Gioco illegale, pioggia di casi e multe dalla Liguria alla Sardegna
Mentre il lockdown delle attività di gioco legale perdura, almeno fino al 5 marzo, continuano i controlli di forze dell’ordine e funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sul territorio nazionale, con la “scoperta” di vari illeciti.
In linea con quanto riscontrato in questi ultimi mesi, con una vera e propria esplosione di casi del genere.
CAPOTERRA E ASSEMINI (CA): 7 APPARECCHI SOTTO SEQUESTRO – Cominciamo dalla Sardegna, dove l’Adm ha sequestrato in due esercizi di Capoterra e Assemini (Ca) sette apparecchi da intrattenimento comma 6/a e 7/c del Tulps, non conformi e privi dei titoli autorizzatori, nell’ambito dei controlli sul territorio per la verifica del rispetto del Dpcm del 24 ottobre 2020 sulla sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.
I funzionari hanno quindi provveduto all’erogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 a 50.000 euro ad apparecchio a seconda delle tempistiche individuate dalla normativa di riferimento. In caso di mancato pagamento, è inoltre prevista la chiusura dell’esercizio per un periodo da 30 a 60 giorni.
Dalle verifiche condotte è quindi emerso che, in violazione delle vigenti disposizioni, l’esercente consentiva l’effettuazione delle giocate utilizzando “conti gioco” di clienti vari e non quello dell’utente che di volta in volta richiedeva il piazzamento della scommessa.
Il gestore del Pvr è stato deferito in stato di libertà alla Procura per violazione dell’art. 4 c. 1 e 4-bis L. 401/1989 (“Esercizio abusivo di attivita’ di giuoco o di scommessa”).
Gli agenti della Polizia locale inoltre hanno riscontrato la mancata esposizione del titolo autorizzatorio, sanzionato con oltre 300 euro di multa, e la carenza delle informative anti-Covid, fatti che gli ha fatto rimediare un’ulteriore multa da 400 euro e una segnalazione in Prefettura.
Infine, dai controlli è emerso che nell’esercizio era presente un lavoratore senza contratto, situazione segnalata per accertamenti presso l’Ispettorato del Lavoro.
Dopo l’ispezione delle Fiamme d’argento il circolo è stato chiuso per un mese, il titolare infatti non era nuovo a simili violazioni delle norme anti-Covid ed era stato sanzionato già diverse volte per lo stesso motivo.