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Comitato padovano cavalli a Zaia: 'Ippodromo Breda a rischio chiusura'

Celin (Comitato padovano contro doping e macellazione cavalli da corsa) chiede al governatore veneto Zaia di scongiurare la chiusura dell'ippodromo Breda, all'asta a gennaio.

Una "situazione drammatica". È quella descritta da Sergio Celin, portavoce del Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei cavalli da corsa, in una lettera inviata al governatore del Veneto Luca Zaia, per portare l'attenzione sul caso dell'ippodromo Breda di Padova, in attesa dell'esito della prossima asta pubblica per l'acquisto del complesso immobiliare di cui fa parte, in programma il 26 gennaio 2021.

L'impianto, ricorda Celin, è "davanti ad una svolta decisiva per il suo futuro: o si trova entro l'anno un gestore adeguato - non come l'attuale, il Gruppo Coppiello, dal quale aspettiamo ancora di leggere un rendiconto dei soldi spesi per il benessere dei cavalli e delle strutture dell'ippodromo, nel corso degli ultimi anni - oppure si rischia la chiusura definitiva, con tutte le tragiche conseguenze del caso, i danni per le maestranze ippiche e per le decine di cavalli ospitati nelle scuderie, molti dei quali andranno incontro a morte certa".

Se oggi l'ippodromo Breda è ancora in vita, scrive il portavoce del Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei cavalli da corsa a Zaia, "lo si deve esclusivamente agli instancabili lavoratori che non conoscono orari, ferie o festività, per curare ed allenare i propri cavalli, e che ancora credono in un'ippica fatta di duro lavoro, sacrifici, passione e priva di 'scorciatoie' chimiche".
Per poi chiedere al governatore: "Perchè a tutt'oggi in Regione non esiste alcun tipo di bando pubblico per aggiudicare la momentanea gestione dell'ippodromo in oggetto (vedi anno 2021), in attesa della sua vendita?".

Si attende ora la risposta della Regione Veneto.
 
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