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Ippica, Pizzichi (Lega): ‘Società inadempiente, via concessione Pini’

  • Scritto da Daniele Duso

Il consigliere di opposizione chiede lumi all’amministrazione di Follonica sull’annosa questione dell’ippodromo cittadino, in stallo da mesi.

“Per quale motivo l’amministrazione comunale non ha ancora sospeso la concessione dell’ippodromo dei Pini?” È il quesito che sta alla base dell’interrogazione rivolta dal consigliere Daniele Pizzichi (Lega) al sindaco Andrea Benini e al presidente del consiglio comunale Francesca Stella. Una richiesta accompagnata dalla “minaccia” di convocare una commissione di Controllo e Garanzia nel caso non arrivasse una risposta scritta entro la fine di marzo.

Una questione, quella dell’Ippodromo di Follonica, che si protrae da oltre un decennio, con la struttura che, ad oggi, ha dato forse più lavoro agli avvocati che ai cavalli e chi li gestisce. Dopo anni di inadempienze e promesse non mantenute il primo provvedimento per la revoca della concessione alla società Follonica Corse e Cavalli arriva nel 2013, sospeso tuttavia nel 2014 in attese delle sentenze (che poi si sono concluse con la prescrizione). 

Nel 2017 le società che lo hanno in gestione hanno richiesto l’archiviazione al Comune (in prospettiva del trasferimento del galoppo da Grosseto a Follonica, che altrimenti non avrebbe potuto avvenire) – ricorda Pizzichi – garantendo in cambio il pagamento di tutti i tributi non versati (si tratta di quasi un 1 milione di euro) e la realizzazione di tutta una serie di attività tra le quali un museo e una biblioteca del cavallo, un parco giochi a tema, una serie di convegni e corse e, in particolare, una clinica veterinaria (finita poi al centro di un altra questione legale)”.

Altra data importante è quella del 17 aprile 2018, ricorda ancora Pizzichi, quando la F.C.C proponeva di “integrare le attività da svolgere all’interno dell’ippodromo dei Pini finalizzati alla realizzazione di un centro di eccellenza dell’ippica e dell’equitazione con la creazione di un centro culturale sul cavallo”. Un segnale di apertura di fronte al quale l’amministrazione si mostrò nuovamente benevola, ma ad una condizione precisa fissata nero su bianco nel mese di luglio 2018 da una determina dirigenziale (la n.562/2018) con la quale veniva concesso il dilazionamento dei pagamenti richiesto, a patto che ci fosse regolarità nei versamenti. “Nella delibera era previsto che non pagare due rate del piano di rientro avrebbe comportato automaticamente la decadenza della convenzione, senza necessità di ulteriori atti o provvedimenti".

Ed oggi a che punto siamo? Pizzichi non è il solo a definire la struttura (quattro ettari con 400 box, ma poche decine di cavalli ospitati, e 167 appartamenti), una cattedrale nel deserto. “Gli uffici comunali mi hanno comunicato che non è stato pagato quasi nulla – spiega il consigliere leghista –, dopo il mancato pagamento della rata 2018 e della prima rata del 2019, il 20 gennaio 2020 il Comune ha inviato una diffida alla società, che a causa del Covid è stata prorogata più volte, sino alla scadenza ultima fissata al 30 settembre 2020”. 

Ora, verificato che al 1° marzo di quest’anno, "le casse comunali non hanno registrato ancora alcun movimento per quello che è l'anno 2020 e che alla data 1 marzo non risulta rispettato il piano di definizione", Pizzichi ha preso carta e penna per chiedere chiarimenti: “Constatato che non risulta ancora rispettato il piano di definizione del pregresso tributario allegato alla DD 562/2018 – scrive motivando la sua interrogazione –, chiedo perché l’amministrazione comunale non abbia dichiarato la decadenza della concessione di gestione dell’impianto e la dichiarazione di estinzione del diritto di superficie costituito sull’area”.

Il consigliere comunale pretende una risposta scritta entro 30 giorni, a maggior ragione per il fatto che “ricevo frequenti chiamate da parte di persone attive nell’ippodromo, che lamentano una manutenzione inesistenze e una altrettanto inesistente promozione delle attività – spiega –, mentre, aspetto che ho sempre sottolineato, da quanto mi risulta la società il contributo ministeriale previsto per l’ippica lo ha sempre incassato”.

 

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