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Pagamenti ippica, Di Paolo (Anag) al Mipaaf: 'Pronti ad adire le vie legali'

  • Scritto da Redazione

L'Anag - Associazione nazionale allenatori galoppo invita il Mipaaf a provvedere ai pagamenti delle società di corse, pronto il ricorso alle vie legali.

Monta la protesta della filiera ippica contro il ministero delle Politiche agricole e i mancati pagamenti alle società di corse.

Dopo il Gruppo ippodromi associati, che ha sospeso la dichiarazione dei partenti  dal 9 settembre fino all'emanazione del decreto direttoriale sui pagamenti, arriva la presa di posizione dell'Anag - Associazione nazionale allenatori galoppo, che manifesta la propria solidarietà alla categoria.

“La Direzione nazionale rende noto a tutti gli operatori che gli allenatori sono solidali verso gli ippodromi in questa delicata fase. L’impostazione e le regole del nostro settore sono sbagliate, lo abbiamo detto più volte. La burocrazia del nostro Ministero ha messo a dura prova l’intero settore. Lo stop annunciato, giustamente richiesto dagli ippodromi, previsto per domani, sabato 5 settembre 2020, rischia di far crollare definitivamente tutti, ippodromi ed operatori, senza dare la possibilità di riprendersi in futuro. 

Veniamo anche da un periodo molto difficile dovuto all’emergenza sanitaria Covid-19 e ricordiamo che l’intero settore ha subito gravi conseguenze derivanti dallo stop delle corse. I nostri cavalli non possono essere messi in cassa integrazione, hanno mangiato e si sono allenati ogni mattina. Invitiamo pertanto il nostro Ministero ad agire con la massima urgenza e responsabilità verso le migliaia di famiglie coinvolte che operano quotidianamente con i nostri cavalli”, sottolinea il presidente dell'Anag, Ottavio Di Paolo.
 
“L’attuale Ministero ha ben difeso i diritti di tante categorie di lavoratori ed ha costantemente dimenticato la nostra. Tale comportamento irresponsabile e pericoloso non è più accettabile. In caso di mancata risoluzione di tale problematica da parte del Mipaaf, saremo costretti a tutelare i nostri interessi agendo per vie legali. L’ippica è un bene di tutti. Qualcuno dovrà assumersi delle responsabilità davanti ad un giudice per aver evidentemente interrotto un pubblico servizio. La Direzione nazionale procederà ad avviare un provvedimento cautelare davanti al Tribunale nei confronti di chi ci negherà il sacrosanto diritto di lavorare”, conclude Di Paolo.
 
 
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