Mozioni sul gioco respinte dopo lo scontro Governo-opposizioni

Scritto da Daniele Duso
La sottosegretaria al Mef, Lucia Albano, inizialmente aveva dato l’ok alle mozioni a fronte di una convergenza in un testo unico ma la riformulazione non è piaciuta alle opposizioni. Dopo la votazione mozioni tutte respinte.

“Perplessità” è la parola che risuona più di frequente questa mattina, 18 giugno 2026, alla Camera, dopo la richiesta del governo di riunire tutte le mozioni sul gioco pubblico presentate nei giorni scorsi in un testo unico.

Una proposta, quella portata in Aula dalla sottosegretaria al ministero dell’Economia e delle finanze, Lucia Albano che non è piaciuta per nulla alle opposizioni. Di fronte al muro dei partiti di minoranza l’Aula non ha potuto far altro che votare sui testi presentati in precedenza, finendo quindi con il respingerli tutti.

LA SEQUENZA DEI FATTI

Ma andiamo con ordine. Lucia Albano, come accennato, aveva esordito annunciando che “con riferimento a tutte le mozioni aventi ad oggetto il riordino del settore dei giochi pubblici, Merola ed altri n. 1-00570 (Nuova formulazione), Francesco Silvestri ed altri n. 1-00577, Giachetti ed altri n. 1-00578, Zanella ed altri n. 1-00581 e Sottanelli ed altri n. 1-00587“, queste le sue parole, “si esprime un parere favorevole subordinatamente alla seguente riformulazione unica onnicomprensiva di tutti gli impegni, per tutte le mozioni.

IL TESTO OMNICOMPRENSIVO DEL GOVERNO

Questo il proposto dal Governo: “Espunte le premesse, impegna il Governo, nell’ambito del processo di riordino del settore dei giochi pubblici e delle relative reti, a valutare l’opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, di proseguire, in attuazione dei principi e criteri direttivi recati dalla legge 9 agosto 2023, n. 111, tenuto anche conto delle tempistiche previste dall’articolo 1, comma 6, della medesima legge, l’azione volta alla tutela della salute pubblica, delle famiglie, dei consumatori e dei soggetti maggiormente vulnerabili, con particolare riguardo alla protezione dei minori, assicurando il coinvolgimento in sede di Conferenza unificata delle autonomie territoriali e di altri soggetti rilevanti per il settore, confermando e rafforzando le iniziative di informazione e comunicazione finalizzate alla promozione del gioco responsabile.”

“A tal fine, a proseguire nell’adozione di misure volte alla prevenzione e al contrasto del disturbo da gioco d’azzardo e dei rischi di infiltrazione della criminalità organizzata, attraverso la razionalizzazione dell’offerta di gioco, il potenziamento degli strumenti di autoesclusione, la definizione di criteri uniformi a livello nazionale in materia di orari di esercizio e di distanze dai luoghi sensibili, nonché il rafforzamento dei requisiti soggettivi e di onorabilità richiesti ai concessionari e agli operatori della filiera”.

L’OPPOSIZIONE INSORGE

Come prevedibile dai banchi dell’opposizione si sono sin da subito levate voci in disaccordo. A partire da Roberto Giacchetti, di Italia Viva, che prendendo la parola dopo l’invito del presidente Giorgio Mulè a procedere con le dichiarazioni di voto, sbotta subito con un “no, presidente, io ho proprio una perplessità. Non voglio necessariamente aprire una polemica col Governo, ma le mozioni che abbiamo all’ordine del giorno non sono davvero sovrapponibili”.

Più duro Andrea Quartini (M5S) che sottolinea come il Governo abbia espunto “tutte le premesse di tutte le mozioni che sono state presentate”. E continua, Quartini, sottolineando che “il Governo non ne presenta una sua e riformula, praticamente riscrive daccapo le mozioni, non solo espungendo le premesse, ma anche gran parte delle specificità delle mozioni. Nelle mozioni si parla di usura, di comitati contro l’usura, di assistenza alle famiglie con problemi, di riciclaggio e di criminalità organizzata in maniera molto dettagliata.”

Subito dopo Devis Dori (Avs), esprime “quantomeno perplessità rispetto alla decisione del Governo”. Sottolinea che le mozioni “hanno un tema particolarmente delicato e importante. Ci chiedono di togliere le premesse – e quelle già tolte tutte -, mettere la formula ‘a valutare l’opportunità di’ e poi non viene riformulato”, e aggiunge “non è nemmeno una riformulazione, ma una riscrittura.”

Anche Antonio D’Alessio (Azione) esprime “doglianze e perplessità”. Definisce “impigrito” e “indolente” l’atteggiamento del Governo, “su un tema così sensibile, così delicato, che necessita di approfondimento e la cui impostazione merita rispetto verso tutte le opposizioni che hanno sottolineato, magari, qualche specificità, questo voler fare di tutta l’erba un fascio, senza entrare sui particolari, senza poi una fretta per cui bisogna chiudere qualcosa in una maniera immediata”.

