Responsabilità società nei reati e gioco, il focus dell’avvocato Caroppo (Astro)

Il sito dell'associazione Astro ospita un approfondimento dell'avvocato Marco Caroppo sul modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 quale strumento di protezione aziendale applicato al settore del gioco.
Scritto da Redazione

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Il sito dell'associazione Astro si arricchisce di ulteriori contenuti grazie alla pubblicazione di una serie di articoli curati dell’avvocato Marco Caroppo, entrato a far parte di As.tro-Confindustria Sit come consulente esperto in materia di responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001.

I contributi Marco Caroppo avranno ad oggetto l’analisi del D.Lgs. 231/2001 e degli strumenti di prevenzione dei reati previsti da tale normativa che possono essere adottati all’interno delle aziende, con approfondimenti specifici legati al settore del gioco pubblico.

Nel suo primo articolo l'avvocato Caroppo esamina il modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 quale strumento di protezione aziendale applicato al settore del gioco pubblico.

Eccolo di seguito.

"Il D.Lgs. 231/2001 contiene la normativa italiana che ha introdotto, per la prima volta nel nostro sistema giuridico, la responsabilità amministrativa degli enti (società, associazioni, enti pubblici economici) per determinati reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio.

Tale normativa ha colmato un vuoto nel nostro ordinamento in quanto, precedentemente alla sua introduzione, solo le persone fisiche potevano rispondere dei reati, mentre le società e gli enti andavano esenti da responsabilità penale anche quando traevano vantaggio dalle condotte illecite.

Il catalogo dei reati rientranti nella disciplina in esame è in continuo ampliamento e oggi comprende una vasta gamma di ipotesi delittuose: reati contro la Pubblica amministrazione, reati societari, ambientali, corruzione, sicurezza sul lavoro, riciclaggio, delitti informatici ed anche alcune ipotesi che impattano nell’area del gioco pubblico.

Per quanto attiene, nello specifico, tale ambito, la Legge n. 39 del 3 maggio 2019, ha introdotto l’articolo 25-quaterdecies nel D.Lgs. 231/01, includendo le seguenti fattispecie: frode in competizioni sportive (richiamo alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 1); esercizio abusivo di attività di gioco o scommessa (comprese le forme a distanza) e giochi d’azzardo esercitati tramite apparecchi vietati (legge n. 401/1989, art. 4).

Pertanto, le società che operano in questo ambito – sale da gioco, società concessionarie, piattaforme online – possono incorrere in responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/01 qualora i loro dirigenti o dipendenti (e più in generale stakeholders) commettano i reati sopra indicati o reati ad essi tipicamente collegati quali, ad esempio, la truffa, il riciclaggio o l’autoriciclaggio, qualora i medesimi siano stati commessi nell’interesse o a vantaggio della società.

In tali casi, l’azienda rischia ingenti sanzioni pecuniarie che si attestano da un minimo di 77.400 euro ad un massimo di 1.239.200 euro.

Oltre a tali sanzioni possono essere applicate anche misure interdittive che possono comportare la sospensione dell’attività o la revoca delle concessioni.

Tuttavia, la medesima normativa prevede la possibilità per le società di andare esenti da responsabilità ex art. 6 d.lgs. 231/2001 qualora dimostrino di aver adottato al proprio interno, preventivamente, un modello organizzativo idoneo a prevenire i reati ed abbiano istituito un Organismo di vigilanza con compiti di controllo e poteri di indagine interna.

In particolare, il modello organizzativo prevede la mappatura delle aree di rischio-reato all’interno della società e l’introduzione di procedure e controlli che riducono la probabilità che i reati vengano commessi (es.: separazione dei ruoli decisionali, controlli sulle concessioni, gestione trasparente delle transazioni, controlli sull’identità dei giocatori, ecc.).

In conclusione, applicato alle fattispecie collegate al gioco d’azzardo, il modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/01 diventa un presidio essenziale e necessario per le aziende che operano nel settore, non solo come misura di legalità e protezione del patrimonio societario ma anche come strumento strategico per tutelare la reputazione aziendale e rafforzare i rapporti con Autorità e stakeholder".