Bandi per le imprese, le attività di gioco ancora escluse dai contributi di Regioni e Comuni
Nonostante il gioco pubblico sia per definizione “legale”, in alcuni casi nei fatti viene ancora discriminato, come se non fosse un'attività lecita come le altre.
Certo, forse per gli enti territoriali potrebbe sembrare una contraddizione adottare leggi regionali o regolamenti comunali per la prevenzione del gioco patologico e al tempo stesso concedere fondi per le imprese del settore, ma tant'è: questa diversità di trattamento fa sempre riflettere.
Portiamo quindi alla ribalta due casi, verificatisi nelle ultime settimane e riguardanti la Regione Lombardia e il Comune di Udine.
La prima pochi giorni fa ha confermato due misure strategiche promosse dall’assessorato allo Sviluppo economico, rafforzando la politica a sostegno della nascita di nuove attività economiche, finanziate complessivamente con 11 milioni di euro: il bando ‘Nuova Impresa’ e il bando ‘Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni’.
La prima misura garantisce contributi per i costi connessi all’avvio di nuove micro, piccole e medie imprese, sostenendo anche l’autoimprenditorialità e le forme di lavoro autonomo con partita Iva. Per lo sportello 2026 saranno a disposizione 8 milioni di euro.
La seconda misura garantisce contributi a supporto dell’apertura di negozi di generi alimentari e di prima necessità nei Piccoli Comuni e nelle Frazioni. Per lo sportello 2026 saranno a disposizione 3 milioni di euro.
Fra chi non può richiedere tali fondi, figurano i soggetti richiedenti che abbiano codice Ateco primario o prevalente, risultante dalla visura camerale ovvero dall’Anagrafe Tributaria, ricompreso nella sezione A (Agricoltura, silvicoltura e pesca) e L (Attività finanziarie ed assicurative) della classificazione Ateco 2025 e anche quelli che svolgono attività primaria o prevalente di cui ai seguenti codici Ateco: 47.78.93 commercio al dettaglio di articoli per adulti; 92 attività di scommesse, lotterie e altri giochi d'azzardo; 92.0 attività di scommesse, lotterie e altri giochi d'azzardo; 92.00 attività di scommesse, lotterie e altri giochi d'azzardo; 92.00.0 attività di scommesse, lotterie e altri giochi d'azzardo; 92.00.09 altre attività di scommesse, lotterie e altri giochi d'azzardo”, si legge sul sito della Regione Lombardia.
Nel presentare i provvedimenti licenziati dalla giunta regionale e da lui proposti, l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, ha dichiarato: “Diamo continuità a iniziative che hanno un’importante valenza economica ma soprattutto sociale e culturale. Come Regione mettiamo in campo strumenti concreti per aiutare chi vuole fare impresa nel nostro territorio: solo agevolando la nascita di una nuova generazione di imprenditori possiamo vincere le sfide del futuro e confermare il ruolo preminente della Lombardia sugli scenari nazionali e internazionali. Siamo la terra del lavoro e dell’imprenditorialità e vogliamo continuare ad esserlo”.
Stessa storia per il bando pubblicato dal Comune di Udine “al fine di favorire la ripresa economica e il rafforzamento del tessuto imprenditoriale urbano, con particolare attenzione ai quartieri periferici caratterizzati da fragilità sociodemografiche, come da Documento unico di programmazione e obiettivo operativo sul marketing territoriale, ed al centro cittadino del Comune di Udine (tavola Z0 Prgc) dove si registrano fenomeni di desertificazione commerciale e difficoltà di ricambio generazionale.
L'amministrazione comunale friuliana ha stanziato complessivamente 1 milione e 400mila euro per l’assegnazione di contributi a fondo perduto per investimenti fissando come termine per la presentazione delle domande il 31 gennaio 2026.
Ma, appunto, nella lista dei “settori non ammissibili” ci sono le “imprese nei cui locali sono presenti apparecchiature per i giochi leciti; sale gioco, sale scommesse (codice Ateco 92.00 – 92.00.02 – 92.00.09)”, in compagnia delle attività inerenti “commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop– codice Ateco 47.78.93); attività con articoli monoprezzo; attività di compro-oro-argento e attività simili; distributori automatici, call center; money transfert, banche, assicurazioni e attività finanziarie e di intermediazione mobiliare; • negozi di dettaglio specializzati in infiorescenze e semi di canapa sativa o che comunque vendono, se pure in via non esclusiva, prodotti a base di canapa e di canapa sativa”.