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Gruppo ippodromi associati: 'Ritardo pagamenti, difficile garantire attività'

  • Scritto da Redazione

I delegati del Gruppo ippodromi associati ricordano al Mipaaf che in assenza di certezze su tempi e ammontare dei pagamenti i servizi delle società di corse sono in pericolo.

Dopo la riunione al ministero delle Politiche agricole di ieri, 22 gennaio, e in vista di quella di oggi, i delegati del Gruppo ippodromi associati Franca Maglione, Pier Luigi D’Angelo, Concetto Mazzarella ed Elio Pautasso scrivono una lettera al ministro Teresa Bellanova, al sottosegretario Giuseppe L’Abbate, al consigliere del ministro Salvatore Capone, al direttore generale Francesco Saverio Abate e al dirigente Giovanni Di Genova avente ad oggetto i rapporti contrattuali fra il Mipaaf e le società di corse per l’anno 2020.

"In relazione alla convocazione ricevuta per il giorno 23 'al fine di esaminare la situazione del comparto ippico' le società di corse ritengono utile evidenziare che la definizione immediata dei rapporti in oggetto è prioritaria ed essenziale per la continuità dell’attività dell’intero settore", esordiscono i delegati.

 

"È noto che tutti gli accordi economici intrattenuti dalla Pubblica amministrazione devono essere regolamentati in 'forma scritta' e non è superfluo sottolineare che il Gruppo degli ippodromi associati, con note del 3 e del 7 novembre 2019 ha chiesto di affrontare e definire, prima dell’inizio del 2020, il tema del rinnovo del contratto tra il ministero delle Politiche agricole e le società di corse.
Nella riunione del 26 novembre 2019 convocata dal ministero (rappresentato dal sottosegretario Giuseppe L’Abbate, dal consigliere del ministro Salvatore Capone, dal direttore generale Francesco Saverio Abate e dai dirigenti Stefania Mastromarino e Giovanni Di Genova) le società di corse hanno proposto che, nelle more della opportuna definizione dei nuovi criteri per la determinazione dei corrispettivi per l’anno 2020, al fine di assicurare i regolari aspetti amministrativi e soprattutto per garantire gli essenziali flussi finanziari, di prorogare i rapporti in essere come previsto dall’art. 18 dell’accordo sottoscritto.
Nella successiva riunione del 4 dicembre 2019 il ministero (rappresentato come sopra) ha comunicato l’intendimento di procedere, per il 2020, alla definizione di un nuovo 'modello contrattuale' con l’introduzione di nuovi parametri di calcolo rispetto a quelli utilizzati per l’anno 2019.
Le società di corse presenti, ad unanimità, hanno concordato sulla necessità di inserire gli ulteriori parametri di calcolo per la definizione dei corrispettivi spettanti ma, tenuto conto che la definizione del nuovo modello contrattuale e la successiva approvazione degli organi preposti richiede tempi tecnici non brevi, hanno sottolineato l’inderogabile esigenza, per assicurare le risorse economiche e finanziarie necessarie per il regolare svolgimento dell’attività ippica, di vedere riconosciuti e pagati, nelle more della definizione del nuovo modello, i corrispettivi mensilmente maturati come quantificati nel 2019", si legge ancora nella lettera.
 
 
"È evidente che le società di corse ormai non sono in grado di sopportare i ritardi (oltre dieci mesi) nel pagamento delle proprie spettanze come accaduto negli anni 2018 e 2019.
Il ministero in sede di riunione, come rappresentato, prendendo atto del grave ritardo nell’erogazione delle spettanze (2018 e 2019) dovute alle società di corse, ha comunicato che avrebbe valutato la proposta avanzata ad unanimità da tutti i gestori degli ippodromi adottando, entro il 2019, i decreti necessari alla formalizzazione dei rapporti contrattuali per il 2020 tenendo conto delle risultanze degli incontri fatti.
Purtroppo, ad oggi, non essendo stato emanato alcun decreto sui rapporti contrattuali con le società di corse ma solo i decreti relativi al calendario delle corse del primo semestre 2020 (senza nemmeno il decreto di riconoscimento delle società di corse per 2020), si ritiene essere in atto l’automatica proroga dell’accordo del 2019 come previsto dal citato art. 18 del medesimo atto.
Si rappresenta, infine, la difficoltà (se non l’impossibilità) per le società di corse di garantire i servizi resi in assenza di certezze in ordine al 'quantum' dei corrispettivi ed ai 'tempi certi' del loro incasso", concludono i delegati del Gruppo ippodromi associati.
 
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