Gioco pubblico e responsabilità 231/01: da As.Tro un caso pratico di sicurezza aziendale
L'associazione AssoTrattenimento prosegue la pubblicazione dei contributi dell'avvocato Marco Caroppo, consulente di As.tro-Confindustria Sit, dedicati all’applicazione del decreto legislativo 231/2001 nel settore del gioco pubblico con l'analisi un caso pratico (simulato) che coinvolge la società Omega Dollar S.r.l. (nome inventato), attiva nella gestione di sale scommesse e slot machine in tutta Italia.
Si tratta di un tema generale, ma molto importante per il comparto del gioco pubblico e delle scommesse per diversi motivi (come spiega anche l'avvocato Geronimo Cardia in un altro intervento), tra i quali il rischio riciclaggio e frodi (che impone agli operatori di adottare procedure integrate con le norme antiriciclaggio), ma anche per pericoli di corruzione e rapporti con la Pa, reati informatici (con il gaming online e i casinò virtuali sono vulnerabili, tra il resto, a accessi abusivi e manipolazioni di dati), e tutela dei minori e del giocatore.
Sul lato pratico è primaria la considerazione che se un dipendente o dirigente commette un reato per favorire l’azienda, può essere sanzionata anche la società stessa, non solo la persona fisica.
Ecco dunque l'analisi del consulente di As.Tro, che si basa sul caso ipotetico della società Omega Dollar che, pur operando in un settore regolamentato e ad alto rischio come quello del gioco pubblico, non ha adottato un Modello organizzativo ai sensi del decreto legislativo 231/2001. Il caso simulato riguarda un intervento di manutenzione effettuato da un dipendente senza l’uso di dispositivi di protezione individuale e senza l’impiego della piattaforma di sollevamento prevista. L’uso improprio di una scala ha causato una caduta con conseguente trauma cranico e fratture multiple.
A seguito delle indagini, l’Autorità giudiziaria ha contestato il reato di lesioni personali colpose gravi, con violazione delle norme antinfortunistiche, ai sensi dell’articolo 25-septies del decreto legislativo 231/2001. Inoltre, è stata contestata alla Omega Dollar la responsabilità amministrativa dell’ente, in quanto il reato è stato commesso da un soggetto apicale (il datore di lavoro) e la società non ha adottato un modello idoneo a prevenire il rischio.
Il vantaggio economico per l’azienda, secondo l’accusa, è stato determinato da tre fattori: il mancato acquisto dei dispositivi di protezione individuale, la mancata formazione obbligatoria dei lavoratori e la mancata manutenzione delle attrezzature obsolete, con conseguente risparmio sui costi di gestione.
Nel processo, spiega l'avvocato Caroppo, alla Omega Dollar è stata irrogata una sanzione pecuniaria proporzionata alla gravità delle lesioni e una sanzione interdittiva consistente nella sospensione dell’attività. Le conseguenze reputazionali sono state immediate: calo della clientela e perdita di partnership commerciali. Alcuni contratti in essere prevedevano clausole specifiche legate al rispetto del modello organizzativo 231/01, e la condanna ha comportato la risoluzione automatica di tali accordi.
Secondo l’analisi dell’avvocato Marco Caroppo, se la Omega Dollar avesse adottato un Modello organizzativo con procedure di sicurezza adeguate e avesse istituito un Organismo di vigilanza, avrebbe potuto dimostrare di aver attuato misure idonee a prevenire il reato contestato. In tal caso, la condotta del lavoratore sarebbe stata considerata abnorme e in violazione delle procedure aziendali, escludendo la responsabilità dell’ente.
Il caso simulato evidenzia l’importanza dell’adozione di modelli organizzativi nel settore del gioco pubblico e dell’intrattenimento, dove la conformità normativa rappresenta un presidio essenziale per la tutela della sicurezza, della reputazione e della continuità operativa.