Loot box e azzardo, a Bologna si chiedono norme nazionali
Il consigliere Diaco (Anche tu conti) chiama il Comune di Bologna a intervenire per chiedere norme nazionali per qualificare le loot box dei videogame come ‘azzardo’.
Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Bologna il contrasto al gioco patologico è tornato d’attualità grazie un intervento del consigliere Filippo Diaco (Anche tu conti), che ha posto l’accento soprattutto sui pericoli per i minorenni.
Il dito di Diaco è puntato verso le loot box, le casse premio dei videogame, in quanto “riproducono dinamiche d’azzardo”. Tale fenomeno secondo il consigliere comunale non va ignorato e, anzi, va data una risposta politica.
“Bologna ha già limitato i punti di gioco fisici, ma oggi la vera partita si gioca on line, dove i Comuni non hanno strumenti adeguati”, rimarca l’esponente di Anche tu conti.
Chiamando Governo e Parlamento ad intervenire con una normativa nazionale più severa che regolamenti il gioco online, imponga trasparenza sui flussi economici e disciplini le loot box come forme d’azzardo a tutti gli effetti.
Ponendosi un po’ nella scia delle tante prese di posizione in tal senso emerse in varie parti del Vecchio continente, con interrogazioni alla Commissione europea, leggi specifiche di alcuni Paesi membri e sentenze.
Senza dimenticare che in Italia l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha aperto due istruttorie nei confronti di Activision Blizzard per i videogiochi ‘Diablo Immortal’ e ‘Call of Duty Mobile’ per possibili violazioni del Codice del consumo, legate all’uso di un design manipolativo delle interfacce (i cosiddetti “dark patterns”) per indurre gli utenti a giocare con assiduità e a compiere acquisti in-game.
Tornando a Bologna, secondo Diaco è urgente agire anche sul piano locale: va rafforzata la prevenzione nelle scuole, nei centri giovanili, nei quartieri più esposti, e vanno sostenute le famiglie. Affinché la tutela della salute pubblica torni al centro.