Cts: no riaperture in zona gialla, esercenti e giochi sperano nel Governo

Dopo il riscontro di un lieve e generale peggioramento dell’epidemia con aumento nelle regioni a rischio alto, si frena sulla riapertura dei ristoranti nelle quali spera anche il gioco.
Scritto da Redazione GiocoNews.it

Cts: no riaperture in zona gialla, esercenti e giochi sperano nel Governo

 

Nessun allentamento nelle misure di restrizione. L’Rt nazionale resta invariato (allo 0.84) come emerge del monitoraggio settimanale sul Covid in Italia con i dati dell’Istituto superiore di Sanità-Ministero della Salute, con un lieve e generale peggioramento dell’epidemia registrato dall’aumento nel numero di regioni classificate a rischio alto (3 contro 1) e dalla riduzione delle regioni a rischio basso in questa settimana (7 contro 10). Con ben tredici regioni che evidenziano un trend di casi in aumento.

L’Italia si trova dunque in un contesto – si legge nel monitoraggio settimanale – “preoccupante per il riscontro di varianti virali di interesse per la sanità pubblica in molteplici regioni che possono portare ad un rapido incremento dell’incidenza”. Visto che la diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni è più lieve di quella osservata le precedenti settimane. In alcuni contesti, si spiega, “un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per Covid-19 in area critica”.

NO A RIAPERTURA RISTORANTI IN ZONA GIALLA – Per queste ragioni il Comitato tecnico scientifico ha chiarito che “non c’è alcun via libera del Comitato alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura”. In una nota ha precisato di aver individuato regole che dovranno essere applicate se arriverà il via libera alla riapertura serale dei ristoranti in zona gialla e a pranzo in zona arancione. “Nel verbale della riunione del Cts del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso”.

La richiesta di apertura serale dei ristoranti in zona gialla e a pranzo in zona arancione – come noto – era stata avanzata dal ministero dello Sviluppo economico su richiesta di Fipe Confcommercio e Fiepet di Confesercenti e sul punto si attende ora la parola del governo per la decisione finale. Ma a mancare è comunque il consenso del Cts. Un punto, questo, che risulta potenzialmente rilevante anche per il comparto del gioco pubblico, tenendo conto che tra le richieste principali degli addetti ai lavori, che verrà avanzata a gran voce anche attraverso la duplice manifestazione del 18 febbraio a Roma e Milano, c’è proprio quella di riaprire subito, partendo dalle zone gialle e applicando quindi i criteri adottati per le altre attività, e comunque di non prorogare la chiusura oltre il 5 marzo, data in cui scadranno le restrizioni imposte con l’ultimo Dpcm del premier uscente. Giuseppe Conte.

In questo senso, dunque, un’eventuale apertura alla riduzione delle restrizioni applicate ai ristoranti, potrebbe consentire di trattare in maniera analoga anche il comparto dei giochi, viste le altre riaperture, ormai generali. Senza contare, peraltro, che dal 15 febbraio potrebbero ripartire anche gli impianti di sci al Nord Italia, con tutto l’indotto, che rendere lo stop dei giochi ancor più anacronistico.

NUOVE MISURE PER BAR E RISTORANTI – Tornando ai ristoranti, tuttavia, le regole stabilite dal Cts per eventuali allentamenti delle regole prevedono il distanziamento di almeno un metro tra i clienti dei ristoranti all’uso della mascherina obbligatorio nei luoghi di passaggi. Confermando la regola del numero massimo di persone non conviventi sedute allo stesso tavolo, cioè quattro, e l’obbligo del cartello con la capienza massima del locale, già esposto fuori dai locali di ristorazione. Tutte misure che potrebbero (dovrebbero?) essere facilmente applicate anche nei locali di gioco all’interno dei quali, a dire il vero, nella precedente fase di riapertura estiva erano stati adottati protocolli molto più stringenti anche in maniera spontanea dagli addetti ai lavori, riuscendo a garantire elevati standard di sicurezza, forse anche superiori a ogni altra attività.

Per quanto riguarda i bar, per ora, il Cts ha spiegato che rimarrebbe obbligatorio il distanziamento di almeno un metro con indicazioni chiare, previste nei nuovi suggerimenti, per evitare assembramenti a causa di file alla cassa o in attesa di essere serviti. Oltre a rimanere vietati i buffet e l’uso delle carte da gioco e dei giornali a disposizione della clientela.