Giro di scommesse illegali a Torino, violazioni normative a Como e Catania: la cronaca
La cronaca collegata alle violazioni sulle normative vigenti in materia di gioco ci porta da Torino a Catania, passando per Como.
Cominciamo dal capoluogo sabaudo, dove a conclusione di articolate indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino nei confronti di due soggetti, già titolari e gestori di una sala scommesse ubicata a Trofarello (To), indagati a vario titolo, unitamente ad altre 13 persone, per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, e frode in competizioni sportive, autoriciclaggio.
Il tutto è partito da alcune indagini condotte dalla Squadra Mobile di Torino e dalle Sezioni investigative del servizio centrale operativo, “avviate nel settembre del 2022 sulla base di elementi che lasciavano ipotizzare l’esistenza, nella provincia di Torino, di un gruppo organizzato dedito ad attività di raccolta abusiva di scommesse su eventi sportivi tramite la predisposizione di piattaforme di gioco raggiungibili tramite link dedicati”, fa sapere la Polizia in un comunicato.
Dai controlli è emerso che nel centro scommesse “ubicato a Trofarello– formalmente intestato ad uno dei due destinatari della misura cautelare e centro nevralgico del gruppo criminale – era operativo un sistema parallelo di raccolta e gestione di scommesse non autorizzate (rispetto alle piattaforme legali), basato sull’utilizzo di sofisticati software e spazi virtuali.
Le indagini, supportate da intercettazioni, servizi di appostamento e pedinamento, nonché dall’analisi di decine di copie forensi di smartphone e computer (sequestrati agli indagati e presso agenzie di scommesse) e dall’esame della copiosa documentazione amministrativa acquisita, hanno svelato l’esistenza di un’associazione dedita alla raccolta non autorizzata di scommesse sportive anche a distanza.
In particolare, le indagini hanno permesso di ricostruire l’intera architettura dell’organizzazione a struttura piramidale impegnata nel business illegale del gioco d’azzardo e dell’esercizio abusivo della raccolta di scommesse su eventi sportivi.
Il gruppo si avvaleva della creazione e gestione di piattaforme di gioco online (parallele rispetto a quelle autorizzate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli), messe a disposizione degli scommettitori mediante l’apertura di linee di credito e la concessione di fidi. In tal modo, la compagine riusciva a gestire un ingente flusso di puntate per importi e profitti di centinaia di migliaia di euro.
È emerso, inoltre, che i correi comunicavano tra loro tramite chat criptate, utilizzando nickname e sistemi di cifratura avanzati, volti a garantire la segretezza delle conversazioni e a eludere le attività investigative”.
Il tutto con “la sistematica violazione delle normative vigenti in materia fiscale e di prevenzione del riciclaggio. In questo ambito, si è rivelata decisiva l’analisi dei rapporti finanziari riconducibili ai principali indagati. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire con precisione i flussi di denaro attraverso l’esame di ricariche con carte prepagate e di movimentazioni verso conti esteri, delineando un ingegnoso sistema di gestione e occultamento dei proventi illeciti. Ciò ha permesso di contestare reati di natura finanziaria, tra cui l’autoriciclaggio, atteso che parte delle somme veniva reimmessa in circuiti apparentemente leciti con l’intento di ostacolarne la tracciabilità.
Accanto ai membri inseriti in maniera stabile nell’organigramma dell’associazione, su un piano distinto ma comunque rilevante, si sono evidenziati numerosi intermediari che fungevano da collegamento tra i vertici del gruppo e gli scommettitori. Tra questi ultimi, un calciatore professionista, il quale aveva accumulato nel tempo un considerevole debito di gioco. Dalle sue dichiarazioni rese all’Autorità giudiziaria, sono emersi riscontri oggettivi circa l’operatività dell’organizzazione criminale.
A rafforzare ulteriormente il quadro probatorio hanno contribuito, infine, i numerosi riscontri emersi dall’analisi del contenuto dei dispositivi informatici e dei telefoni cellulari sequestrati nell’ambito delle perquisizioni eseguite in corso d’indagine su delega dell’Autorità giudiziaria nei confronti dei componenti del gruppo.
Anche l’esame dei dispositivi elettronici in uso a molti scommettitori ha consentito di confermare e approfondire le modalità operative dell’associazione, l’identità dei soggetti coinvolti e l’estensione della rete di raccolta delle scommesse non autorizzate.”
SOSPESA PER 7 GIORNI LA LICENZA DI UNA SALA GIOCO IN SAN SALVARIO – Il questore di Torino ha sospeso la licenza di una sala gioco nel quartiere di San Salvario con contestuale chiusura dell’esercizio ai sensi dell’articolo 100 del Tulps.
