Paese sta ripartendo. Il tampone è un metodo di screening molto utile, non può essere sostituito ai vaccini, né si può dare in questo senso dei segnali ambigui”. In Veneto, appena entrata in “zona gialla”, il governatore Luca Zaia ha varato un'ordinanza di “principi e raccomandazioni” valida fino al 16 gennaio e invita tutti a fare un tampone rapido in vista delle festività e delle visite in famiglia.
 
Tante quindi le posizioni di cui tener conto e su cui il Governo Draghi dovrà cercare e trovare un punto di mediazione, rispettando la promessa di non ricorrere a nuovi lockdown, che sarebbero mortali per l'economia del Paese.
 
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