Simonelli (Serie A): ‘Pubblicità gioco, in Europa norme meno restrittive’

Scritto da Fm
In audizione alla commissione Cultura della Camera, Simonelli (Serie A) evidenzia gli effetti del divieto di pubblicità al gioco. Gli interventi di Berruto (Pd) e Orrico (M5S).

Sono tante le criticità che affliggono il calcio italiano, e fra loro ci sono anche gli effetti del decreto Dignità, che ha introdotto il divieto di pubblicità e sponsorizzazione al gioco.

Lo rileva Ezio Simonelli, presidente della Lega di Serie A, intervenuto in audizione alla commissione Cultura della Camera dei deputati sulla crisi e le prospettive del calcio italiano, oggi 30 aprile.

Tale provvedimento infatti ha inciso sulla sostenibilità del settore, vietando i marchi degli operatori di betting sulle maglie sportive e nei media, a differenza della maggior parte degli Stati membri dell’Unione europea “che adottano modelli solo parzialmente restrittivi”.

Si può uscire dalla crisi “solo se politica e Serie A saranno in grado di sedersi dalla stessa parte del tavolo, come stanno facendo oggi e come hanno iniziato a fare fin dal mio insediamento con il ministro Giorgetti e il ministro Abodi. Evitando che le divisioni politiche e i pregiudizi reciproci possano impedire di agire per il meglio del calcio italiano. L’obiettivo è in comune e in comune dobbiamo perseguirlo”, conclude Simonelli.

BERRUTO (PD) BACCHETTA SIMONELLI

Commentando le parole di Simonelli il deputato Mauro Berruto (Partito democratico) evidenzia che 12 squadre di Serie A sulle loro maglie hanno dei marchi che sono riconducibili al settore del gioco, quindi domanda: “Che cosa intende fare la Lega di Serie A per invertire questo trend?”.

Non si può normare l’obbligo “che un certo numero di italiani giochi nelle squadre di Serie A, ma è un fatto di volontà”, lo dimostra che una cosa simile è già stata fatta per altri sport, puntualizza Berruto, che ricorda la sua esperienza come commissario tecnico della nazionale di pallavolo maschile italiana.

ORRICO (M5S): “LA LEGA DI SERIE A DIA MESSAGGI SOCIALI SUL GIOCO”

Dello stesso tenore le parole rivolte al presidente della Lega di Serie A dalla deputata Anna Laura Orrico (Movimento 5 Stelle), per la quale non è possibile “Sentire che il calcio di Serie A ha addirittura dei problemi economici legati al fatto che non si può fare la pubblicità alle scommesse”.

Orrico quindi prosegue: “Non ritengo che la pubblicità del gioco legale contrasti il gioco illegale. Credo siano altri gli strumenti e le iniziative che bisognerebbe mettere in campo, e che in questo caso la Lega di Serie A dovrebbe dare più dei messaggi sociali in tal senso piuttosto che chiedere di pubblicizzare le scommesse e il gioco”.

LA REPLICA DI SIMONELLI

Nella sua risposta alle domande dei deputati presenti in commissione Cultura, Simonelli torna sul decreto Dignità: “Sull’aggirare i divieti sono d’accordo con lei, ma vorrei anche ricordarvi che noi abbiamo a che fare con mercato europeo. Noi vogliamo avere in Italia regole uguali agli altri Paesi.”

Nella foto: il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli – Crediti fotografici © Lega Serie A – Sito ufficiale