Ludopatia fuori dal Ddl domiciliari: respinti emendamenti M5S e Pd

Scritto da Daniele Duso
Bocciate in commissione Giustizia del Senato le proposte per includere la dipendenza da gioco nel percorso di detenzione domiciliare.

La Commissione Giustizia del Senato respinge i subemendamenti che puntavano a inserire la ludopatia tra le dipendenze considerate dal disegno di legge sulla detenzione domiciliare per detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti.

Nella seduta di ieri, 27 maggio, le due proposte hanno incassato il parere contrario del relatore e del Governo.

LOPREIATO: “ERA UNA MISURA NECESSARIA”
Durante il dibattito, la senatrice Lopreiato (M5S), prima firmataria del subemendamento 1.500/2, ha spiegato che la proposta “mirava a estendere l’accesso alla misura alternativa alla detenzione anche ai soggetti ludopatici”. Ha poi espresso rammarico per il parere contrario del Governo, ricordando che “il tema della ludopatia rappresenta una problematica che la commissione Giustizia dovrebbe affrontare”.

IL PARERE DEL GOVERNO

Il presidente della Commissione ha richiamato l’intervento del sottosegretario Alfredo Mantovano, che aveva riconosciuto “la necessità di intervenire anche rispetto alla dipendenza da gioco”, pur ritenendo opportuno un provvedimento distinto.

I SUBEMENDAMENTI RESPINTI
Il subemendamento 1.500/2 firmato da Lopreiato e Scarpinato (M5S) proponeva di includere la ludopatia tra le dipendenze rilevanti per l’accesso alle strutture sanitarie pubbliche o private accreditate. Il testo prevedeva “un finanziamento di 19.436.250 euro annui a decorrere dal 2026”, destinato ad ampliare i posti disponibili e potenziare i servizi per le dipendenze negli istituti a custodia attenuata.

Il subemendamento 1.500/3, presentato da Bazoli, Mirabelli, Rossomando e Verini (Pd), proponeva di inserire le parole “o ludopatica” dopo “o alcoldipendente”. Entrambe le proposte sono state respinte con votazioni separate.

Crediti fotografici ©Ada Lopreiato / Profilo Instagram A. Lopreiato