Lazio, il Consiglio regionale si frattura sul gioco patologico
Il Consiglio regionale del Lazio analizza, in commissione Bilancio, la proposta di modifica di alcune leggi regionali. Divide l’abrogazione dell’Osservatorio.
Il Consiglio regionale del Lazio si spacca sulla cancellazione o no dell’Osservatorio sul gioco patologico. Alla fine la questione viene rinviata alla prossima seduta, il 29 aprile.
Accade tutto in commissione Bilancio, nel corso dell’esame della proposta di legge regionale n. 247. Si tratta di un provvedimento che modifica diverse norme regionali, seguendo esigenze emerse durante l’esame della Legge di Stabilità 2026. La seduta di ieri, 23 aprile, ha portato all’approvazione di sette articoli, ma resta il nodo dell’articolo 5.
IL CONFRONTO SULL’ARTICOLO 5
Proprio sull’articolo 5 si acceso il confronto. Il testo porta all’abrogazione dell’articolo 6 della legge regionale 5/2013 sul gioco d’azzardo patologico. La maggioranza sostiene che le funzioni dell’Osservatorio siano “assorbite dall’Osservatorio sulle dipendenze istituito con la legge regionale 5/2025”. La minoranza, invece, ritiene fondamentale “mantenere e rilanciare l’osservatorio sul gioco d’azzardo patologico”.
Dopo una lunga discussione, l’articolo è stato accantonato. Righini e Bertucci hanno annunciato che la questione sarà affrontata nella prossima seduta del 29 aprile.
Alla seduta hanno partecipato rappresentanti di tutti i gruppi: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Lista civica Rocca, gruppo Misto, Pd, Italia viva e M5s. Il tema del gioco pubblico si conferma centrale nel dibattito regionale, soprattutto per le implicazioni sociali e sanitarie.
VERSO LA PROSSIMA SEDUTA
La seduta del 29 aprile sarà decisiva non solo per il futuro dell’articolo 5. E’ in ballo l’intero impianto della proposta di legge 247. Il presidente Bertucci ha convocato la commissione per proseguire l’esame degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi. L’obiettivo è chiudere rapidamente il lavoro preparatorio e portare il testo in aula.
La discussione si inserisce in un contesto più ampio, segnato dalle audizioni del 26 febbraio, che hanno coinvolto organizzazioni datoriali, enti locali, sindacati, terzo settore e realtà sociali.
Crediti fotografici ©Sito web Consiglio regionale Lazio / Sala del consiglio regionale del Lazio