Interviene quindi Federico Fornaro a nome del Partito democratico evidenziando come “una cosa del genere non ricordo di averla vista. Di fatto, declassiamo le mozioni a ordini del giorno in cui il Governo decide di fare riformulazioni uguali per ordini del giorno differenti”. E sottolinea che “espungere tutte le premesse è un altro atto, devo dire, di poco rispetto nei confronti dei presentatori. È possibile che non ci fosse neanche un capoverso delle premesse che fosse accettabile dal Governo?”

Negli interventi successivi i vari proponenti hanno snocciolato dati sul gioco ribadendo con convinzione i testi delle loro mozioni, respingendo dunque la riformulazione proposta dal Governo.

LA POSIZIONE DEI PARTITI DI MAGGIORANZA

Il primo intervento di un rappresentante della maggioranza è quello di Fabrizio Sala (FI-Ppe), che ha evidenziato il fatto che “il riordino del settore è già in corso”. “Le due esigenze che portava la delega al Governo”, ha aggiunto, “erano la tutela della salute, con il contrasto alla ludopatia, e la legalità, con il contrasto alla criminalità organizzata. Oggi, come ho detto, esiste questa giungla normativa che non ci permette di arrivare a entrambi gli obiettivi”.

Chiosando con la posizione del gruppo di Forza Italia: “il punto è molto chiaro: la libertà individuale, la responsabilità personale e la forte presenza dello Stato nei controlli. Noi non crediamo nello Stato etico che decide cosa i cittadini possano o non possano fare, crediamo invece in uno stato autorevole che protegge i minori, che assiste chi sviluppa dipendenze, che combatte la criminalità e garantisce regole certe. Per queste ragioni noi esprimiamo un voto favorevole”.

Anche Andrea De Bertoldi (Lega) ha sottolineato il “voto favorevole alla riformulazione che il Governo ha proposto”. “Il gioco legale è una specie di tabù al quale si dà una risposta, spesso, guardando i sondaggi, come la politica contemporanea tende a fare”, ha aggiunto il deputato leghista, ricordando ai colleghi dell’opposizione che “quando mi parlate di luoghi sensibili, non avete neanche letto quello che dice l’Istituto superiore di sanità, perché l’Istituto superiore di sanità ha scritto – non solo lo ha detto – che le distanze non c’entrano nulla.”

“Stiamo facendo una riforma”, ha chiosato De Bertoldi, “auguriamoci che possa al più presto uscire. Non dimentichiamoci, lo dico davvero anche da professionista e da fiero rappresentante di un centrodestra che sempre ha detto di voler difendere le Pmi, le Pmi italiane, e quindi ricordiamoci di non uccidere in riforme le Pmi del gioco italiano e di non realizzare una concentrazione del gioco in pochi grandi player”.

Quindi l’intervento di Luciano Ciocchetti (FdI), il quale ha sottolineato come “non siamo in assenza di indirizzo politico al contrario di quello che alcune mozioni hanno raccontato e secondo alcuni interventi che abbiamo ascoltato questa mattina. Siamo dentro una proposta definita, approvata da questo Parlamento, ampia e ponderata, che ha affidato al Governo il compito di dare attuazione a un disegno complessivo basato sul bilanciamento tra interessi pubblici differenti, ma ugualmente rilevanti.”

Ha ricordato ancora che “sulla ludopatia e sulle dipendenze, lo Stato offre supporto gratuito tramite il Servizio sanitario nazionale e i Servizi sanitari regionali perché sono materie inserite nei livelli essenziali di assistenza”.

Aggiungendo che “certamente c’è da fare di più, c’è da organizzare meglio il sistema di presa in carico di chi soffre di dipendenze, ma di ogni tipo; ma credo che, anche oggi, il Paese sia organizzato in maniera significativa per poter lottare contro le dipendenze da gioco d’azzardo. Lo voglio anche ricordare, perché sembra quasi che qui dentro non abbia governato nessuno nella storia e, quindi, tutti oggi parlano come se questo gioco d’azzardo, il gioco pubblico sia avvenuto all’improvviso durante questo Governo.”

Ciocchetti ha ricordato che “questo Parlamento è già intervenuto per la definizione di un percorso per i giochi online, che sono la vera questione che abbiamo di fronte, più che i luoghi fisici, perché oggi – come veniva ricordato da qualche collega – è facile, in qualsiasi ora, collegarsi attraverso il proprio smartphone e giocare anche su siti che sono di altri Paesi e che non fanno parte del gioco legale riconosciuto dei concessionari nel nostro Paese.” Chiosando ha espresso quindi parere favorevole ma solo alla riformulazione proposta dal Governo.

LA VOTAZIONE

Come ricordato dal presidente la riformulazione del Governo avrebbe potuto essere votata solo nel caso fosse stata accettata, tuttavia “nessuno dei presentatori delle mozioni in discussione ha accolto la riformulazione proposta dal Governo”, pertanto, ha aggiunto Mulé, “il parere del Governo deve intendersi contrario su ciascuna di esse”. Così la Camera ha proceduto con la votazione delle cinque mozioni arrivando dunque a respingerle tutte.

Crediti fotografici ©Lucia Albano / Foto tratta dal profilo Facebook di Lucia Albano