Nei giorni scorsi, si legge in un comunicato pubblicato sul sito della Polizia di Stato, “personale del commissariato di Pubblica sicurezza Barriera Nizza, nel corso di un controllo straordinario del territorio, all’interno del locale ha identificato diversi avventori, la maggioranza dei quali è risultata gravata da precedenti di diversa natura. Due persone, inoltre, sono risultate irregolari sul territorio nazionale.
Anche nel corso di verifiche precedenti, avvenute da dicembre 2024 a settembre 2025, si è riscontrata la presenza di persone pregiudicate per reati di varia natura. In due diverse circostanze, gli agenti avevano sequestrato nella sala gioco sostanza stupefacente. In un caso la droga è stata trovata in possesso di una persona poi denunciata in stato di libertà, nel secondo sul pavimento del locale. Nel corso del controllo effettuato ad aprile, una persona è sottoposta a custodia cautelare in carcere in esecuzione a provvedimento giudiziario. In un’altra occasione nello stesso esercizio era intervenuta una volante della Polizia di Stato per una lite poi degenerata in un’aggressione all’esterno della sala gioco. In due diversi controlli, infine, l’esercizio è stato sanzionato per violazioni amministrative.
In considerazione di ciò, è stata disposta la sospensione della licenza di attività di somministrazione di alimenti e bevande per 7 giorni, a decorrere dal 7 ottobre”.
COMO, VIOLATE NORME SUL FUMO E RACCOLTE SCOMMESSE SENZA AUTORIZZAZIONE – Nella mattinata di oggi, 10 ottobre, La Polizia di Stato di Como ha eseguito due distinti provvedimenti in altrettanti esercizi commerciali ubicati a Porlezza e Carlazzo.
In una sala slot di Porlezza, secondo quanto recita una nota pubblicata dalla Questura, il gestore ha consentito che “i clienti fumassero tranquillamente, non separando l’esistente zona fumatori da quella ove fumare era vietato”, come rilevato da un'ispezione dei poliziotti. La sanzione, qualora non venga saldata nei tempi consentiti dalla legge per la forma ridotta, potrebbe arrivare fino a 2200 euro.
In un bar di Carlazzo invece gli agenti hanno appurato che il legale rappresentante “raccoglieva senza licenza e autorizzazione, scommesse in tempo reale. Al titolare infatti era stata negata l’autorizzazione per l’attività di sala scommesse, ma nonostante ciò aveva cominciato ugualmente a raccogliere scommesse all’interno del suo esercizio”. A seguito di tale riscontro il questore di Como ha “firmato un decreto di inibizione dell’illecita attività di raccolta scommesse, obbligando il gestore a rimuovere ogni insegna o indicazione apposta sia all’esterno che all’interno dei locali che faccia riferimento all’attività vietata. Al tempo stesso il questore ha sospeso per 5 giorni anche l’attività di somministrazione di bevande e alimenti, avendo il titolare abusato della licenza ai lui intestata iniziando ad usare il suo locale anche per la raccolta di scommesse, attività che avrebbe richiesto altra e diversa autorizzazione di polizia”. Per tali violazioni l'uomo è stato “anche denunciato all’Autorità giudiziaria in base all’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, che regolamenta l’esercizio abusivo delle attività di gioco e scommesse”.
STOP DI 7 GIORNI ALL’ATTIVITA’ DI UN CENTRO SCOMMESSE A CATANIA – La Polizia di Stato ha sospeso temporaneamente l’attività di un centro scommesse a Catania, nel quartiere di Librino, diventato un ritrovo abituale di pregiudicati.
A notificarlo al gestore, rileva una nota ufficiale, “sono stati i poliziotti del commissariato di Pubblica sicurezza 'Librino' che hanno apposto i sigilli dopo aver effettuato più accertamenti in un ampio arco temporale. Infatti, negli ultimi mesi, i poliziotti del Commissariato hanno riscontrato la costante presenza nel locale di diversi soggetti noti alle forze di polizia per diversi gravi precedenti, per reati di particolare allarme sociale e, in particolare, per ricettazione, spaccio di stupefacenti, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale. La presenza di questi clienti non è risultata sporadica, ma è stata riscontrata in molteplici verifiche al punto da rappresentare un rischio concreto per la sicurezza.
Pertanto, sulla base di quanto rilevato dai poliziotti, ultimata l’attività istruttoria da parte della divisione Polizia amministrativa e sociale, è stata disposta la chiusura del centro scommesse per 7 giorni, secondo quanto previsto dall’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che prevede la possibilità per l’Autorità di pubblica sicurezza di sospendere temporaneamente le autorizzazioni e le licenze delle attività commerciali a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini e per assicurare le legittime aspirazioni a vivere in una comunità sicura”.