Mercati predittivi, quando una piattaforma fa causa allo Stato
Lo Stato del Minnesota vieta ufficialmente i mercati predittivi con una legge specifica, in vigore dal 1° agosto. Kalshi gli fa causa.
In questo periodo si fa un gran parlare di mercati predittivi, della loro natura giuridica e della necessità di regolamentarli al pari del gioco d’azzardo.
Si tratta infatti di piattaforme in cui gli utenti acquistano o vendono contratti basati su eventi futuri, con un meccanismo di base assimiliabile a una scommessa, e ciò impone anche una tutela dei consumatori.
Come chiesto anche da operatori del settore del gioco legale, per evitare i famosi “due pesi, due misure”.
IL DIVIETO DI POLYMARKET IN ITALIA E L’ACCORDO CON L’SS LAZIO
Molti Stati hanno vietato la piattaforma più celebre, Polymarket, e fra essi si annovera anche l’Italia, che l’ha bloccato inserendolo nella blacklist dei siti di gioco non autorizzati compilata a fine 2025 dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Ma ciò non ha impedito l‘accordo stretto dalla squadra di calcio della Lazio con Polymarket, valido – come specificato – solo per “attività di analisi e insight digitali, in coerenza con il quadro normativo vigente”.
IN AMERICA IL MINNESOTA VIETA I MERCATI PREDITTIVI
Intanto, negli Stati Uniti d’America a prendere posizione sul tema è il Minnesota, il primo a vietare ufficialmente i mercati di previsione con una legge che rende illegale ospitare, pubblicizzare o supportare tali servizi.
Le nuove norme, in vigore dal 1° agosto, verranno applicate anche ai servizi che aiutano gli utenti a eludere le restrizioni geografiche, inclusi i fornitori di Vpn che potrebbero consentire ai residenti di continuare ad accedere alle piattaforme anche dopo l’entrata in vigore del divieto.
Gli unici esentati sono i tradizionali prodotti di copertura finanziaria legati ai rischi meteorologici e agricoli, a seguito delle proteste dei gruppi di agricoltori che si affidano al trading di futures per proteggere i raccolti.
KALSHI FA CAUSA ALLO STATO DEL MINNESOTA
Ma, ovviamente, i grandi operatori dei mercati predittivi non restano a guardare.
La Commodity futures trading commission (Cftc), l’agenzia indipendente del governo federale degli Stati Uniti che regolamenta i mercati dei derivati, ha intentato cause contro diversi Stati, sostenendo che i mercati di previsione rientrano nella supervisione federale piuttosto che nelle leggi statali sul gioco d’azzardo.
E sottolineando che “operatori e partecipanti legittimi ai mercati di previsione non possono essere trasformati in criminali da un giorno all’altro”.
La piattaforma Kalshi in parallelo ha intentato causa presso un tribunale federale contro lo Stato del Minnesota per la sua legge, sostenendo che stia violando la clausola di supremazia della Cftc sui contratti basati su eventi specifici, inclusi quelli “negoziati su mercati contrattuali designati”.
La causa sostiene inoltre che la legge viola i diritti garantiti dal Primo emendamento alla società, costringendola a una “scelta impossibile“: conformarsi alla legge statale “cessando di offrire i suoi contratti di previsione di eventi, pienamente legali, in Minnesota, oppure rischiare sanzioni penali”.
La società cita anche i regolamenti della CftcF che le vietano di “discriminare i propri clienti in base alla provenienza geografica”.
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