Polonia, riforma del Codice penale: ‘Carcere per influencer che promuovono il gioco online’
Promuovere il gioco online per gli influencer della Polonia potrebbe diventare un reato.
Lo prevede una proposta di legge presentata al Parlamento per mettere al bando il "Patostreaming", un termine utilizzato per descrivere la trasmissione online di violenza, abusi e materiale sessualmente degradante.
Secondo i suoi sostenitori, tale proposta di legge è necessaria per garantire che i comportamenti online siano trattati con la stessa gravità degli atti criminali commessi offline.
In base ad essa, le persone che condividono online rappresentazioni reali o simulate di reati gravi potrebbero essere condannate a pene detentive da tre mesi a cinque anni. Le stesse pene si applicherebbero agli influencer che promuovono il gioco, che rimane fortemente limitato in Polonia.
Il disegno di legge gode del sostegno dei ministri del nuovo governo polacco della Coalizione civica (KO), formato alla fine del 2025 dall'unione di Piattaforma dei cittadini (PO), Moderna (Nowoczesna) e Iniziativa Polacca (iPL).
I ministri del KO hanno inquadrato l'iniziativa come parte di un più ampio sforzo per rafforzare la tutela online dei giovani polacchi, citando la crescente esposizione a contenuti digitali violenti e promozioni di gioco illegale sulle piattaforme dei social media.
Nella sua revisione legislativa, si prevede che il Sejm porrà particolare enfasi sulla tutela dei minori e degli adolescenti, con commissioni parlamentari che esamineranno come le disposizioni penali possano essere utilizzate per limitare gli ambienti online dannosi che attraggono i minori, si legge su Sbc News.
Perciò, “streamer, influencer e potenzialmente persino le piattaforme stesse potrebbero essere ritenuti responsabili penalmente per aver promosso o normalizzato attività di gioco d'azzardo illegale, in particolare quando tali contenuti sono accessibili ai minori”.
Non va dimenticato che alla fine dello scorso anno al Parlamento polacco è stato presentato un disegno di legge separato che propone nuove interpretazioni giuridiche per le transazioni di gioco e le meccaniche delle loot box che coinvolgono i minori, con emendamenti volti a classificare come “gioco d'azzardo”.
Oltre al gaming, il ministero degli Affari digitali polacco ha anche confermato che si unirà ad altri Stati dell'Unione nella revisione delle normative sui social media per gli utenti adolescenti, inclusa la valutazione di un divieto assoluto per i minori di 16 anni, una misura che ha ottenuto un riscontro positivo in Francia e Grecia. Mentre in Italia la Lega ha depositato alla Camera una proposta di legge per vietare l'uso dei social ai minori di 15 anni e consentirlo ai minorenni oltre quel limite se c'è il consenso "verificabile" dei genitori.