Driver aggredito in ippodromo, Somma (Snapt): ‘Garantire sicurezza’
Ieri sera, 19 agosto, all'ippodromo di Albenga (Sv), il driver di trotto Santo Mollo è stato aggredito, riportando 7 punti di sutura. Il presunto colpevole è stato sanzionato con 40 giorni di sospensione.
A riportare la vicenda è Antonio Somma, in rappresentanza dello Snapt - Sindacato nazionale allevatori proprietari trotto, che ritiene la sanzione troppo lieve e commenta: “Questo episodio non è un incidente isolato, è la fotografia perfetta di un'ippica senza regole, senza controllo e senza dignità.
Il Masaf, che dovrebbe tutelare e garantire la sicurezza degli ippodromi, ha fallito nel suo compito più elementare. La responsabilità di un'aggressione in un luogo pubblico, con una sanzione irrisoria, ricade direttamente su chi gestisce il settore con totale assenza di serietà e rigore”.
Ma il suo j'accuse non si ferma qui: “E dove sono le altre categorie?
Dove sono le associazioni che dovrebbero alzare la voce e tutelare i driver? L'omertà di fronte a un atto di violenza è un segnale ancora più grave dell'aggressione stessa.
Questo silenzio è la prova che queste categorie, anziché difendere chi vive in pista, sono asservite a un sistema che non funziona.
Episodi come questo non solo sono vergognosi, ma allontanano sempre di più i proprietari e i nuovi investitori da un mondo dove la violenza è tollerata e la sicurezza è solo un optional.
Se l'incolumità dei driver non è garantita, se le sanzioni sono una farsa e se le associazioni non reagiscono, allora non c'è più nulla da salvare”.
LA REPLICA DELLA CONTROPARTE – Dopo quelle di Antonio Somma, ecco le parole scritte e diffuse a mezzo social da Francesco Di Stefano, l'altro driver, sanzionato con 40 giorni di sospensione per il pugno a Santo Mollo: "Scrivo queste righe per dare una spiegazione del bruttissimo episodio accaduto ieri sera ad Albenga, sono una persona super per bene… non ho mai litigato con nessuno, sono molto conosciuto nell’ambiente ippico e tutti conoscono bene la mia educazione e il rispetto nei confronti di tutti", esordisce. "Mio padre si è avvicinato a Santo mentre mangiava con la sua famiglia per dirgli tranquillamente di non 'litigare' tutte le volte in corsa con me, perché ne pagano le conseguenze i cavalli, e visto che corriamo tutti i giorni insieme non è giusto. Nemmeno il tempo di avvicinarsi che Mollo si alza e gli dà una gomitata nello stomaco, allora mio padre si è difeso, ma c’è stato solamente un botta e risposta istintivo da entrambi (premettendo che certe cose che non devono minimamente accadere, assolutamente).
Io non c’ero in tutto questo! Mentre vedo questa colluttazione da lontano corro per capire cosa stava succedendo e Santo Mollo con una sedia di plastica in mano stava per colpire mio padre, io acchiappo la sedia (sicuramente di corsa) e Santo si procura un taglio in faccia.
Quando lui si è visto con il sangue in faccia è corso verso la giuria dicendo che mi avrebbe rovinato e che non mi avrebbe fatto guidare più.
La gente avendo visto che andavo verso di lui e subito dopo il sangue in faccia ha pensato che gli avessi dato un pugno ma io non l’ho toccato, ho solo cercato di togliere la sedia dalle sue mani, tutto qui. ..
Prima di parlare bisogna sentire tutti e due, tutto qua".