Il Covid uccide l’intrattenimento: aziende di “kiddie” prime a saltare

Il coronavirus continua a mietere vittime anche tra le aziende: nel settore dell'intrattenimento a sparire sono diverse aziende, soprattutto di giochi per bambini.
Scritto da Vincenzo Giacometti

Il Covid uccide l'intrattenimento: aziende di "kiddie" prime a saltare

Uno dei più grandi nomi internazionali tra i produttori di cosiddetti “kiddie ride”, ovvero, i giochi elettromeccanici “cavalcabili” dai bambini, Falgas, ha appena dichiarato bancarotta in Spagna. Nei giorni scorsi, infatti, il tribunale commerciale di Girona ha registrato il nome di Falgas Comercial tra gli insolventi, lanciando un segnale di allarme all’interno dell’industria internazionale del puro intratrattenimento. Falgas è infatti uno dei produttori di kiddie ride più noti al mondo e se non ce l’hanno fatta loro, chissà che fine faranno gli altri, è il commento più diffuso in queste ore, nel settore.

Al momento, tuttavia, l’azienda continua a funzionare dopo quello che gli operatori hanno definito “un 2020 disastroso”, reso tale dalla pandemia di Covid-19. Falgas – come riporta InterGame.com – è ancora aperta per la vendita di giostre e ricambi attualmente in stock. Con il proprietario dell’azienda, Joaquim Falgas, ormai in età da pensione e con gli amministratori che attualmente controllano la società intenzionati a vendere l’attività.

STESSA SORTE IN REGNO UNITO – Ma è evidente che il segnale proveniente dalla Spagna è tutt’altro che positivo. Tanto più perché si lega agli altri venti di negatività che soffiano da altre parti del Continente e del mondo e che sembrano accomunare un po’ tutti i paese, in questa fase. Sì, perché già nei giorni scorsi era stata un’altra azienda dello stesso settore a saltare, ma questa volte nel Regno Unito. Si tratta di un altro produttore e operatore specializzato di kiddie: Northern Leisure, anch’esso travolto dalla pandemia.
L’azienda, con sede a Leeds, West Yorkshire, è stata fondata nel 1986 e ha lavorato con successo per anni in tutto il Regno. Evolvendo fino a diventare un noto produttore di giostre a gettoni per bambini e diventando, dal 2002, uno dei leader del settore delle macchine con licenza di alta qualità, fornendo i suoi prodotti ai clienti di tutto il mondo. Le sue acclamate giostre di Peppa Pig erano solo uno dei tanti marchi che l’azienda ha concesso in licenza e prodotto al suo interno. Altri nomi includono Paw Patrol, SpongeBob SquarePants, Tractor Tom e PJ Masks.
Gareth Jones, direttore di produzione e designer per Northern Leisure, ha rivelato a InterGame che la società aveva chiamato gli amministratori, spiegando che “A causa della pandemia di Covid-19, siamo stati costretti a chiudere i battenti, come tanti altri nel settore. L’impatto finanziario ha avuto il suo impatto e l’azienda non ha più potuto sopportare la tensione economica e finanziaria”.
 
IN ITALIA NON VA MEGLIO – Cosa accade, invece, in Italia? Di certo, dalle nostre parti, le cose non vanno affatto meglio. Anzi. Va detto che, in altri paesi, proprio come il Regno Unito, i ristori che hanno ottenuto le aziende – di tutti i settori – sono stati molto più importanti rispetto a quelli ottenuti dalle imprese italiane. Soprattutto nel gioco visto che gran parte delle società italiane che operano in questo settore non hanno addirittura avuto nulla, almeno dai primi quattro decreti di ristoro. In ogni caso, tuttavia, qualunque cifra possa mettere sul tavolo qualunque governo, è evidente che le aziende che hanno minori riserve di liquidità non potranno mai rimanere a galla di fronte a una prolungata interruzione dei lavori e ad oltre 12 mesi di mercato azzerato. Per questa ragione in Italia la situazione potrebbe essere addirittura peggiore anche se, ancora, non si vedono tutti gli effetti della pandemia, per via più che altro della prolungata cassa integrazione e del parallelo blocco dei licenziamenti. Ma evidente che il conto, per molti operatori, si presenterà al momento della ripartenza e all’indomani della rimozione della moratoria sui licenziamenti, che potrebbe avvenire già a partire da giugno. Per un’estate che si preannuncia particolarmente calda.